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36° Stormo 
M.O.V.M. 
Colonello Pilota 
Riccardo 
Hellmuth Seidl
 
 
 
 
 
36° Stormo 
Il 36° Stormo è intitolato a Riccardo Hellmuth Seidl, Seidl nacque a Napoli il 19 aprile del 1904, Colonnello Pilota della Regia Aeronautica, memorabile eroe della Seconda Guerra Mondiale decorato con la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria. 
Entrato come allievo all’Accademia Navale di Livorno divenne Guardiamarina nel 1925 e successivamente nel 1927 Sotto Tenente di Vascello, consegui il Brevetto di pilota e fu imbarcato su diversi incrociatori. Nel 1933 passò alle dipendenze della Regia Aeronautica e come Capitano comandò le Squadriglie 166^ e 201^,  in seguito l’88° Gruppo Autonomo. 
Nel 1938 partì volontario per la guerra di Spagna dove comandò un Gruppo da bombardamento veloce ottenendo due Medaglie d’Argento al Valor Militare grazie al suo coraggioso apporto alle operazioni belliche.  
Al rientro in Italia venne promosso Tenente Colonnello e successivamente nel 1941 Colonnello. 
Con l’entrata dell’Italia nella Seconda Guerra Mondiale al fianco degli alleati tedeschi la Regia Aeronautica si trovò a dover fronteggiare la minaccia della flotta britannica nel Mare Mediterraneo, già dal 1940 venne sperimentata e sviluppata una nuova specialità “aerosiluranti”, inizialmente  i velivoli utilizzati erano i Savoia Marchetti SM 79 mentre dal 1941 con i più potenti SM.84, acquisendo sempre più esperienza la Regia Aeronautica creò nuovi Gruppi dislocati nel Mare Egeo in Sicilia e in Sardegna, reparti che operavano nell’area del Mediterraneo alla caccia di navi alleate, fu proprio durante una di queste missioni che Hellmuth Seidl, allora Comandante del 36° Stormo, decollato da Decimomannu in Sardegna alla testa di una formazione di aerosiluranti venne abbattuto il 27 settembre del 1941 dopo aver colpito una nave da Guerra inglese al largo dell’isola La Galite (Tunisia).
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Per la sua posizione strategica la base aerea di Gioia del Colle è considerata dalla NATO quella più importante del Mediterraneo, proprio per questo motivo il 36° Stormo ricopre un ruolo altamente importante nel sud Europa, esso ha la funzione di mantenere efficiente la difesa aerea nel contesto nazionale e europeo per i settori sud e sud Est, ruolo ancora più evidente nel momento in cui il 36° è passato da un doppio ruolo di C.B. (Caccia Bombardiere) e C.I. (Caccia Intercettore) al singolo ruolo che gli compete oggi, questo compito di difesa dello spazio aereo viene demandato dallo Stormo al 12° Gruppo C.I. 
La struttura del 36° Stormo è composta anche da altri reparti oltre a quelli prettamente aeronautici,  ai quali tra l’altro abbiamo dedicato delle sezioni specifiche in questo articolo, questi sono il 436° GTO (Gruppo Tecnici Operativi), del 536° GLO (Gruppo Logistici Operativi), il Gruppo Difesa e i Servizi Amministrativi. 
Il 36° Stormo Hellmuth Seidl sino dalla sua costituzione è sempre stato impegnato in prima linea, in attività sia addestrative che, in alcuni casi, reali. Tali impegni nel terzo millennio appena iniziato sono state veramente molteplici. Inoltre, nel descriverlo bisogna considerare che nella sua storia più recente il 36° Stormo ha potuto disporre, per un periodo abbastanza prolungato, di ben tre Gruppi di Volo, con ruoli diversi tra di loro, senza tralasciare che anche all’interno dello stesso Gruppo c’è stato un cambiamento di ruolo. Esaminando le missioni svolte dallo Stormo queste peculiarità verranno messe in risalto.  
Partiamo dalle lunghe trasferte Nord Americane dove il 36° Stormo ha partecipato con i due Gruppi C.I. (Caccia Intercettori del 12° e 21°) all’esercitazione Green Flag a Nellis negli Stati Uniti, mentre per il 156° Gruppo C.B.(Caccia Bombardieri) ricordiamo i rischieramenti in Canada a Goose Bay per esercitarsi al volo a bassa quota, luogo dove per alcuni anni c’è stata una base permanente dell’AM. Altri trasferimenti, magari meno impegnativi ma sicuramente particolari, sono stati quelli in Egitto dove gli uomini ed i mezzi del 36° parteciparono alla  Bright Star '01 e alla Nile '03. 
Per i velivoli dei Gruppi Caccia dopo gli attentati dell’11 settembre diventano sempre più frequenti i rischieramenti in territorio nazionale e internazionale per garantire la copertura aerea in caso di importanti eventi politici, ovviamente presenziati dai più importanti Capi di Stato delle potenze mondiali. Le esercitazioni dei Gruppi di Gioia del Colle a volte hanno lo scopo di addestrare altre strutture dell’AM, una di questi eventi denominata “Giopolis 2001” è stata organizzata proprio sulla base pugliese per addestrare il personale del COFA (Comando Operativo delle Forze Aeree). Le altre esercitazioni “fuori area” a cui hanno partecipato alternandosi i tre Gruppi sono state: “Dynamic Response ‘03”, “Combined Air Forces Reharsal 2004”, “Arcade Deployex”,  “Anatolian Eagle”,  “Autumn Flag ‘06”, poi ci sono le varie Spring Flag, esercitazione con cadenza annuale in Sardegna a Decimomannu dove tutti e tre i Gruppi hanno partecipato con i vari velivoli Tornado IDS e ADV, MB 339CD e infine l’anno scorso con gli Eurofighter, le esercitazioni “Mare Aperto” in collaborazione con la Marina Militare sempre a scadenza annuali, mentre invece con cadenza mensile le TLP (Tactical Leadership Program) che caso unico in Italia se ne è disputata una sessione proprio presso il 36° Stormo. 
Ricordiamo inoltre che il 36° Stormo ha vinto quattro volte il Trofeo Arco d’Oro, un premio concesso dalla Brigata Caccia Intercettore per il reparto che consegue i migliori risultati nell’arco dell’anno, le prime due volte in maniera assoluta, successivamente ex-equo con il 5° Stormo prima ed il 37° Stormo poi.   
Un evento cui non si poteva non rendere notizia è stata la partecipazione al Tiger Meet di Beja in Portogallo nel 2002 quando il 12° Gruppo del 36° Stormo su Tornado ADV a presenziato al posto dell’ormai indimenticabile 21° Gruppo "Tigre" posto in “posizione quadro” l’anno prima.   
Con il passaggio del 12° Gruppo dal Tornado ADV al MB 339CD, muta anche il ruolo del reparto, l'impiego degli MB 339CD in missioni “Slow Movers Interceptor” (intercettazione di piccoli velivoli o elicotteri), diventa molto frequente in occasione di eventi di rilevanza mondiale ed ha l’intento di scoraggiare eventuali attacchi terroristici. Per questo motivo troviamo il 12° Gruppo schierato durante i vari G 8, oppure a Roma per la firma della Costituzione Europea, o a Torino per le Olimpiadi Invernali. Nonostante questi impegni il 12°, insieme a tutto il personale dello Stormo, inizia l’impegnativa attività di “On Job Training” presso la base di Grosseto per la conversione sul Typhoon.    
Il 36° Stormo da poco tempo a perso uno dei suoi reparti storici, il 156° Gruppo “Le Linci”, il quale tra l’altro ha portato l’effige dello Stormo nel Golfo Persico durante l’Operazione Locusta del 1990-1991 contribuendo alla liberazione del Kuwait, e che ora con i suoi Tornado IDS è stato trasferito a Ghedi (Brescia), con l’intento di armonizzare la linea Tornado. 
Il 36° Stormo di oggi è impegnato con tutte le proprie risorse nel completamento della transizione sul nuovo velivolo Typhoon. 
E’ un’attività che coinvolge tutti gli enti del Reparto, sia di volo che logistici. La transizione in atto ha comportato profondi cambiamenti infrastrutturali e procedurali ma considerato i risultati ottenuti questa operazione sembra avviarsi verso il pieno successo e per il futuro si parla con sempre maggior  insistenza dell’arrivo di un ulteriore Gruppo (il quarto su Eurofighter) a Gioia del Colle.
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12°gruppo
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636a squadriglia
gea 36°stormo
Comandante 36° Stormo  
L’attuale Comandante del 36° Stormo di Gioia del Colle è il Colonnello Pilota Giampaolo Marchetto, laureato in Scienze Aeronautiche e in Scienze Politiche è nato a Varese il 30 giugno del 1966, entra in Accademia nel 1985 frequentando il Corso Eolo IV, consegue nel 1990 il Brevetto di Pilota Militare presso la scuola ENJJPT (Euro Nato Joint Jet Pilot Training) di Sheppard negli Stati Uniti.  
Nel 1991 ha effettuato, a Grosseto, la Conversione Operativa sul Caccia Intercettore F 104S ed è stato successivamente assegnato al 10° Gruppo del 9° Stormo di Grazzanise dove consegue la Combat Readiness. Sempre al 10° Gruppo in ordine cronologico ha comandato l’84^ Squadriglia, è stato Ufficiale addetto alla Sicurezza Volo e infine Capo Ufficio Operazioni. Nel 1995 si sposta presso la Scuola di Guerra di Firenze per partecipare al Corso Normale, il termine del Corso coincide nuovamente con il suo ritorno negli “States” presso la Scuola Aviogetti della Nato ENJJPT questa volta come Istruttore sul velivolo T 38A Talon, ricoprendo tra gli altri l’incarico di Vice Flight Commander presso la sezione Corso Istruttori. Nel 1999 rientra in Italia ancora al 9° Stormo di Grazzanise dove vi rimane per due anni prima di essere trasferito al 5° Stormo di Cervia, dal 2001 data del suo arrivo a Cervia fino al 2003 è Comandante del 23° Gruppo prima sul velivolo F 104S ASA M e successivamente, dopo il Corso di Conversione Operativa, presso Tucson in Arizona (USA), sul velivolo F 16ADF Fightning Falcon, una volta terminato il Comando di Gruppo viene incaricato di svolgere la mansione di Capo Ufficio Operazioni (2003-2005). 
Ancora una volta il ritorno negli Stati Uniti per frequentare il Corso anno accademico 2005 per Joint and Combined Warfighting presso il Joint Force Staff College di Norfolk (Virginia).  
Al rientro in Italia assume l’incarico di Capo Sezione Addestramento e Standardizzazione presso il Comando Aquila di Bari e successivamente quello di Capo Ufficio Piani Operazioni ed Addestramento. Da Bari a Milano questa volta al costituendo Comando delle Forze da Combattimento dove gli viene assegnato l’incarico di Capo Ufficio Difesa Aerea, l’ultimo passaggio della lunga carriera è quello che lo porta al comando del 36 °Stormo il 7 luglio del 2008. 
Oltre a tutti questi incarichi il Colonnello Marchetto è insignito delle Medaglie di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, Anzianità di Servizio, Lunga Navigazione, e delle Medaglie conferite dalla Nato per le operazioni in Ex Yugoslavia e Kosovo.  
Storia 
Il 36° Stormo è stato costituito il primo febbraio del 1938 sull'aeroporto di Borgo Panigale (Bologna), i Savoia Marchetti SM.79  e gli SM.81 erano la dotazione di velivoli dell’epoca. Nel giugno 1940 lo Stormo utilizzava solo gli SM.79 e la specialità era quella del Bombardamento Terrestre. Il teatro di operazione si estendeva da Albania e Yugoslavia, nella regione balcanica, fino al Mediterraneo, comprendendo la Tunisia e Malta. Dal 1941 al 1943, lo Stormo acquisisce i velivoli SM.84 e, dopo un periodo di addestramento per transitare alla nuova specialità di “aerosiluranti”, viene dislocato in Sicilia e in Sardegna.  
Questa nuova specialità non coglie impreparati i piloti dello Stormo e ne è testimonianza il fatto che il 36° Stormo viene decorato con una Medaglia d’Oro che si aggiunge a quella d’Argento ottenuta dal 36° Stormo B.T. Nel novembre del 1948 ormai con Guerra alle spalle lo Stormo è sottoposto ad una nuova ristrutturazione che lo porta a cambiare di nuovo ruolo, questa volta in Stormo Trasporti. Questa attività si svolge fino al suo scioglimento nel gennaio del 1955. Nel ruolo di Stormo da trasporto il 36° riceverà un’altra medaglia d’Argento al Valor Militare per le azioni di supporto alle truppe italiane ed ai partigiani jugoslavi svolte durante la guerra di Liberazione. La bandiera di guerra del 36° Stormo è quella più decorata tra tutte quelle dell’Aeronautica Militare.  
Dopo cinque anni di “black out” ricompare il 36° in una veste completamente diversa, la denominazione è 36^ Brigata Missili I.S. (Interdizione Strategica), da questo momento inizia anche il connubio con Gioia del Colle che si protrae fino ai giorni nostri, prima di accennare qualche dato sull’Aeroporto pugliese spieghiamo velocemente cosa era  la 36^ Brigata Missili. Era stata creata in piena Guerra Fredda a Gioia del Colle per volere degli Stati Uniti che avevano necessità di installare dei missili nucleari a medio raggio, scelta che ricadde sull’Italia e sulla Turchia, la zona intorno all’area dell’Aeroporto di Gioia venne dotata di molte basi di lancio per il Missile Balistico “Jupiter”, dopo la crisi di Cuba nel 1963 viene stabilita la chiusura della prestigiosa Aerobrigata.  
Ritornando all’aspetto storico dell’aeroporto pugliese intitolato al Capitano Pilota Antonio Ramirez. La costituzione del campo di Gioia del Colle risale al 1915, il campo d’aviazione era di modeste proporzioni e ospitò negli anni della Prima Guerra Mondiale un “Battaglione Aviatori” dipendente dal Comando di Torino ed era adibito a Scuola. Tra i tanti avvenimenti, uno in particolare è legato all'aeroporto pugliese, quello della leggendaria impresa di Gabriele D'Annunzio volta a bombardare la base navale di Cattaro, bombardamento svolto con un’incursione aerea notturna che prevedeva l’attraversamento per 400 Km dell’Adriatico operato con velivoli biplani monomotori adibiti esclusivamente al volo sulla terra ferma e con il solo ausilio della bussola e delle stelle, da lui considerata la sua impresa bellica più audace, che è anche stata la più straordinaria che si sia mai effettuata con velivoli destinati a voli su terra. D’annunzio “il pilota poeta” cominciò a prepararla con due mesi di anticipo e stentò per ottenere il permesso dai Superiori, perché essi sostenevano che nessun velivolo avrebbe potuto far rientro a terra, a causa della difficoltà della rotta e della lontananza dell'obiettivo da raggiungere. 
Fu proprio in ricordo di questa gloriosa e vittoriosa missione che negli anni a seguire il Ministero dell’Aeronautica (allora Regia Aeronautica) volle ampliare e mantenere efficiente il Campo di Aviazione, anche se purtroppo al termine della Guerra oltre a venire declassato ad aeroporto di fortuna rischiò addirittura la chiusura.    
Fortunatamente nel 1935 iniziano i lavori per la costruzione di un nuovo campo di atterraggio e diventa sede del 35° Stormo (Bombardamento Terrestre) e del 32° Stormo (Aerosiluranti). Con l’inizio della Seconda Guerra Mondiale viene denominato “Regio Aeroporto Militare” e nel 1943 per un breve periodo sede del Comando del prestigioso 4° Stormo Caccia di Francesco Baracca.  
Nel 1946 con la fine degli eventi bellici diventa sede di una Scuola di Volo dove i primi allievi della risorta Accademia Aeronautica conseguono il brevetto di pilota militare.  
Ora torniamo al punto in cui il 36° Stormo e la Base di Gioia del Colle si incontrano per iniziare la strada comune che porta ad oggi, poco tempo dopo la chiusura del capitolo “missili” il 24 settembre 1963 giungono in Puglia gli F 86K del 12° Gruppo Caccia Intercettori Ogni Tempo provenienti dalla 4^ Aerobrigata seguiti successivamente dal 156° Gruppo Caccia Bombardieri provenienti dalla 6^ Aerobrigata, essi vanno a formare il primo giugno del 1966 il ricostituito 36° Stormo, molti velivoli si sono susseguiti nelle fila dei Gruppi alle dipendenze del 36°, li elenchiamo in ordine cronologico di entrata in servizio, F 84F, F 86K, F 104S, F 104S ASA, Tornado IDS, Tornado ADV, MB 339CD e il presente F 2000 Typhoon. Nella sua lunga storia il 36° detiene anche una speciale caratteristica, due Gruppi di Volo con ruoli completamente diversi all’interno dello stesso Stormo (Caccia Intercettori e Caccia Bombardieri) questo lo rende unico all’interno della schiera degli Stormi AM.  
Un altro Gruppo storico dell’AM ha concorso nel creare l’Hellmuth Seidl nel tempo, questo è il mitico 21° Gruppo “Tiger” che il 1 marzo del 1999 con i suoi Tornado ADV (Air Defence Variant) abbandona il 53° Stormo di Cameri (Novara) per giungere a Gioia del Colle, 21° Gruppo C.I.O. che nel marzo del 2001 viene posto in “posizione quadro” ed il personale ed i velivoli confluiscono nel 12° Gruppo.    
L'autore desidera ringraziare il Col. Marchetto, Ten.Col. Tartaglione, Ten.Col. Campobasso, Magg. Colacicco, Cap. Calvano, Ten. Salvatori, M.llo Palantra e il 1°Aviere Scelto Rubino. 
Inoltre per la perfetta collaborazione uno speciale ringraziamento al Ten. Testa (SMA Roma)  
Foto e testo Giorgio Ciarini 
Aprile 2009 
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