X Gruppo “Picche” 
Per iniziare doverosamente la parte dedicata al 10° Gruppo è necessario dire che l’identità di questo reparto è strettamente legata a tre emblemi storici di valore assoluto: Francesco Baracca - 91^ Squadriglia - Cavallino Rampante. 
Al 10° Gruppo spetta da tempo immemorabile il dovere imprescindibile di portare l’eroico nome di Baracca e mostrare come propria effige il famosissimo Cavallino Rampante. 
Francesco Baracca è un mito della Prima Guerra Mondiale, il suo nome compare in un infinità di pubblicazioni, da semplici articoli, nei libri di storia a scopo didattico e in molto altro, anche se non tutte le voci, come purtroppo spesso accade, gli rendono il giusto onore. Le virtù di obbedienza e di modestia, il carattere riservato, il freddo autocontrollo e le grandi capacità di aviatore con le sue 34 vittorie riconosciute ufficialmente, fonti certe ne contano 36, ne hanno fatto un eroe nazionale.  
Nato a Lugo di Romagna nel 1888 in una ricca famiglia dopo gli studi nella sua città natale, a Firenze scelse la vita militare ed entrò in Accademia a Modena, con il grado di Sottotenente, nel 1910 fu assegnato al prestigioso 2° Reggimento cavalleria “Piemonte Reale”. Nel 1912 Baracca venne inviato in Francia, come volontario in aviazione, dove svolse un corso di pilotaggio conseguendo il brevetto numero 1037. La sua prima missione di guerra avvenne il 25 agosto del 1915 nel conflitto contro l’Austria, la sua prima preda fu un dirigibile Brandenburg austriaco abbattuto il 7 aprile del 1916, e fu riconosciuta anche come la prima in assoluto per l’aviazione italiana. Questa fu la prima di una lunga serie, le vittorie gli valsero una notevole popolarità sui giornali nazionali che ne descrivevano le imprese, evidenziando il comportamento sempre cavalleresco di Baracca nei confronti degli aviatori nemici, tanto da omaggiarli di piccoli doni se fatti prigionieri, oppure portare una corona di fiori sulla loro tomba nei casi peggiori. 
Dopo la ritirata di Caporetto, Baracca ed i suoi compagni vennero impiegati sul nuovo fronte del Piave, combattendo sin dal primo giorno in prima linea contro gli austriaci, conquistando il dominio del cielo e portando un contributo decisivo alla sconfitta del nemico, oltre al dominio del cielo gli aviatori guidati da Baracca furono chiamati a svolgere pericolose missioni di mitragliamento delle trincee nemiche, ed è proprio in una di queste missioni, la sera del 19 giugno del 1918, che l’aviatore di Lugo fu visto precipitare in fiamme sul Montello a Nervesa della Battaglia; due differenti versioni ipotizzano l’abbattimento, la prima che fu colpito da colpi sparati da terra, la seconda di un abbattimento per mano di un velivolo austriaco.  
La 91^ Squadriglia fu costituita il 1° maggio 1917 per volere proprio di Francesco Baracca, in trasformazione della già esistente 70^ Squadriglia e posta alle dipendenze del 10° Gruppo. 
Il Reparto raggruppava i migliori piloti da caccia del periodo, questo gli valse l’appellativo di “Squadriglia degli Assi”. In questa fase compare anche il famigerato Cavallino Rampante nero su campo bianco, scelto sempre dal promotore Baracca in onore del Reggimento “Piemonte Reale” che ne aveva, e ne ha uno come emblema tuttora argento in campo rosso. 
Dopo la sua morte la 91^ Squadriglia fu ribattezzata “Squadriglia Baracca” e il simbolo da lui tanto amato rimase come simbolo dell’intero reparto ed ancora oggi rimane l’effige dei velivoli del Gruppo. 
La storia del 10° Gruppo Caccia risale agli inizi dell’Aeronautica italiana e si riallaccia al settore dell’aviazione da caccia fin dalle sue origini. Il Reparto fu costituito a Pasian di Prato (Udine) il 10 Aprile 1917,  
le Squadriglie in organico erano la: 33^, 70^, 78^, 79^ e 82^,  inizialmente equipaggiato con Nieuport Ni-17, SPAD VII, SAML e solo in un secondo tempo dotato in parte con Hanriot HD-1.  
Al termine del primo conflitto mondiale, 10 dicembre 1918, il 10° Gruppo fu sciolto. Per la sua ricostituzione bisogna attendere 13 anni, quando il primo giugno del 1931 sull’Aeroporto di Campoformido (Udine) fu chiamato a formare il 4° Stormo Caccia insieme al 9°Gruppo. In questo periodo il Gruppo è costituito dalla 84^, dalla 90^ e dalla 91^ Squadriglia, con in dotazione velivoli Fiat CR.20; immediatamente riprese la gloriosa tradizione dei “cacciatori” facendosi onore nelle esibizioni di alta acrobazia, durante le numerose esercitazioni tattiche e manovre combinate alle quali partecipò. Nel settembre dello stesso anno fu trasferito all’aeroporto di Gorizia dove ricevette i nuovi velivoli CR.Asso. Negli anni successivi si susseguirono i riequipaggiamenti, nel 1933 con dei caccia CR.30, poi nel 1935 con i CR.32 e infine alle porte della Seconda Guerra Mondiale nel 1939 con i CR.42. All’entrata in guerra dell’Italia il 10° Gruppo fu trasferito presso il campo libico di Tobruk, dove rimase sino al 1941, anno in cui rientrò in Italia ancora a Gorizia, dove ricevette i nuovi velivoli della Macchi, gli MC.200 
Partendo dai campi di Pola e Ronchi dei Legionari, il Reparto partecipa alle operazioni contro la Jugoslavia. 
Nel giugno dello stesso anno il Gruppo si trasferì a Catania dove diventò Gruppo autonomo e passò alle dipendenze del Comando Aeronautica Sicilia. Con questo nuovo assetto partecipò agli attacchi contro Malta alla ricerca e scoperta dei convogli navali inglesi nel Canale di Sicilia. Il distacco dal 4° Stormo non durò molto e già a ottobre fu nuovamente alle sue dipendenze. Un breve trasferimento a Udine consentì al 10° di ricevere i nuovi MC.202. Completato l’addestramento sul nuovo velivolo il Gruppo rientrò in Sicilia per riprendere gli attacchi contro Malta. Nel maggio successivo fu di nuovo impiegato in Africa Settentrionale. Nel 1943 dopo aver ricevuto i Macchi MC.205 partecipò alla difesa della Sicilia contro lo sbarco degli alleati.  
Dopo l’8 settembre il 10° Gruppo raggiunse Brindisi insieme al resto del 4° Stormo entrando a far parte dell’Aeronautica Cobelligerante. Pochi giorni dopo (21 settembre) fu trasferito a Lecce-Galatina inquadrato nel “Raggruppamento Caccia” e posto alle dipendenze del Comando Unità Aerea (CUA). 
Nel luglio del 1944 il Gruppo, tornato alle dipendenze del 4° Stormo, fu trasferito a Campo Vesuvio per effettuare la transizione sul velivolo statunitense P 39N/Q Airacobra, all’inizio del 1945 sarà assegnato alla “Meditterranean Allied Air Force”, dopo i P 39 si sono succeduti i P 38 Lightning I e i P 51 Mustang, il Mustang sarà l’ultimo caccia ad elica in servizio presso il 10° Gruppo prima dell’avvento dei Jet.    
Verso la fine della Guerra, con l’introduzione di nuovi velivoli e nuove modalità di trasmissione radio agli equipaggi del 10° Gruppo fu assegnato un nuovo “call sign” utilizzato fino ad oggi, il nuovo nominativo radio è “Picca”. 
La descrizione dell’attività svolta dal Gruppo durante l’ultimo conflitto mondiale e la produzione di essa in cifre, non potrebbe che riassumere un bilancio fatto di caduti e di gloria. Ricordiamo solo che il sacrificio degli uomini, meritò alla Bandiera del Reparto una Medaglia d’Oro al Valor Militare e che ben sette piloti del 10° Gruppo, seguendo la scia luminosa di Francesco Baracca, ne furono insigniti alla memoria. 
Nell’estate del 1946 il 10° Gruppo, sempre seguendo il 4° Stormo, fu trasferito all’aeroporto di Capodichino e all’inizio degli anni cinquanta fu dotato dei suoi primi aviogetti di costruzione inglese, il famosissimo DH.100 “Vampire”. Nel 1956 il 4° Stormo, nel frattempo rinominato 4^ Aerobrigata, fu trasferito sulla base aerea di Pratica di Mare per iniziare la conversione sugli F 86E “Sabre”. Nel frattempo il Gruppo perse la 90^ Squadriglia che venne chiamata in altro ambito per formare il 12° Gruppo, ma in contemporanea ne acquisisce due di nuova costituzione: la 85^ e la 86^.  
Un altro episodio storico per il Gruppo accadde il 7 dicembre del 1961 con il trasferimento sull’Aeroporto di Grazzanise, inizialmente come rischieramento, perché la base aerea non disponeva di reparti propri. Nel frattempo, siamo nel 1963, anche per il 10° inizia l’epoca del “mitico” F 104G Starfighter con l’acquisizione del nuovo caccia intercettore. Il 27 settembre del 1967, in seguito a una ristrutturazione operativa dei reparti dell’Aeronautica Militare il Comando Base Aerea Grazzanise (Caserta) diventa il 9° Stormo “Francesco Baracca”, denominazione acquisita dallo Stormo in quanto ha in organico proprio il 10° Gruppo. Per ben 36 anni il Reparto continua ad operare proficuamente al servizio della Difesa Aerea dei cieli nazionali, l’addestramento continua regolarmente con la partecipazione alle più importanti esercitazioni nazionali ed estere. Verso la fine del millennio, purtroppo con la previsione di uno scioglimento dello Stormo a cui appartiene il Gruppo di Volo, per le “Picche” si prospetta un altro importante passaggio storico. E’ necessario inoltre garantire la continuità di esistenza della “mitica” 91^ Squadriglia degli Assi, uno dei simboli che l’Aeronautica Militare non può abbandonare per  ovvie ragioni storiche.     
Nel giugno del 2003 il Gruppo, nonostante sia ancora in servizio presso il 9° Stormo, invia i propri piloti negli Stati Uniti a Tucson (Arizona) per iniziare la conversione sul velivolo F 16. In questo particolare momento di vita del reparto si delinea in modo concreto il futuro prossimo del Gruppo. Infatti al rientro, i primi piloti che hanno conseguito l’abilitazione sul caccia americano non tornano sulla base di partenza a Grazzanise, ma direttamente nella nuova “location” di Trapani Birgi presso il 37° Stormo. Il trasferimento del 10° Gruppo in terra siciliana è sancito ufficialmente il 28 marzo del 2006. Il servizio del 10° Gruppo con l’F 16 perdura fino al momento della restituzione del velivolo americano, alcuni piloti parteciperanno ai voli di trasferimento oltre oceano.   
Il 10° Gruppo approda a Gioia del Colle il 1° luglio del 2010, e di conseguenza è dotato di velivoli F 2000A Typhoon, una componente dei piloti che danno continuità al reparto provengono dal 12° Gruppo e dal 23° Gruppo, tutti ovviamente abilitati e pronti all’impiego sull’Eurofighter, ciò permette da subito al 10° di entrare a fare parte del servizio di allarme (QRA Quick Reaction Alert) per garantire la sicurezza dei cieli nazionali.