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Sezione Aerea Cagliari
La Sezione Aerea di Cagliari Elmas fu istituita il 20 ottobre del 1967. Grazie alla posizione in “prima linea” del capoluogo sardo nel cuore del Mediterraneo, il reparto è immediatamente impegnato nel contrasto ai traffici illeciti via mare provenienti dallo stretto di Gibilterra, dalle isole Baleari e dai paesi nordafricani. La Sezione Aerea fu posta alle dipendenze della Legione Sardegna e affidata come primo comando al Tenente Pilota Pietro Sgarlata (divenuto in seguito Comandante in Seconda della Guardia di Finanza). 
Il primo velivolo assegnato al neo reparto fu un Agusta Bell AB 47J3 “Jota”, “Volpe 35” fu consegnato il giorno seguente con un breve trasferimento dalla base aerea di Decimomannu alla sede di Elmas. 
Nel 1973 ci fu invece l’assegnazione del primo NH 500MC. Con l’arrivo nel 1991dell’Agusta A 109AII il reparto ha potuto svolgere i propri compiti istituzionali con sempre maggior perizia ed efficacia. L’ultimo modello di elicottero dato in dotazione alla Sezione cagliaritana è l’AB 412, arrivato nel 2006 è tuttora in servizio. 
Per chiudere la parte storica è doveroso ricordare la “perdita” dell’A 109AII “Volpe 132” avvenuta il 2 marzo del 1994 con la morte del Maresciallo Gianfranco Deriu e del Brigadiere Fabrizio Sedda. 
La Sezione Aerea ha sede nell’omonimo Comune di Elmas ed è collocata nell’ex Distaccamento Aeroportuale dell’Aeronautica Militare ”Mario Mameli”, posizionata a ovest dell’aeroporto civile. 
Il complesso è composto di una palazzina disposta su due livelli, dove trovano collocazione il Corpo di Guardia, una sala briefing, i vari uffici del Nucleo Operativo e della Squadra Comando; a pochi metri di distanza c’è invece l’hangar, dove possono essere ricoverati tutti gli elicotteri in dotazione, e dove è possibile eseguire tutte le operazioni di manutenzione. In una porzione dell’hangar trovano invece spazio il Magazzino Speciale Aeronautico (MSA), le officine e gli uffici del Nucleo Efficienza. Il piazzale antistante all’hangar può accogliere due elicotteri simultaneamente e recentemente è stato ampliato per ricevere un velivolo ATR 42.  
La caserma è intitolata al Maresciallo Marco Perra (intitolazione presumibilmente avvenuta il 1° settembre 1977), pilota cresciuto nella Sezione Aerea di Cagliari e deceduto a causa di un incidente durante un volo tecnico nelle acque del golfo di Genova il 5 agosto del 1977 mentre era a bordo dell’elicottero NH 500MC “Volpe 66”, nell’incidente perse la vita anche lo specialista Brigadiere Giulio Perrone. 
Perra nacque a Iglesias (Cagliari) il 5 dicembre del 1928. Arruolatosi nel Corpo nel 1951, ha frequentato il corso da vedetta da elicottero nel 1958, e in seguito, spinto dalla passione per il volo, quello da pilota di elicottero nel 1961. Nel 1968 fu assegnato alla Sezione Aerea di Cagliari dove ha trascorso, a più riprese, gran parte della sua carriera. Trasferitosi in seguito presso la Sezione Aerea di Genova fu coinvolto nel drammatico incidente.
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La storia recente del reparto ha visto in breve tempo delle trasformazioni radicali, dal 2006, in una fase di rivisitazione del comparto aeronavale della Guardia di Finanza, il reparto muta la sua dipendenza gerarchica passando dal Comando Regionale Sardegna al Comando Operativo Aeronavale (COAN) assumendo la denominazione di Sezione Aerea di Manovra; conseguentemente è dotata di elicotteri AB 412HP, il biturbina prodotto da Agusta Bell è dotato dei più efficienti sensori di ricerca e di una migliore autonomia che gli permettono di svolgere al meglio le ricognizioni ad ampio raggio.  
La costituzione delle Sezioni Aeree di Manovra è frutto dell’emanazione del Decreto Legislativo n°68 del 2001, che ha tenuto conto delle seguenti trasformazioni:  
- evoluzione dello scenario operativo del Mediterraneo  
- istituzione dell’agenzia Frontex  
Nonché di esigenze interne al Comando Generale come:  
- necessità di valorizzazione della professionalità del personale 
- ottimizzazione dell’impiego delle risorse finanziarie 
Per garantire lo svolgimento dell’attività operativa la Sezione Aerea di Manovra è dotata di tre elicotteri AB 412HP e di due NH 500MC/MD. 
Nel corso del 2010 il reparto è stato dotato di personale con la qualifica di “aerosoccorritore”, primo e unico ente del Corpo ad avere a disposizione specialisti per attività di soccorso sia in mare sia a terra. 
Di seguito vediamo un paio di aspetti che delineano le peculiarità di una Sezione Aerea di Manovra rispetto a una semplice.  
- La prima differenza è sottolineata nella capacità degli elicotteri (AB 412), e ovviamente degli equipaggi, di eseguire pattugliamenti sul mare a lunga distanza, coprendo spazi che vanno ben oltre i confini nazionali sanciti dal diritto internazionale. Queste operazioni a largo raggio sono sempre svolte in supporto alle imbarcazioni in dotazione ai reparti navali alturieri, questa nuova condizione si è resa disponibile inserendo a bordo dei “412” due serbatoi aggiuntivi, posti nella parte posteriore del vano di carico, che permettono un notevole aumento dell’autonomia.  
- La seconda particolarità di una Sezione Aerea di Manovra è di avere una struttura tecnico-operativa che può garantire, per richiesta del Comando Generale e con un tempo minimo di preavviso, l’attuazione di operazioni fuori sede, utilizzando sia i mezzi aerei sia il personale del reparto in questione. Un esempio di attualità molto esaustivo è quello delle operazioni svolte dalla Guardia di Finanza sull’isola di Lampedusa, dove più Sezioni Aeree di Manovra, per correttezza va detto che è coinvolta anche un’aliquota di personale delle normali Sezioni Aeree, contribuiscono a compiere missioni di controllo dell’immigrazione clandestina, operazioni rese necessarie a causa delle recenti crisi nei paesi dell’Africa settentrionale che si affacciano sul Mediterraneo. In sintesi si può chiaramente affermare che queste tipologie di missioni sono realizzabili grazie alla flessibilità propria delle Sezioni Aeree di Manovra, mettendo in atto un dispositivo di mezzi ed equipaggi perfettamente operativi qualora richiesto, e fattore di non poco conto, senza compromettere le attività istituzionali di routine sulla propria base. 
In seguito alla revisione ordinativa del comparto Servizio Aereo della Guardia di Finanza nel 2014 il reparto viene funzionalmente assegnato alle dipendenze del ROAN (Reparto Operativo AeroNavale) di Cagliari, e riclassificato in Sezione Aerea, contemporaneamente è privato dei compiti di aerosoccorso e della relativa competente articolazione. 
Ovviamente questa “nuova” situazione si è venuta a creare in un contesto di continui tagli ai bilanci delle varie forze armate e di Polizia, facendo sì che queste capacità operative devono essere riviste e riorganizzate.
 
 
 
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Logico ora evidenziare quali sono le peculiarità dell’attuale organizzazione in seno alla Sezione Aerea di Cagliari-Elmas. 
La struttura del reparto è in linea con quelle presenti sul territorio nazionale, unica leggera differenza è una minore disponibilità in termini numerici di personale e mezzi. L’attuale Comandante della Sezione è il Magg. pil. Luigi Fusco che si avvale di tre strutture ben distinte, una operativa, una tecnica e una amministrativa.  
Nel dettaglio abbiamo: un Nucleo Operativo, retto dal Cap.pil. Adriano Trane, che comprende un’aliquota di cinque piloti e di cinque operatori ai sistemi, mentre il Nucleo Efficienza, retto dal Lgt. Giuliano Giancarlo specialista, dispone di 10 specialisti e di tre operatori antincendio; per finire abbiamo la Squadra Comando che ha alle proprie dipendenze otto militari, alcuni con mansioni amministrative, altri formano il Corpo di Guardia.  
Per quanto riguarda la dotazione di elicotteri, la Sezione dispone sulla “carta” di tre AB 412H e un NH 500MD.  
I 35 militari che compongono il reparto, comandante compreso, negli anni hanno contribuito tutti a pieno titolo a eseguire i compiti impartiti dal Comando Generale. 
Vediamo ora l’ambito territoriale in cui opera il reparto, le zone operative con un elevato indice di pericolosità coincidono con le acque antistanti alla costa meridionale della Sardegna e le Bocche di Bonifacio situate a nord dell’isola. Le organizzazioni criminali dedite ai traffici illeciti (immigrazione clandestina, terrorismo, e altre attività illegali, ecc.) spesso, in considerazione della vicinanza della Sardegna alle coste dell’Africa del nord (Tunisia in particolare) affacciate sul Mediterraneo, anche in virtù della mancanza di adeguati servizi di vigilanza costiera e aeromarittima posti in essere dagli Stati Africani, impiegando navi, motobarche da pesca, motoscafi, gommoni ad alta velocità, utilizzano queste basi logistiche e di partenza per raggiungere le coste sarde e/o nazionali. Di rilievo inoltre l’attività anticontrabbando, dato l’intenso traffico marittimo mercantile, presente nell’aerea di competenza, soprattutto delle già nominate zone in prossimità del Canale di Sardegna e delle Bocche di Bonifacio, di rilievo è anche la minaccia terroristica via mare.
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Ora vediamo invece quali sono i risultati operativi conseguiti negli anni più recenti. 
Nel 2010 sono state prodotte circa 602 ore di volo, di cui circa 370 in attività operative, più di 165 in attività addestrative, mentre le restanti si collocano in ambiti di operazioni di soccorso, voli prova e varie; nel 2011 (agosto compreso) troviamo un totale di 679 ore prodotte con le medesime percentuali per tipologia come per l’anno precedente, quindi perfettamente in linea con quelle preventivate. A seguire troviamo il 2012 con 594 ore di volo prodotte, il 2013 con 520 ore, il 2014 con 330 ore e il 2015 con “solo” 137 ore.  
Nel triennio che porta ai giorni nostri è percepibile una flessione delle attività operative/addestrative a causa di taluni problemi tecnici rilevati su alcuni elicotteri del Servizio Aereo, in particolare sul biturbina AB 412, essenziale spina dorsale del reparto cagliaritano è “venuto a mancare” nel biennio 2015-2016. Nonostante questo “gap” il reparto è riuscito a garantire i servizi essenziali, e con l’imminente rientro in servizio del “412” l’efficienza ritornerà già nel 2017 ai normali standard operativi. 
Il garante delle attività operative della Sezione Aerea è il Nucleo Efficienza, esso svolge attività manutentive di 1° Livello Tecnico su entrambe le linee (AB 412 e NH 500), che si traduce nell’ispezione delle 25/50/75/100 ore di volo. Per gli interventi di 2° Livello sia programmati che a guasto, interviene un tecnico dall’ReTLA (Reparto Tecnico Logistico Aereo), ex Centro Aviazione di Pratica di Mare. 
Sempre rimanendo nell’orbita delle collaborazioni, fino al 2008 presso la Caserma di Elmas era presente un tecnico della ditta Agusta/Westland, per motivi di bilancio questa condizione è stata soppressa e nello stesso tempo gli specialisti del Nucleo Efficienza hanno incrementato notevolmente la loro autonomia, svolgendo lavori anche su: Scatola 90°gradi, Piatto Oscillante e Bilanciamento Rotore. Inoltre in caso di malfunzionamento o manutenzione programmata sul Radar e sul FLIR (Forward Looking Infrared) questi sono sbarcati dal medesimo personale e inviati presso il ReTLA, ovviamente quest’attività implica anche la reinstallazione dell’apparato a bordo elicottero.  
Un fatto curioso che coinvolge gli aspetti manutentivi è la permanenza degli elicotteri presso il reparto, per quanto riguarda gli AB 412 sono sostituiti con uno diverso al raggiungimento delle 1.200 ore di volo, mentre per l’NH 500 solo dopo le 300 ore di volo, è facilmente intuibile che la lunga permanenza del biturbina implica una maggiore conoscenza del mezzo da parte degli specialisti.
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Finora abbiamo preso visione di alcuni elementi statistici, ma quello che forse più interessa al lettore è sapere quali sono i risultati di queste attività, quindi per appagare le curiosità andiamo a elencare le operazioni più significative svolte dal 2009 ad oggi. 
Partirei subito con le operazioni svolte sull’isola di Lampedusa dagli uomini della Sezione Aerea che, nel 2010 (allora di Manovra), durante uno dei normali rischieramenti di “routine” è stata svolta una difficile missione di ricerca e soccorso, dove per l’occasione sono state salvate 22 persone e recuperato un corpo senza vita. 
Questa importantissima attività, svolta in un contesto molto complesso, ha valso al reparto un prestigioso riconoscimento, infatti, il Comando Operativo Aeronavale ha concesso in data 7 ottobre 2010 un encomio solenne all’equipaggio coinvolto. 
Nel luglio del 2011, in un contesto analogo, un equipaggio dopo aver avvistato due naufraghi in mare, a seguito dell’affondamento del natante sul quale erano imbarcati, ha provveduto al loro recupero, anche per questa importantissima attività svolta in un contesto molto difficile, è valso al reparto un ulteriore prestigioso riconoscimento, sempre il COAN  ha concesso in data 31 Luglio 2011 un encomio semplice all’equipaggio. 
Passiamo dal soccorso aereo a un servizio di Controllo Economico del Territorio (CeTe), nel mese di maggio del 2013 la Sezione Aerea di Manovra ha chiuso le indagini su di un giro di aerei sui quali non è mai stata pagata l’Iva, l’attività si terminava con il sequestro di alcuni velivoli da parte della Guardia di Finanza. Una triangolazione fittizia tra Stati Uniti-Danimarca-Italia volta al tentativo di frodare il fisco e non pagare l’Iva sui jet privati è il punto focale dell’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza su disposizione del sostituto procuratore Paolo De Angelis. 
Inchiesta che ha portato al sequestro di nove aerei e ha fatto finire nel registro degli indagati undici imprenditori, tra i quali anche un noto editore del Nord Italia, le imputazioni addebitate sono quelle di frode fiscale e contrabbando. Le indagini sono state avviate un anno prima dopo un normale controllo eseguito su alcuni aerei arrivati dagli Stati Uniti e parcheggiati all’aeroporto internazionale di Cagliari-Elmas. Le successive verifiche hanno consentito di scoprire la frode fiscale, in particolare secondo il risultato delle indagini dei finanzieri gli aerei, quasi tutti SR22 della Cirrus Aircraft e un Piper a cinque posti, sarebbero stati acquistati da un intermediario fittizio negli Usa; i velivoli sarebbero stati poi fatti transitare in Danimarca, paese europeo che ha un regime particolarmente favorevole per quanto riguarda il pagamento dell’Iva, per poi dirottarli in Italia a disposizione degli imprenditori che li utilizzavano. La prova concreta della destinazione finale dei velivoli sono state le polizze assicurative che gli indagati avrebbero stipulato per gli aerei. Pochi giorni dopo è scattato il sequestro, richiesto dal sostituito procuratore ed eseguito nei vari aeroporti italiani dalla Guardia di Finanza. Il valore complessivo degli aerei sequestrati è di poco superiore ai quattro milioni e mezzo di Euro, mentre l’Iva indebitamente sottratta allo Stato sarebbe vicina al milione di euro.
Da un controllo economico del territorio al controllo ambientale del medesimo territorio sia sulla terraferma che sul mare. 
Un episodio oltremodo significante risale al novembre del 2014 quando si è conclusa l’operazione “Idra”, dal nome del mostro della mitologia greca, ma anche acronimo di identificare, denunciare, ripristinare e ammonire. 
La Sezione Aerea di Cagliari-Elmas individua discariche abusive a Cagliari, Assemini, Maracalagonis, Alghero, Sassari e nel Sulcis. Tonnellate di rifiuti e inquinanti dispersi per lo più sotto terra su di una superficie di 33 mila metri quadrati, pari a cinque campi da calcio, frutto di anni di incuria e di traffici criminali grandi e piccoli che garantiscono profitti enormi. La scoperta di lastre di eternit, scarti edili, catrame, vetroresina, polistirolo, materiale elettrico e idraulico, elettrodomestici arrugginiti, pneumatici, fibra di vetro, farmaci scaduti, bombole di gas vuote, batterie esauste al piombo, contenitori con residui di vernice, pannelli in poliestere e targhe di autoveicoli.  L’indagine è terminata con la denuncia di cinque persone e il sequestro di un capannone in viale Elmas a Cagliari, due container e sedici carcasse di auto, già infilate in profonde buche scavate su terreni agricoli in cui venivano coltivati ortaggi biologici. Oltre alle denunce penali sono scattate in contemporanea sanzioni amministrative salatissime. In alcuni casi, come ad Assemini, la discarica clandestina era nata all’insaputa dei proprietari, che hanno scoperto solo grazie all’indagine quanto accadeva nei loro terreni tra il centro abitato e la Carlo Felice. Oltre alla stazione Navale di Cagliari, l’operazione ha coinvolto gli uomini delle Sezioni di Alghero, Arbatax, La Maddalena e Sant’Antioco. I controlli hanno riguardato anche le discariche autorizzate, con l’obiettivo di verificarne la corretta gestione. E anche su questo fronte sono emerse irregolarità; in particolare in due casi è stato accertato il mancato pagamento della cosiddetta “ecotassa” relativa gli anni dal 2010 al 2013 per complessivi centomila Euro. 
Le attività di indagine, grazie all’importante contributo degli elicotteri della Sezione Aerea sono proseguite per poter identificare tutti i soggetti coinvolti. In particolare si è cercato di individuare chi e con quali mezzi abbia trasportato i rifiuti nelle discariche abusive ma soprattutto la provenienza del materiale, anche perché il sospetto è che a operare siano delle vere e proprie reti criminali organizzate, il cui “business” principale è quello di risparmiare sui costi di smaltimento, garantendosi così ricavi enormi e provocando un’alterazione delle regole della concorrenza e del mercato, poiché gli imprenditori onesti pagano il corretto ciclo di smaltimento dei rifiuti, mentre i disonesti traggono indebito vantaggio dallo smaltimento illegale, risparmiando ingenti risorse e provocando la devastazione del territorio. Le aree sequestrate sono ripristinate a spese dei trasgressori e dai rispettivi proprietari, sotto il costante monitoraggio degli uomini della Guardia di Finanza. 
La tutela dell’ambiente è svolta anche con il controllo dell’abusivismo edilizio sulla terraferma, in sinergia con l’Agenzia del demanio; con il controllo delle coste, in particolare verso gli stabilimenti balneari, i locali di ristorazione e i “diving center”. Mentre a salvaguardia dell’ambiente marino ci sono dei costanti controlli sulla pesca di frodo, sull’utilizzo delle reti a strascico, la pesca dei datteri di mare e addirittura sull’uso di robot per asportare il corallo dal fondo marino, tutti elementi che hanno conseguenze disastrose sull’ecosistema, in diversi casi i prodotti che sono stati sequestrati sono donati a enti caritatevoli come la Caritas. Parallelamente al controllo ambientale nei casi sopracitati sono svolti accertamenti su eventuali prestazioni lavorative in nero, specialmente sui pescherecci e negli stabilimenti balneari.
Dall’evasione fiscale a un problema molto più temibile per la comunità, la droga. 
Il canale di Sardegna e il canale di Sicilia da sempre sono oggetto di attenzione da parte dei reparti AeroNavali della Guardia di Finanza a causa del continuo passaggio di navi che ogni giorno provengono dall’Africa con destinazione i maggiori porti del Mediterraneo, e non solo, vedremo che i traffici di stupefacenti provengono anche dallo stretto di Gibilterra. 
Come nel 2009 sul veliero La Linnet, “intercettato” al largo di Capo Caccia sono stati trovati 250 chili di cocaina purissima. 
Il 2014 invece è stato sicuramente un anno da record considerata la quantità di stupefacenti trovati e sequestrati, ben 16 tonnellate di hascish per un valore di centotrenta milioni di Euro, nonché l’arresto di 12 narcotrafficanti. I finanzieri del gruppo aeronavale di Cagliari hanno partecipato a due maxi operazioni nelle acque internazionali utilizzando navi ed elicotteri, che hanno portato alla scoperta su due distinte navi dell’ingente quantitativo; in questo caso gli stupefacenti erano diretti sicuramente a un mercato estero, in molti altri casi è stato appurato che i transiti nel canale di Sardegna sono diretti anche al mercato italiano e sardo. 
Anche il 2015 ha riservato agli uomini e donne del servizio aereo e navale dei risultati eccellenti, questa volta non su navi in transito ma con la scoperta di coltivazioni direttamente sul territorio della Sardegna. In due piantagioni distinte sono state trovate un totale 292 piante di Canapa Indiana, che una volta lavorata diventa marijuana, se immessa sul mercato avrebbe fruttato più di duecentomila Euro. Le zone interessate dalle scoperte sono state a Guspini (sub regione di Monreale) e Siurgus Donigala (sub regione di Trexenta) entrambe nel sud della Sardegna. 
L’avvistamento si è reso possibile grazie alle ricognizioni aeree svolte dagli equipaggi della Sezione Aerea, in quanto le coltivazioni erano in zone collinari praticamente inaccessibili a causa dalla vegetazione di macchia mediterranea, e protette a loro volta da filo spinato e da un sofisticato impianto di video sorveglianza, impianto alimentato tramite pannelli fotovoltaici che garantivano anche l’alimentazione elettrica a un altrettanto sofisticato impianto di irrigazione a goccia. 
A fronte della scoperta è stata chiesta immediatamente la partecipazione degli uomini della Stazione Navale di Cagliari,della compagnia di Oristano e della Tenenza di Sanluri per effettuare un controllo a terra. 
Le piante sono state estirpate e confiscate per essere successivamente distrutte, inoltre è stata istituita un’indagine per scoprire chi curava le piantagioni. 
L’ultima operazione in ordine di tempo che ha portato alla scoperta di una piantagione di Canapa Indiana risale al 26 luglio del 2016. Grazie alla ricognizione aerea è stato possibile individuare nelle campagne del Comune di Teulada, in località Terra Nieddas, una coltivazione sapientemente occultata all’interno di un ampio fossato coperto da una fitta vegetazione. L’immediato intervento del personale della Sezione Aerea con il supporto di personale della Tenenza di Sarroch ha portato al sequestro di 18 piante, ormai prossime all’essicazione e alla successiva lavorazione per l’immissione sul mercato dello spaccio.
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L’ultimo capitolo che trattiamo, non per minore importanza, ma per la drammatica attualità che lo contraddistingue è quello dell’immigrazione clandestina. 
La Sardegna non si pone sicuramente in vetta alle località dove il fenomeno ha risvolti drammatici, ma si pone in un contesto dove la problematica è in costante aumento. 
Il periodo storico con una maggiore afflusso di clandestini sono stati gli anni 2006/2007/2008, con ordine 182, 1.548 e 1.621 sbarchi, i punti di approdo a maggior rischio sono compresi tra Sant’Antioco e Santa Margherita di Pula, anche se cambiano di volta in volta in base alle condizioni meteorologiche e di visibilità. 
Notoriamente chi dirige l’imbarcazione una volta giunto a poche miglia nautiche dalla costa, essendo la stessa visibile a occhio nudo, tende sempre a dirigere l'imbarcazione presso il luogo più vicino, dove approdare, andando cosi a ridurre notevolmente la durata della navigazione.       
Le statistiche dicono invece che ragionevolmente è Annaba il punto di partenza, Annaba è una città costiera nel nord-est dell’Algeria, non distante dal confine con la Tunisia. 
Dopo gli anni di maggior afflusso del 2006 e 2007 sono trascorsi molti anni di apparente calma, giungendo ai giorni nostri si nota ancora che gli anni 2014 e 2015 sono stati decisamente tranquilli (rispettivamente 100 e 210 sbarchi), l’anno appena concluso con 860 sbarchi segna un trend decisamente diverso, e soprattutto in linea con la situazione del resto dell’Italia.
Dopo aver “radiografato” tutti gli aspetti propri della Sezione Aerea di Cagliari-Elmas vediamo brevemente come è strutturato l’ente superiore definito nel ROAN di Cagliari. 
Il Reparto Operativo Aeronavale di Cagliari, a similitudine degli altri ROAN presenti sull’intero territorio nazionale (ad eccezione delle regioni Valle d’Aosta, Piemonte, Trentino Alto Adige, Umbria e Basilicata), rappresenta il raccordo fondamentale della catena di comando e controllo del dispositivo aeronavale del Comando Regionale Sardegna. In particolare il ROAN dislocato in sede di capoluogo di Regione rientra tra i Comandi di III° Livello (retti organicamente da un ufficiale con il grado di Colonnello). Al suo interno è strutturato su un Ufficio Comando (a cui è preposto un Ufficiale Superiore) da cui dipendono due articolazioni che espletano attività riguardanti gli affari generali e quelle di carattere operativo.  
Di norma da un ROAN dipendono un Reparto navale (denominato Stazione Navale da cui fanno capo una o più Sezioni Operative Navali) e uno di volo (denominato Sezione Aerea), attraverso i quali, mediante l’impiego di tutti i mezzi del dispositivo costiero, svolge una costante e capillare azione di controllo sul territorio, sul mare territoriale e zona ad esso contigua e nelle acque interne; al riguardo numerosi sono i servizi svolti in stretta sinergia con la Componente di Proiezione (alturiera) a contrasto dei traffici illeciti perpetrati via mare. 
In particolare alla c.d. componente regionale sono attribuiti, in via prioritaria, compiti di: 
a.  polizia economico-finanziaria nelle acque interne, sul mare territoriale e nelle acque contigue nonché nei porti e lungo i litorali; 
b. copertura e supporto aeronavale alle operazioni dei reparti territoriali del Corpo e delle altri componenti specialistiche; 
c.  sorveglianza del mare territoriale e delle acque contigue, fluviali e lacuali, con particolare riguardo al contrasto dei traffici illeciti, alla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica in mare, dell’ambiente, del demanio, del patrimonio artistico, archeologico ed al monitoraggio delle imbarcazioni che gravitano nella circoscrizione di servizio.
In conclusione, con il Dlgs n. 177 datato 19 agosto del 2016, a decorrere dal 1 gennaio del corrente anno la Guardia di Finanza è diventata l’unica Forza di Polizia sul mare in grado di garantire, oltre ai suoi compiti istituzionali connessi alle molteplici attività di polizia economico finanziaria e di contrasto ai traffici illeciti, l’attuazione delle direttive delle Autorità di Pubblica Sicurezza per la tutela dell’Ordine e della Sicurezza pubblica in mare. 
Si tratta di nuove ed importanti funzioni che sono state demandante al comparto navale del Corpo (per le attività svolte sul mare anche a quello aereo) che, con particolare riferimento a quello operante nella Regione Sardegna, lo vedrà sempre più impegnato nella sorveglianza di un vasto litorale costituito da 2.000 km di costa nei confronti del quale viene già svolta un’attenta attività finalizzata alla salvaguardia e tutela del delicato ecosistema ambientale marino. 
 
Inoltre tra i molteplici servizi svolti dal ROAN di Cagliari a contrasto dei traffici illeciti, vi sono quelli che interessano in particolare il fenomeno attinente gli immigrati illegali provenienti dalle coste del Nord Africa. Si tratta di attività che diuturnamente vedono l’impiego di uomini e donne del comparto aeronavale regionale impegnati a fronteggiare l’arrivo di imbarcazioni di immigrati che, a bordo di fatiscenti imbarcazioni, cercano di raggiungere le coste della Sardegna sud occidentale. Al riguardo è doveroso ricordare le numerose operazioni di soccorso e salvataggio in cui i protagonisti principali sono stati gli equipaggi delle diverse tipologie di unità navali e velivoli del Corpo che, grazie all’elevata professionalità e spirito di abnegazione, in più occasioni (anche in presenza di condizioni meteomarine spesso proibitive) hanno strappato alla furie delle onde numerose vite umane.
Gli autori desiderano ringraziare il Ten.Col. Spalvieri, il Magg. Fusco, il Cap. Trane, il M.llo Paolocci e tutto il personale presso la Sezione Aerea di Cagliari-Elmas e presso il Reparto Operativo Aeronavale di Porto Canale.  
Inoltre per la perfetta collaborazione uno speciale ringraziamento all'Ufficio Stampa del Comando Generale (Roma).  
Foto e testo di Giorgio Ciarini e Dario Cocco  
Novembre 2016 
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