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Il Canyon delle meraviglie 
Fino a una ventina di anni fa pochi erano I fotografi che si avventuravano al poligono svizzero di Axalp o alla Low Flying Area del Mach Loop, poi la diffusione della fotografia digitale e la pubblicazione sulla rete hanno fatto diventare queste mete come luoghi di culto per chi voglia vedere o fotografare aerei militari in volo a bassa quota, su scenari spettacolari. Con il tempo si è verificata una migrazione di fotografi dal Galles al Nevada verso il non meno spettacolare Rainbow Canyon, una delle aree di volo a bassa quota degli Stati Uniti, facilmente raggiungibile, e a differenza  del Galles generalmente benedetta dal non-stop sunshine. Il canyon è posto sopra Panamint Springs sulla strada 190 e può essere raggiunto da Father Crowleys Vista, dove c’è un parcheggio, dal quale si possono raggiungere le postazioni migliori in 15-20 minuti di cammino a piedi, una bella differenza rispetto alle almeno quattro ore di cammino per raggiungere l’Ebenfluh di Axalp. Il posto viene anche chiamato Star Wars Canyon, dalla scena del film "Star Wars" in cui un volo di caccia X-Wing guidato da Luke Skywalker passava in un canyon artificiale sulla Stella della Morte Nera per lanciare un’arma di precisione letale; il passaggio viene anche indifferentemente chiamato Jedi Transition.  
Il traffico generalmente arriva da est, ma si notano anche passaggi in direzione opposta. Arrivando alti all’imbocco del canyon,  i velivoli si tuffano a poche centinaia di piedi tra le pareti del canyon, dovendo effettuare almeno due virate a coltello e continuare a perdere o guadagnare di quota a secondo della direzione. La maggior parte dei movimenti sono F/A-18 della US Navy dalle basi di Lemoore e China Lake, assiemi agli aeroplani che sono stazionati a Nellis, Miramar e Fresno, ma una cosa che rende unico il posto è che può capitare assolutamente di tutto, da un B 1, ai Thunderbirds, ad un warbird civile o velivoli di altre nazioni temporaneamente stazionati nel west degli Stati Uniti. La stella comparsa durante la nostra presenza, e sorpresa maggiore, è stato certamente un F 16 iracheno, che effettuava addestramento dalla base di Tucson, mentre abbiamo preso un bidone da un Tornado italiano temporaneamente basato a China Lake per prove di armamenti, che è entrato nella Death Valley saltando il canyon.  
Secondo vari report la media dei passaggi è di otto velivoli al giorno, cosa che però può voler dire un giorno con un passaggio ed un giorno con quindici; non ci sono soste nel weekend
Il posto è accessibile da Las Vegas con un viaggio di tre ore o da Los Angeles in quattro ore; si deve tenere  conto che la zona interessata è all’interno della Death Valley, quindi in uno dei luoghi più caldi del pianeta, le visite estive vanno organizzate tenendo conto della calura, che è significativa anche in inverno; naturalmente data la geografia si deve prestare attenzione ai "Sidewinder", che in questo caso non sono i missili AIM-9, ma i più pericolosi (per i fotografi) serpenti. 
Le operazioni sono comunque spettacolari, semplicemente arrivando al vista point non ci si rende conto della scala del paesaggio, che diviene apparente non appena si presenta nella zona il primo velivolo, che appare sproporzionatamente piccolo; il canyon prende il nome dai vari sedimenti che hanno tracce colorate variegate ed è un posto assai spettacolare di suo, reso ancor più interessante dal passaggio degli aerei. Jedi Transition non è un airshow, è qualcosa di molto più eccitante, più esclusivo, non sei in mezzo a una grande folle, più fugace, il passaggio dura qualche secondo e poi per ore stai ad aspettare, non sai mai quando e cosa possa arrivare. E’ in qualche modo una follia, c'è il rischio e non ci sono garanzie, ma non appena senti l’urlo di un caccia, sei ripagato dell’attesa, del caldo, della fatica in una buona giornata, Jedi Transition è incredibile.
Foto e testo di Ugo Vicenzi 
Prodotto da Giorgio Ciarini 
Marzo 2018 
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English translation 
Ranibow Canyorn: the wondeful Canyon 
Over twenty years ago there were few photographers who ventured to the Swiss polygon of Axalp or the Low Flying Area of the Mach Loop, then the spread of digital photography and the publication on the network have made these destinations places of worship for those who want to see or photograph military aircraft flying at low altitude, on spectacular scenery. In time, there has been a migration of photographers from Wales to Nevada to the no less spectacular Rainbow Canyon, one of the low-flying areas of the United States, easily accessible and unlike Wales generally blessed by non-stop sunshine. The canyon is located above Panamint Springs on road 190 and can be reached by Father Crowleys Vista, where there is a parking lot, from which you can reach the best stations in 15-20 minutes of walking, a difference compared to at least four hours walk to reach Axalp's Ebenfluh. The place is also called Star Wars Canyon, from the scene of the movie "Star Wars" in which an X-Wing fighter driven by Luke Skywalker passed in an artificial canyon on the Star of the Death Star to launch a lethal precision weapon; the passage is also indifferently called Jedi Transition. 
Traffic generally comes from the east, but passages can also be seen in the opposite direction. Arriving high at the mouth of the canyon, aircrafts dive a few hundred feet between the walls of the canyon, having to make at least two knife turns and continue to lose or gain altitude depending on the direction. Most of the movements are F/A 18 of the US Navy from the bases of Lemoore and China Lake, airplanes that are stationed in Nellis Miramar and Fresno, but one thing that makes the place unique is that it can arrive absolutely everything, from a B 1, to the Thunderbirds, to a civil warbird or aircrafts of other nations temporarily stationed in the west of the United States. Star during our journey and major surprise was certainly an Iraqi F-16, which was training from the base of Tucson, while we took a fiasco from an Italian Tornado temporarily based in China Lake for armaments trials, which entered the Death Valley jumping the canyon. 
According to various reports, the average of the passes is eight aircraft a day, which, however, may mean one day with one passage and one day with fifteen; there are no stops on the weekend. 
The place is accessible from Las Vegas on a three-hour trip or from Los Angeles in four hours; it must be taken into account that the affected area is within the Death Valley, therefore in one of the hottest places on the planet, so summer visits should be organized taking into account the heat, which is significant even in winter; naturally given the geography you have to pay attention to the Sidewinder, which in this case are not the AIM-9 missiles, but the more dangerous (for photographers) snakes. 
The operations are spectacular, simply coming to the point view you do not realize the scale of the landscape, which becomes apparent as soon as the first aircraft appears in the area, which appears disproportionately small; the canyon takes its name from the various sediments that have variegated colored traces and is a very spectacular place of its own, made even more interesting by the passage of the planes. Jedi Transition is not an airshow, it is something much more exciting, more exclusive, you are not in the middle of a big crowd, more fleeting, the passage lasts a few seconds and then for hours you wait and exotic, you do not know when and what can arrive. It's somehow madness, there's the risk and there are no guarantees, but as soon as you hear the scream of a fighter, you're rewarded with waiting, heat, fatigue. On a good day, Jedi Transition is incredible . 
Images and text by Ugo Vicenzi 
Produced by Giorgio Ciarini 
March 2018