Yeovilton Air Days 2018 iper://Homepage.aeh|0
iper://Portfolio_military.aeh|0
iper://typhoon_homepage.aeh|0
iper://Vintage_reports.aeh|0
Yeovilton Air Days 2018 iper://Contributors.aeh|0
iper://Publishes_works.aeh|0
iper://Civil_portfolio.aeh|0
 
Yeovilton Air Day 2018
Per un italiano non rassegnato a puri spettacoli aviatori di aerei militari su specchi d’acqua, è un tonico vedere che una Marina, nientemeno che la Marina di Sua Maestà britannica, perseveri nell’organizzare una vera manifestazione aerea su un aeroporto militare, anziché su un lungomare, che le sarebbe anche più congeniale. 
Chiaramente sto parlando del ben noto e annuale (dal 1947!) RNAS Yeovilton International Air Day, che dal 2019 diventa l’evento aeronautico unico della forza armata, mutando di conseguenza il nome in Royal Navy International Air Day. Motivi di carattere organizzativo ed economico hanno infatti imposto di sospendere l’analogo evento sull’altra principale base aerea della Royal Navy, la RNAS (Royal Naval Air Station) Culdrose. 
Certo, al giorno d’oggi i motivi di carattere organizzativo ed economico possono essere citati da qualunque forza aerea per il netto calo di manifestazioni aeree in Europa, anche se nel caso dell’Italia una diffusa rivista del settore faceva notare che le manifestazioni aeree fronte mare o lago è “la strada imposta da norme di sicurezza sempre più stringenti”. Fortunatamente sappiamo che questa motivazione è priva di fondamento (altrimenti chi continua a organizzare eventi su aeroporti passerebbe per incosciente), mentre è bene guardare al rapporto vero che le istituzioni vogliono instaurare e mantenere con i cittadini. 
Quindi, nonostante tutte le implicazione di ordine operativo, organizzativo ed economico, perché la Royal Navy continua a voler non solo aprire al pubblico un’importante base aerea, ma anche organizzare un International Air Day? 
La risposta avuta è di esemplare semplicità e chiarezza: “Comprendiamo che dimostrare i nostri equipaggiamenti e incontrare il personale in servizio in un ambiente militare è qualcosa di speciale e non può essere replicato da un’esibizione sul mare. E’ anche una grande opportunità per dare il benvenuto ai nostri più stretti Alleati e Partner della NATO, dell’Europa e di tutto il mondo, sottolineando la cooperazione e la natura internazionale delle operazioni della Royal Navy nel mondo”. 
L’edizione 2018 del RNAS Yeovilton International Air Day ha visto non meno di 60 macchine in mostra statica e un denso programma di volo di sei ore filate, che hanno richiamato un pubblico di circa 30.000 presenze. Come sempre la gente ha davvero potuto toccare con mano i più disparati aspetti della Royal Navy e della sua aviazione, la Fleet Air Arm, ma anche quelli delle altre componenti aeree britanniche, grazie a una mostra formata da aerei, elicotteri, dai loro equipaggi, da armamenti ed equipaggiamenti, da simulatori e da quant’altro poteva servire a far comprendere ed apprezzare i compiti assegnati e come questi vengano svolti. Anche se in misura chiaramente inferiore, altrettanto però si poteva dire per i mezzi in mostra delle altre forze aeree estere. 
Decisamente di rilievo, poi, la presenza ampia e variegata di macchine storiche, dal biplano Bristol Scout della 1^ Guerra Mondiale (in realtà una replica, volante però) al Sea Harrier, con contributi “istituzionali” del Royal Navy Historic Flight e del Fleet Air Arm Museum, così come di associazioni e singoli privati. 
Per gli amanti della fotografia aeronautica, vale la pena evidenziare che gli organizzatori dell’International Air Day permettono l’accesso a pagamento in occasione degli arrivi, il giorno prima della manifestazione, per quanto le condizioni di ripresa siano in gran parte controluce. Anche per gran parte della mostra statica purtroppo non si riescono a riprendere immagini adeguate: le transenne sono spesso troppo a ridosso dei velivoli, che per di più sono circondati dal pubblico. Eppure non dovrebbe essere un problema allestire anche solo una parte della mostra statica in modo da soddisfare anche chi è interessato a riprendere i velivoli in condizioni “operative”. 
Prima di lasciare la parola alle immagini, occorre richiamare ancora l’immagine dell’Italia, perché è doveroso riportare che il Royal Navy International Air Day apprezzerebbe moltissimo una maggior presenza da parte italiana. Purtroppo, nonostante i ripetuti inviti, le ultime partecipazioni risalgono al 2009 con le Frecce Tricolori e ad un HH-101 in statica nel 2015, proveniente però dalla ditta costruttrice, l’allora AgustaWestland, a pochi chilometri di distanza da Yeovilton. 
Frecce Tricolori, Reparto Sperimentale Volo, ma in generale qualunque rappresentante dell’Aeronautica Militare sarebbero più che benvenuti, per non parlare degli AV-8B della Marina, visto che RNAS Yeovilton è stata base di Harrier. E, personalmente, sono convinto che anche la partecipazione dell’Aviazione dell’Esercito sarebbe di grande interesse. 
Il sasso nello stagno di Aeronautica, Marina ed Esercito è lanciato!
Yeovilton Air Day 2018 photogallery 1
Il Chipmunk T10 G-BCPU riportato nei colori originali RAF con le insegne del Liverpool University Air Squadron, presso cui aveva servito per lungo tempo. 
Per quanto apparentemente accurate, le insegne del Chipmunk T10 G-BARS (ex RAF) fanno riferimento a un 77° esemplare che la Força Aerea Portuguesa non ha mai avuto in servizio.
Yeovilton Air Day 2018 photogallery 2
Il Wildcat HMA2 rilascia una salva di flares durante la sua esibizione. Yeovilton è rimasto l’unico aeroporto in Gran Bretagna dove è permesso l’impiego di questi sistemi di autoprotezione. 
Il Sea Vixen FAW2 G-CVIX / XP924 del RNHF è l’unico esemplare rimasto in ordine di volo ed era stato convertito in drone, assumendo la designazione D3. 
Wasp HAS1 G-KAXT / XT787, veterano della Guerra delle Falkland. 
Il Tiger Moth G-BWMK / T8191 è mantenuto nei colori originali di quando era in servizio presso il Britannia Royal Naval College Dartmouth Flight negli anni Sessanta. 
Un raro Hornet Moth (G-ADND) degli anni Trenta ottimamente tenuto nei colori usati della RAF per gli aerei da addestramento e da collegamento all’inizio della 2^ Guerra Mondiale. 
Historic Helicopters è un’organizzazione costituita pochi anni fa dedicata alla salvaguardia e al mantenimento in ordine di volo di alcuni elicotteri di importanza storica per RAF e Royal Navy. Attualmente allinea due Wessex, altrettanti Sea King e il Whirlwind HAR10, l’unico operativo al mondo, che sfoggia la colorazione gialla che per lungo tempo ha caratterizzato gli elicotteri SAR della RAF.
Yeovilton Air Day 2018 photogallery 3
Ultima apparizione pubblica per il sistema AEW Sea King ASaC7. 
Nel settore dei velivoli storici, una menzione particolare spetta senz’altro all’esibizione del MiG-15UTI (in realtà un SBLim-2 di produzione polacca) del Norwegian Air Force Historical Squadron tallonato dal Sea Fury T20 dell’RNHF. Il loro volo ha rievocato l’unico abbattimento di un caccia a reazione da parte di uno a pistoni della Royal Navy. 
Questa vittoria, ottenuta durante la Guerra di Corea, è stata per lungo tempo accreditata al ten. Peter “Hoagy” Carmichael, leader di una formazione di quattro Sea Fury, che il 9 agosto 1952 si è scontrata con otto MiG-15 nordcoreani. Nel 2017, però, è stato definitivamente appurato che l’abbattimento è stato opera del s.ten. Brian “Smoo” Ellis, il pilota più giovane di quella formazione e l’ultimo ancora vivente tra i protagonisti del combattimento.
Yeovilton Air Day 2018 photogallery 4
Il Gazelle HT3 G-CBSI, mantenuto nella livrea prevista per i trasporti VIP del 32 Squadron, si è esibito in coppia con un altro esemplare colorato bianco-rosso da addestratore del 2 Flying Training School. 
L’unico Sycamore volante al mondo è questo esemplare della Red Bull nei colori del RAF Air Support Command, ma in realtà ex tedesco della versione HR52. 
Con l’esibizione dello Swordfish, naturalmente, è stato rievocato l’attacco alla flotta italiana nella rada di Taranto della notte tra l’11 e il 12 novembre 1940. 
Il CF-18A della Royal Canadian Air Force sfoggiava una colorazione commemorativa per i 60 anni del NORAD, l’organizzazione di difesa aerospaziale congiunta tra Stati Uniti e Canada.
Yeovilton Air Day 2018 photogallery 5
La formazione Cocardes Marine simboleggiava il passato e il presente dell’Aeronavale e, assieme alla presenza di Lynx e NH90, evidenziava il particolare rapporto che lega le aviazioni di Marina francese e britannica. 
Il CM.175 Zephyr, addestratore con capacità di imbarco su portaerei, e l’MS.760 Paris da collegamento hanno servito nell’Aeronavale per ben oltre 30 anni, fino alla metà degli anni 90. 
Frutto di conversione da macchine per trasporto VIP, il Falcon 50MS è incaricato sia di compiti da pattugliamento marittimo che da soccorso. Tra le modifiche apportate, sono qui apprezzabili il sensore elettro-ottico estratto dall’alloggiamento ventrale e l’ampio finestrino rettangolare, utile per l’osservazione. 
Il Dakota C3 del Battle of Britain Memorial Flight si è purtroppo esibito da solo a causa di problemi tecnici della coppia di Spitfire che avrebbe dovuto scortarlo.
Dopo l’interruzione del 2017 per motivi operativi ed economici, nel 2018, pur se con forze ridotte, è ripreso il tradizionale finale in grande stile dell’International Air Day di Yeovilton, con la dimostrazione di assalto aereo portato dagli elicotteri dell’interforze Commando Helicopter Force e dagli uomini dei Royal Marines. 
L’atto tattico ha visto l’irruzione nella base di terroristi a bordo di “tecniche” e la pronta reazione di contenimento da parte di due Wildcat HM1, ben presto seguiti da altrettanti Merlin HC3. Questi hanno dapprima rilasciato squadre operative di Marines e poi fatto affluire veicoli blindati, sempre sotto la copertura dei Widcat. La definitiva eliminazione della minaccia è stata evidenziata dall’azione di attacco dei caccia, simulati dai due Hawk, e dallo spettacolare “muro di fuoco”.
Foto di Francesca Solinas e Renzo Sacchetti  
Testo di Renzo Sacchetti 
Prodotto da Giorgio Ciarini 
Luglio 2018 
iper://Contributors.aeh|0