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41° Stormo
Le celebrazioni 
Domenica 27 settembre, con un concerto della Banda Musicale dell’Aeronautica Militare al Teatro Massimo Bellini di Catania, hanno avuto inizio le celebrazioni per il 50° anniversario della ricostituzione, nella specialità ”Antisom”,  del 41° Stormo dell’Aeronautica Militare. Nel contesto di questa importante ricorrenza, sono stati organizzati eventi ai quali hanno preso parte i vertici della Forza Armata con la presenza del Gen. SA Pasquale Preziosa nonché delle autorità religiose, civili e militari della città di Catania. 
Lunedì 28 settembre presso l’aerobase  Sigonella - Catania sede del 41° Stormo AS, si è svolta la cerimonia militare per il 50° anniversario della ricostituzione del reparto, presieduta dal Generale di squadra Aerea Maurizio Lodovisi, dell’Ispettore dell’Aviazione per la Marina, Generale Brigata Aerea Roberto Azzolin dal comandante la Base e Stormo Col. Pil. Vincenzo Sicuso di ex-Comandanti lo Stormo. e presenziata dalle più alte cariche militari, civili e religiose da una rappresentanza di veterani della specialità nonché dalle Associazioni Nazionali d’Arma. 
Il Decano Gen. BA Tricomi, Comandante il 41° Stormo negli anni 1976-77, ha ricordato i valori su cui si fonda l’attività del 41° Stormo e di tutta la forza armata, i traguardi ottenuti negli anni e i tanti riconoscimenti ottenuti che ne evidenziano l’operato. Rivolgendosi al personale, ne ha sottolineato i valori e l’entusiasmo ereditati dai grandi uomini aeronautici che fanno parte della nostra gloriosa storia. 
Il Generale SA Lodovisi, in rappresentanza del Capo di Stato Maggiore AM, nel suo intervento ha tracciato la storia del 41° Stormo Antisom, l’importante  ruolo che il reparto riveste in seno alla Forza Armata e la sua integrazione nel tessuto sociale della città Etnea. Il Generale Lodovisi, inoltre, non ha mancato di elogiare il reparto per l’impegno e il dispendio di uomini e mezzi impiegati quotidianamente nel Mediterraneo per l’emergenza migranti nel contesto dell’operazione “Mare Nostrum” e in tutte le altre operazioni in cui il reparto ha operato. 
Il Comandante il 41° Stormo Antisom, Col. pilota Vincenzo Sicuso, durante il suo intervento ha sottolineato l’importanza dell’evento celebrato, evidenziando “l’alta valenza professionale degli uomini del 41° e la grande capacità operativa dell'Atlantic che, nonostante gli oltre 40 anni di servizio e la prossima dismissione, permette ancora di raggiungere gli obiettivi assegnati".   
Degna di nota la mostra storico-fotografica, curata in collaborazione con il Liceo Artistico “E. Greco” di Catania sotto il coordinamento della Prof.ssa Bonincontro, allestita all’interno del nuovo hangar “One” della base di Sigonella, che ripercorre i 50 anni del reparto e dei sistemi d’arma passati e presenti. 
In mostra statica erano presenti velivoli dell’Aeronautica Militare, compresi quelli a pilotaggio remoto Predator, nonché velivoli di stanza anche nella locale Naval Air Station statunitense.  
Il clou della manifestazione si è avuto con l’esibizione in volo delle Frecce Tricolori che hanno tinto di Verde Bianco e Rosso il cielo di Sigonella, dalla perfetta performance di un elicottero HH 139A del 15° Stormo che simulava il recupero di un ferito in territorio ostile. Non hanno mancato di attirare l’attenzione dei convenuti i passaggi a bassa quota e le evoluzioni dei Typhoon del 37° Stormo, il sorvolo di un KC 767A dell’AM e di un Breguet Atlantic del 41° Stormo nonché la dimostrazione delle capacità di passare da volo verticale a quello orizzontale da parte di un Bell V 22 Osprey dei US Marines. 
L’evento si è concluso presso il Circolo Ufficiali del 41° Stormo dove i convenuti hanno brindato al grido di  
“WOT-LAC, WOLF/WOT-LAC, WOLF/WOT- LAC ,WOLF!!! “.
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Un po’ di Storia 
La fine del secondo conflitto Mondiale e il quasi immediato inizio di quella che passerà alla storia col nome di “Guerra Fredda” che contrapponeva le forze NATO a quelle del Patto di Varsavia, portò al rafforzamento delle difese militari dell’Europa occidentale e al cambiamento delle dottrine di impiego delle forze aeree nella specialità Antisom, a causa dell’impiego massiccio dei nuovi sommergibili come mezzi strategici. 
I primi “timidi e rudimentali” approcci operativi alla per noi nuova specialità, si hanno negli anni ‘50 con l’impiego dei gruppi autonomi A/S 86° 87° ed 88° che utilizzavano velivoli ceduti in conto MDAP (Mutual Defend Aid Program) dagli USA quali 40 Curtiss Helldiver S2C5 e successivamente 22 Lockeed PV2 Harpoon dalle poco credibili capacità operative a causa del loro eccessivo stato di usura nonché alla totale mancanza di apparati e sistemi moderni idonei alla ricerca dei mezzi subacquei.  
Grazie all’esperienza maturata in quegli anni, in seno alla neonata Aeronautica Militare, prende corpo l’esigenza di disporre di una moderna componente Aerea Antisommergibili che portò, nel 1957 con D.L. n° 968, alla costituzione dell’Aviazione Antisom composta da reparti aerei dell’Aeronautica dipendenti per l’impiego dalla Marina e, come già sperimentato durante le due guerre mondiali, con equipaggi misti provenienti dai ranghi delle due forze armate. 
L’inizio degli anni ’60 vide un rafforzamento della minaccia portata dai sommergibili nucleari Sovietici nel bacino del Mediterraneo e a seguito di ciò il 1 Ottobre 1965, presso la struttura aeroportuale di Catania-Fontanarossa, rinasce il 41° Stormo Antisom  riunendo i gruppi autonomi 87° e 88° della specialità sotto un unico comando, con il compito principale della lotta A/S. e Pattugliamento Marittimo d’altura.  
Ancora una volta la storia del 41° Stormo e quella della terra di Sicilia ed il Mar Mediterraneo si “incrociano” infatti su l’isola nel Luglio del 1939 si ha la genesi del reparto. 
Negli anni che vanno dal 1957-1961 i due gruppi A/S del neonato “Quarantunesimo”, ricevono circa 45 Tracker in tre diverse versioni, di cui 30 giunti nuovi direttamente dagli USA; successivamente nel corso degli anni per rimpiazzare le perdite ed armare un altro gruppo volo, vengono acquisiti ulteriori 15 esemplari, di cui dieci in versione terrestre “long range” con ali non ripiegabili, surplus Marina canadese riconoscibili dalla diversa forma della carenatura delle gondole motori.  
Velivolo all’avanguardia per l’epoca, in quanto primo sistema d’arma progettato e realizzato espressamente per il ruolo A/S, il Tracker rappresenta un salto di qualità nell’impiego Antisom soprattutto per i sofisticati apparati elettronici imbarcati. Nonostante le limitazioni dovute alla scarsa autonomia, sei ore circa nella versione Long Range, e alla sacrificata abitabilità interna, al limite della claustrofobia, l’inconfondibile rombo dei due Wrigth R1820-82 accompagnò per un ventennio le operazioni Antisom del reparto.  
I nuovi apparati imbarcati per la lotta A/S comprendevano: 
 
-Navigazione: Auto-pilota, Radio-Range, Radio-Altimetro, UHF/DF, ADF, TACAN, Marker, Beacon . 
-Comunicazioni:  Interfonico, UHF, HF . 
-Scoperta:  Radar, ECM, IFF  . 
-Localizzazione: MAD ed ECM 
 
L’armamento offensivo verteva su 36 boe sonore contenute in “dispenser” nel retro delle gondole motori, siluri MK 44 a testata autocercante e bombe di profondità venivano alloggiati nella stiva, e razzi Hvar da 127 mm in travetti subalari… un potentissimo faro di ricerca, da 85 milioni di candele, era installato sul bordo d’attacco dell’ala destra manovrato dal pilota che svolgeva anche mansioni di navigatore e operatore radio. 
La missione operativa quindi, grazie alle reali capacità “Hunter—Killer” del velivolo Grumman, assumeva un profilo nuovo e particolare poiché, tranne in casi davvero eccezionali, i due avversari non si sono mai visti ma solo “sentiti”… il confronto reale tra i sommergibili nucleari della flotta Sovietica ed i velivoli Antisom del 41° è stato sempre invisibile e silenzioso! 
Dopo 21 anni di intenso servizio operativo, Il 31 Agosto 1978 dalla pista di Catania Fontanarossa l’ultimo “Daga” in carico all’87° Gruppo. decollava per l’ultima volta dopo aver creato la storia della specialità A/S forgiando generazioni di piloti e tecnici. Ciò che rimaneva della flotta di S2-F “Tracker” venne accantonata dapprima in un’area decentrata della base e successivamente vennero tutti riuniti nei pressi della vecchia Torre di controllo del secondo conflitto mondiale tutt’oggi esistente.
Arriva l’Atlantic 
Nel Giugno del 1972 sul sedime aeroportuale di Sigonella, l’88° Gruppo prende in carico il primo di nove Breguet 1150 Atlantic e lo stemma del 41° stormo A/S viene apposto ufficialmente sulla deriva dell’esemplare 41-70 MM40108. L’87° Gruppo lasciato il 41° Stormo si ricostituisce in seno al 30° Stormo A/S basato a Cagliari Elmas formando così la seconda componente A/S della Aeronautica Militare armata sempre con gli Atlantic. La sostituzione del bimotore Grumman fu quanto mai laboriosa e ponderata, oltre l’Atlantic furono presi in considerazione anche il quadrireattore De Havilland “Nimrod” e il quadriturboelica Lockheed P 3 “Orion”,  
Con l’acquisizione del nuovo sistema d’arma, il salto tecnologico della specialità è elevatissimo… la fusoliera “double-bubble” permette al velivolo di separare la zona equipaggio pressurizzata da quella non adibita ai carichi e, a differenza dei suoi “concorrenti” Nimrod e P 3 Orion, le caratteristiche di volo dell’Atlantic sono ottime in tutte le condimeteo così come la stabilità e velocità a bassissima quota anche in presenza di forti turbolenze. L’autonomia operativa massima di 18 ore, un carico utile di 40.900 lb, tangenza pratica di 30.000 ft, velocità massima a 6.000 ft di 355 kt, radar di scoperta di superficie, sensore MAD, radio-boe acustiche attive e passive per la scoperta e tracciamento dei sommergibili, siluri leggeri, bombe di profondità e dispositivi fumo-luce di segnalazione per un totale di 3.500 kg di carico, caratteristiche che pongono la nuova macchina al top della sua categoria.  
L’equipaggio standard di “Atlantic”è così composto: 
-Un primo pilota Comandante capo equipaggio 
-Due secondi piloti 
-Due TeV   
-Due operatori acustici 
-Quattro operatori elettronici 
-Due navigatori 
Tutto l’equipaggio è duplicato in considerazione del particolare stress che comporta una missione prolungata nel tempo svolgendo, piloti a parte, anche funzioni di vedette agli oblò ed alla bolla di prua. 
Anche se progettato e costruito principalmente per la scoperta, tracciamento e distruzione dei      sottomarini, il velivolo è anche in grado di svolgere compiti di ricognizione marittima e sorveglianza di  superficie d’altura con i seguenti profili di missione 
 
-supporto Antisom ravvicinato a forza navale o convoglio. 
-ricerca indipendente d’area. 
-sbarramento in particolari zone di mare in collaborazione con sommergibili alleati. 
-guida di cacciabombardieri in missione di attacco a unità navali. 
-ombreggiamento delle forze navali avversarie. 
-ricognizione fotografica ed elettronica. 
-minamento. 
-ricerca e soccorso aereo. 
 
Nella sua longeva vita operativa in seno ai gruppi volo A/S dell’Aeronautica l’Atlantic ha segnato delle tappe importanti indossando livree “fuori ordinanza” molto appariscenti…la prima di queste, il Ventennale dall’ingresso in linea, viene celebrato il 13 Settembre del 1992 a Sigonella durante il 1° raduno Antisom, occasione in cui l’esemplare 41-72 MM 40110 sfoggia una sobria livrea special color.  
Nel 1993 tutti i velivoli A/S ricevono la nuova mimetica “all grey low visibitily” e per rivedere qualcosa di colorato bisogna attendere II° raduno Antisom tenutosi il 22 Luglio 2006 presso la base siciliana, allorquando il personale dell’11° RMV realizza un nuovo special, il 41-11 MM 40124, decorato con motivi che richiamano lo stemma del reparto a ricordare i 30 anni del velivolo in seno allo Stormo. 
Anche l’ultimo grande raggiunto dal connubio Atlantic/88° Gruppo viene “festeggiato” durante il III° raduno Antisom del 12 Giugno 2012 così l’esemplare 41-77 MM40115 per l’occasione verniciato alla maniera dei Savoia Marchetti S.79, porta impresse sia le cifre del 40° Anno di servizio operativo che delle 250.000 ore di volo!!!
Il 41° Stormo Oggi - Organizzazione e dipendenze 
 
Il 41° Stormo, intitolato al Cap. pil. Athos Ammannato Medaglia d’Oro al V.M., mantiene la classica configurazione dei reparti operativi dell’Aeronautica Militare, ma con alcune peculiarità sulla catena di comando ed organizzazione interna con la seguente dipendenza: 
- dall’Ispettore dell’Aviazione per la Marina (Ispaviamar), per l’addestramento tecnico-professionale del personale di volo e di terra, dal Comando della Squadra Aerea (CSA), tramite il Comando delle Forze per la Mobilità ed il Supporto (CFMS), per le funzioni tecniche, amministrative e la manutenzione di impianti ed attrezzature aeroportuali (collegamento tecnico). 
- dal Comando in Capo della Squadra Navale (CincNav), per il controllo operativo e l’addestramento all’impiego. 
- dal Comando IIIª Regione Aerea, per i compiti circoscrizionali e di Presidio Aeronautico. 
Sotto il profilo operativo ed ordinativo, il 41° Stormo è così articolato: 
 
-Due Gruppi di volo (88° Gruppo Antisom e 86° Centro Addestramento Equipaggi). 
-Gruppo Efficienza Aeromobili. 
-441° Gruppo Servizi Tecnici Operativi. 
-541° Gruppo Servizi Logistici Operativi. 
-Servizio Amministrativo. 
-Gruppo Protezione delle Forze. 
-Ufficio Operazioni (di Base Aeronautica, e di Stormo Marina). 
-Ufficio Comando. 
 
Prima di essere poste in posizione quadro erano parte dello Stormo anche la poco nota 641^ Squadriglia Collegamenti che assicurava le attività di abilitazione e mantenimento delle qualifiche di pilota oltre a quella del collegamento utilizzando velivoli SIAI 208M (i famosi “Paperozzi”), nonché il misconosciuto 741° Gruppo Difesa “Spada” che con i suoi lanciatori missilistici ha vegliato per molti anni sulla difesa di punto terra-aria a corto raggio della base.  
Nell’area di sua competenza, il 41° Stormo ospita anche la US Navy NAS (Naval Air Station) operativa sin dal 1959 a seguito di un accordo stipulato tra i governi dei due stati, e l’11° RMV (Reparto Manutenzione Velivoli). 
Per completezza d’informazione lo Stormo, è inoltre responsabile della gestione del traffico aereo, civile e militare della CTR (Control Traffic Region) di Catania, all'interno della quale sono ubicati le aerobasi di Fontanarossa e Sigonella; Capoluogo di Circoscrizione Aeronautica dell’11° Reparto Manutenzione Velivoli di Sigonella, del Distaccamento Aeronautico di Siracusa, della 137^ Squadriglia Radar Remota di Mezzogregorio (SR), del 304° Servizio Territoriale Demanio Infrastrutture di Sigonella, del 215° Nucleo Sicurezza di Sigonella, del Nucleo Distaccato dell’11° Deposito Centrale AM di Sigonella, dei Teleposti di Messina, Enna, Gela (CL), Cozzo Spadaro (SR). 
 
88° Gruppo A/S 
 
Il “braccio operativo” dello stormo è "l’Ottantottesimo" Gruppo Volo “DAGA” che nonostante la ormai ridotta flotta macchine disponibile, continua a portare a termine i compiti assegnati, svolgendo esercitazioni e mantenendo elevati i livelli di prontezza. Infatti ancor oggi nonostante gli importanti “mid life update program” apportati alla macchina nel corso degli anni, in piena era digitale gli “uomini” del 41° volano ed operano alla “vecchia maniera” con comunicazioni delle informazioni a viva voce e tracciamento dei dati, parametri di missione e rilevamenti sui “tactical desk”, con equipaggi che per il livello professionale raggiunto sono in grado di operare in qualsiasi condizione meteo ed operativa. Nonostante tutto ciò possa sembrare ormai obsoleto e superato la macchina e gli equipaggi dell’ 88° gruppo hanno sempre ben figurato nelle esercitazioni in ambito NATO (Display Determination, Tapoon, Dragon Hammer, Dog Fish, Proud Manta) che si tengono periodicamente per testare la prontezza e preparazione dei reparti A/S. 
Giornalmente vengono stabiliti e valutati gli equipaggi disponibili e i velivoli d’allarme, quest’ultima condizione che prevede ogni tipo di operazione che va dalle tradizionali missioni antinave ed antisom, al pattugliamento ambientale e non per ultimo al controllo dei flussi migratori provenienti dai paesi del continente Africano. 
Oltre che componente operativa il gruppo ha il compito di sviluppare l’addestramento avanzato degli equipaggi provenienti dall’86° CAE (Centro Addestramento Equipaggi) fino al conseguimento della FCR (Full Combat Ready) rilasciata da MARICENTADD di Taranto a seguito del quale l’equipaggio viene “inserito“ nei ranghi della linea voli operativi.  
 
L’86° CAE (Centro Addestramento Equipaggi) 
 
Il 31 agosto 1978 l'87º Gruppo del 30º Stormo di Cagliari Elmas viene posto in posizione quadro e nel 2002 in seguito allo scioglimento dello Stormo la componente antisommergibile viene inserita nell’organico del 41º Stormo, con conseguente ristrutturazione del reparto e la costituzione, il 1° dicembre 2003, dell’86º Gruppo CAE Come suggerito dall‘acronimo, il CAE provvede all’addestramento e al passaggio “macchina” del personale di volo assegnato allo Stormo. Qui i piloti e gli operatori sia dell’Aeronautica che della Marina ricevono una sorta di training pre-operativo sia sulla condotta del velivolo che, cosa più importante, l’apprendimento e lo sviluppo della capacità di effettuare missioni a bassissima quota e le tattiche operativi sul mare tipiche della specialità. Ad addestramento completato piloti ed operatori di bordo vengono trasferiti all’88° Gruppo Volo e gradualmente inseriti nella normale attività operative del reparto. La funzione del CAE non si conclude con il passaggio dell’equipaggio al gruppo operativo, ma continua con aggiornamenti periodici per il mantenimento dell’appropriato livello tecnico professionale e di standardizzazione degli equipaggi di volo BR 1150 "Atlantic". Dal 2014 l’86° CAE ha “smesso” la formazione degli equipaggi Atlantic in vista del “pensionamento” del sistema d’arma. 
 
11° RMV (Reparto Manutenzione Velivoli) 
 
Se dopo ben 42 anni di attività operativa l’Atlantic continua a svolgere efficacemente le missioni assegnate, il merito va soprattutto al reparto ed agli uomini che curano da sempre la manutenzione, revisione e l’attività logistica svolta a supporto della componente. 
Nato come 11° CMP del 41° Stormo ed elevato al rango di reparto autonomo nel 1998 l’11° RMV è alle dipendenze della IIª Divisione del Comando Logistico, con il compito principale di assicurare la manutenzione e revisione di 1°, 2° e 3° livello tecnico del sistema d’arma Atlantic. 
La manutenzione di 2° Livello Tecnico avviene mediamente ogni 12/15 mesi  o al raggiungimento delle 850 ore di volo con fermo del mezzo di circa 40 giorni… alla fine è prevista una prova in volo del velivolo con i tecnici a bordo pronti a rilevare ogni piccolo segnale di anomalia. 
Tra il 1° e 2° Livello Tecnico i controlli prevedono la cosiddetta CIST (Controlli Intermedi STrutturali) svolti a mezzo di liquidi penetranti che permettono di evidenziare anche le più piccole fratture ed incrinature strutturali. La revisione di 3° Livello Tecnico prevede invece un fermo macchina di circa 12 mesi e viene effettuata ogni tre anni circa… qui il velivolo viene completamente smontato e revisionato in tutte le sue parti sia strutturali che di apparati elettronici ed unità motrici.
Verso il  futuro 
 
Come sottolineato dal Gen.SA Lodovisi durante le celebrazioni per il 50° anniversario del 41°:  
“Quello attuale è un periodo difficile per tutte le realtà istituzionali che devono fronteggiare quotidianamente ristrettezze di bilancio; in questo contesto, la revisione dello strumento militare ci ha imposto di effettuare alcune scelte coraggiose, prediligendo la qualità alla quantità, puntando sul maggiore impiego di tecnologie avanzate ed investendo sulla risorsa maggiormente importante, il personale appunto. Ed è proprio la componente umana che, se correttamente indirizzata da una leadership ispirata e lungimirante, può garantire quel quid in più necessario alla Forza Armata per eccellere nelle attività proprie ed a favore della collettività, come testimoniano in particolare gli ultimi due anni che hanno visto gli equipaggi dei nostri Atlantic concorrere alle delicate operazioni di pattugliamento del Mediterraneo per fronteggiare la nota emergenza umanitaria”. 
Attualmente il sistema d’arma Breguet BR 1150 Atlantic è in “Phase Out”… gli ultimi “Cacciatori di Sommergibili” di una flotta iniziale di 18 velivoli, saranno pensionati entro il primo semestre del 2016 dopo oltre quarant’anni di attività operativa tra “Cielo e Mare Nostrum”, senza aver mai riportato la perdita di un velivolo. 
Il futuro del 41° Stormo Antisom, viste le ancora una volta mutate esigenze nel contesto difesa, pare sia quello di trasformarsi in JSW (Joint Surveilance Wing) con assetti SIGINT (SIGnal INTelligence) AEW (Airborn Early Warning) MMA (Multirole Marittime Aircraft) con l’acquisizione di nuovi sistemi d’arma idonei al nuovo assetto operativo del reparto. Il progetto di trasformazione, a causa degli alti costi legati ad ognuna delle componenti, sarà “scaglionato” in differenti esercizi finanziari, fornendo priorità ai programmi ritenuti più urgenti e rinviando a tempi futuri quelli legati all’acquisizione di velivoli AEW ed MMA. 
Invece il futuro quello prossimo dell’88° Gruppo prevede l’imminente acquisizione di quattro velivoli Alenia ATR 72MP per assicurare la continuità operativa ASuW (Anti Surface Warfare) nel periodo di transizione che va dalla dismissione dell’Atlantic all’acquisizione di un nuovo sistema d’arma MMA con capacità multiruolo. 
Gestito da un equipaggio di dieci uomini, l’ATR 72MP avrà spiccate capacità nell’attività di scoperta minacce di superficie, sorveglianza marittima e SAR quest’ultima mediante degli appositi kitsurvivor” aviolanciabili dal portello posteriore apribile in volo.  
Il sistema integrato ATOS nella configurazione Selex Galileo, appositamente realizzata per essere imbarcato sull’ATR 72MP dell’Aeronautica, comprenderà un radar di ricerca a scansione elettronica AESA con copertura 360° ottimizzato per il tracciamento ed inseguimento di target sulla superficie marina, un sensore EO/IR e un AIS  (Automatic Identification System) per il monitoraggio e controllo del traffico mercantile.  
Una torretta esterna elettro-ottica stabilizzata su cinque assi che ruota di 360°, garantirà la possibilità di scoprire ”contatti” anche di piccole dimensioni in ogni condimeteo.  
Anche se non inteso come un Antisom puro all’ATR 72MP è stata richiesta la possibilità futura di una riconfigurazione in ASW ed a questo scopo, il velivolo è stato predisposto per un’eventuale installazione del MAD, dell’alloggiamento per il lancio di boe sonore nonché di punti d’attacco per pylon esterni
L’autore desidera ringraziare  per la preziosa collaborazione lo Stato Maggiore Aeronautica ROMA, il Col. Pil. Vincenzo Sicuso Comandante il 41° Stormo e la Base Aerea Sigonella, il T.Col. Zaffarana e il 1°M.llo Savoca dell’Ufficio Pubblica Informazione del 41° Stormo, tutto il personale del 41° Stormo.. 
Foto e testo di Gianni Scuderi 
Prodotto da Giorgio Ciarini 
Settembre 2015 
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