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Bosnia and Herzegovina AF
La Bosnia ed Herzegovina, nonostante sia collocata in una regione montuosa a poche decine di chilometri dalla costa orientale dell’Adriatico, per noi spesso rappresenta un paese distante, sia geograficamente che culturalmente, del quale ci risulta difficile comprendere la complessità etnica e politica portata alla nostra attenzione, purtroppo solo per le tragiche vicende che hanno segnato la sua storia nell’ultimo scorcio del millennio. 
Fino ad aprile del 1992, parte della Federazione Jugoslava, confina con la Serbia ad est, con il Montenegro a sud-est e con la Croazia a nord e a ovest, ha Sarajevo come capitale. L’orografia del suo territorio è prevalentemente montuosa e collinare, poco disposto a vie di rapida comunicazione, è stata causa di un certo isolamento economico e culturale e del consolidamento delle diverse etnie, bosniaca, serba e croata e delle tre religioni, musulmana, cattolica e ortodossa in aree non omogenee, divenendo anche per questo il baluardo islamico più a nord in Europa. 
Con il disfacimento della Federazione Jugoslava, il violento rigurgito dei mai sopiti nazionalismi etnici e religiosi, sfruttati in nome di un progetto politico anacronistico, portò ai purtroppo noti e criminali massacri che sconvolsero le popolazioni ed i territori della Bosnia. L’intervento della Comunità Internazionale (ONU) e i successivi accordi di Dayton crearono i nuovi presupporti affinché la Bosnia ed Herzegovina potesse intraprendere un percorso di stabilizzazione e pacificazione. 
La Bosnia ed Herzegovina (BiH) politicamente e geograficamente è costituita da due distinte entità, una a prevalente etnia serbo-bosniaca denominata Republika Srpska (Repubblica Serba) che si estende in due grosse porzioni, una al nord verso il confine con la Croazia ed una verso est e sud, al confine con la Serbia e con il Montenegro ed una di etnia croato-bosniaca denominata Federazione della Bosnia ed Herzegovina, nella parte centrale e verso il confine occidentale con la Croazia, a cui si aggiunge il Distretto condiviso di Brèko, uno stretto collegamento tra le due porzioni della Republika Srpska
Nel dicembre del 2007 è stato sottoscritto con l’Unione Europea un accordo di stabilizzazione e associazione come fase preliminare alla presentazione della candidatura a membro della Comunità a cui la stessa bandiera della BiH si ispira: le stelle sul fondo blu rappresentano proprio l’Europa, mentre i tre lati del triangolo giallo ciascuna delle tre etnie ora unite e solidali. 
Nel processo di unificazione iniziato nel 2003 il Parlamento ha stabilito un programma di accorpamento dei due distinti eserciti portando due anni dopo alla creazione dell’attuale Forza militare della Bosnia ed Herzegovina, la Oružane Snage Bosne i Hercegovine (OSBiH), che dipende dal Ministero della Difesa e il cui Comandante supremo è il Presidente della Repubblica. Un esercito di professionisti costituito da circa 16.000 uomini e donne, tra riserve e dipendenti civili i cui compiti, oltre alla difesa della nazione, concorrono, in caso di calamità naturali, nell’aiuto delle popolazioni, come forza di pronto intervento in azioni antincendio, soccorso e recupero e di evacuazione sanitaria. 
Di questo apparato militare fa parte la Zraènih Snaga i Protivzraène Odbrane (OSBiH ZSiPZO) ovvero la Forza aerea e la Difesa anti-aerea, unificata nel 2007 a livello di Brigata e con Quartier generale a Banja Luka, nella Republika Srpska
Tra i diversi siti aeroportuali presenti sul territorio la Brigata Aerea ha attivato la Base aerea di Mahovljani a Banja Luka e la Base elicotteri di Rajlovac a Sarajevo, mentre dal mese di maggio del 2011 l’altra Base elicotteri quella di Zaluzani a Banja Luka è stata definitivamente chiusa ed i mezzi trasferiti a Mahovljani. Qui, oltre agli elicotteri provenienti da Zaluzani, si trovano ancora un J 22 Orao, un N 62 Super Galeb, tre J 21 e un NJ 21 Jastreb, rimanenza di quella ventina di aerei presi in carico dalla 238. lbae (squadriglia caccia-bombardieri) “Risovi Vrbasa” Linci del Vrbas (fiume che attraversa Banja Luka) e dalla 249. lbae Kobre” Cobra, che nel corso degli anni sono stati per lo più ceduti alla Forza Aerea della Serbia. Pur mantenuti in efficienza, questi pochi esemplari non hanno attività di volo e sicuramente a breve verranno radiati: l’Orao, in particolare, sembra destinato al museo della BiH anche se pare che ancora non sia stata presa una decisione in merito. 
Attualmente quindi la linea di volo operativa è basata esclusivamente su elicotteri, assegnati alla 1. Squadriglia di Mahovljani ed alla 2. Squadriglia di Rajlovac, quasi tutti ereditati dalle due forze aeree che hanno concorso a creare la ZSiPZO. Una decina sono gli esemplari di Gazela che costituiscono l’ossatura della prima squadriglia, nelle versioni da osservazione ed addestramento HO-42, HI-42 e HN-45 GAMA (GAzela-MAljutka), la versione armata con missili anticarro AT-3 Sagger, a cui si aggiungono due Mil Mi 8T che svolgono un importante ruolo nel trasporto di materiali e truppe e nella lotta agli incendi boschivi. 
A Rajlovac, eliporto presso Sarajevo, trova collocazione invece la 2. Squadriglia elicotteri dotata di cinque tra Mil Mi 8MTV-1 e Mil Mi 17 e di oltre una dozzina di UH 1H, donati dal Governo degli Stati Uniti per finalità di trasporto, SAR, Medevac e Casevac, oltre ad un Mil Mi 34 da tempo non più operativo. 
L’adesione alla NATO presuppone che la BiH completi un ampio sforzo di modernizzazione di tutte le sue Forze Armate, un loro aggiornamento organizzativo e operativo e ricerchi adeguate coperture finanziarie. Dalla totale dismissione degli aerei da combattimento verrà favorita la linea di volo degli elicotteri che però dovrà trovare una migliore razionalizzazione per gli ancora alti costi di gestione e degli interventi tecnici di manutenzione e revisione; resta infine, seppure ancora allo studio, l’ipotesi di acquisire un moderno velivolo da trasporto della classe CN 235.
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Foto e testo di Federico Grattoni, Claudio Toselli e Achille Vigna 
Prodotto da Giorgio Ciarini 
Maggio 2011 
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