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Base Tuono
Introduzione 
Con questo articolo dedicato alla difesa aerea dello spazio aereo nazionale svolta con missili radioguidati, ho voluto fare un eccezione a quello che è l’abituale indirizzo del mio sito, mi è sembrato comunque un argomento interessante e con una valenza storica non di poco conto, oltretutto sviluppato in modo egregio dall’amico Omar. 
Giorgio Ciarini 
 
Base TUONO 
La Base missilistica NATO di Passo Coe: da presidio di guerra a testimone della Guerra Fredda. 
A 1543 mt di quota, nel Comune di Folgaria (Trento), la Base NATO Passo Coe - Monte Toraro fu una delle dodici basi missilistiche dell'Aeronautica Militare dispiegate nel Nord Italia negli anni Sessanta nell'ambito del sistema di difesa aerea NATO del Sud-Europa. La sua funzione, come quella delle altre basi, era quella di contrastare eventuali attacchi aerei da parte dei paesi del Patto di Varsavia. Il sistema d'arma era basato sul missile Nike - Hercules, un vettore superficie - aria armato con testate convenzionali e con testate nucleari. La Base NATO di Passo Coe - Monte Toraro è stata dunque uno dei presidi difensivi propri di quel periodo storico che ha preso il nome di Guerra Fredda, il conflitto ideologico, economico e politico tra l'Est e l'Ovest del mondo avviatosi subito dopo la Seconda Guerra Mondiale e fortunatamente mai sfociato in guerra combattuta. Una tensione internazionale che ha segnato il secondo dopoguerra fino al crollo del muro di Berlino, nel 1989. 
Riprendendo il nominativo usato nelle comunicazioni militari dell'epoca (da notare che il nome in codice "Base Tuono" è stato svelato solo l'anno scorso, pochi mesi prima dell'inaugurazione della base-museo), nell'estate 2010 la sezione Alpha è stata interessata da un primo allestimento: grazie alla collaborazione e co-partecipazione dell'Aeronautica Militare, nella sezione costituita da hangar, piazzale, bunker, terrapieni e centrale termica, sono stati ricollocati tre missili Nike - Hercules in posizione di lancio sulle loro rampe. 
Dentro il perimetro sono stati inoltre collocati un carro comando BC Van, un carrro di controllo LCT, un'antenna radar MTR, un radar LoPar e un quarto missile Nike - Hercules didattico, posizionato nell'hangar, funzionale alle visite guidate. 
 
La conversione ad usi civili 
La Base di Passo Coe, edificata su una superficie di oltre 16 ettari occupando i pascoli dell'ex malga Zonta, è stata attiva dal 1966 al 1977. 
Riconsegnata alla disponibilità pubblica negli anni Ottanta, dopo ventitre anni di abbandono sta ora per essere demolita al fine di realizzare un grande bacino artificiale capace di 100 mila metri cubi d'acqua, finalizzato all'innevamento programmato del carosello sciistico di Folgaria. I lavori di abbattimento degli edifici inizieranno a primavera 2011. Si prevede che l'intervento sarà ultimato nel 2012. 
 
Testimone della storia 
Nell'ambito del progetto Parco della Memoria, il Comune di Folgaria ha ritenuto importante preservare a testimonianza futura e a fini didattici, storici e culturali una delle tre sezioni di lancio attive nella Base, la sezione Alpha, situata a sud, alle pendici del monte Maggio. Le altre due sezioni, Bravo e Charlie, saranno invece necessariamente demolite.
Dispiegamento in Italia  
 
Nel 1959 si costituisce a Padova la 1^ Aerobrigata Intercettori Teleguidati (IT), designata per l'impiego in Italia del sistema missilistico Nike. Articolata inizialmente su tre Gruppi IT, nel periodo di massima espansione (1968-1977) la 1^ Aerobrigata arriva ad un organico di tre Stormi IT, ciascun comprendente quattro Gruppi, per un totale di dodici Gruppi schierati a difesa del settore Nord/Nord-Est del Paese, dove verosimilmente sarebbe stato sferrato un ipotetico attacco da parte delle forze del Patto di Varsavia. 
 
Lo schieramento era così articolato: 
 
16° Stormo con sede sull'Aeroporto di Treviso con alle sue dipendenze: 
* 56º Gr. IT - base logistica, area lancio e area controllo a Ca' Tron (TV) 
* 57º Gr. IT - base logistica, area lancio e area controllo a Ceggia (VE) 
* 58º Gr. IT - base logistica, area lancio e area controllo a Cordovado (PN) 
* 59º Gr. IT - base logistica a Vittorio Veneto (TV), area lancio a Pian Cansiglio (BL), area controllo a  
Monte Pizzoc (BL) 
 
7° Stormo con sede sull'Aeroporto di Vicenza con alle sue dipendenze: 
* 64º Gr. IT - base logistica a Bassano del Grappa (VI), area lancio a Forcelletto (BL), area controllo a Cima Grappa (TV/BL) 
* 65º Gr. IT - base logistica, area lancio e area controllo a Montichiari (BS) 
* 66º Gr. IT - base logistica a Tonezza (VI), area lancio a Malga Coe (VI/TN), area controllo a Monte Toraro (VI) 
* 67º Gr. IT - base logistica a Roncà (VR), area lancio e area controllo a Monte Calvarina (VI/VR) 
 
17° Stormo con sede sull'Aeroporto di Padova con alle sue dipendenze: 
* 72º Gr. IT - base logistica, area lancio e area controllo a Bovolone (VR) 
* 79º Gr. IT - base logistica, area lancio e area controllo a Zelo (RO) 
* 80º Gr. IT - base logistica, area lancio e area controllo a Bagnoli di Sopra (PD) 
* 81º Gr. IT - base logistica, area lancio e area controllo a Chioggia (VE) 
 
L'Italia dall'inizio degli anni '60 ha avuto gli Hercules in linea con tre Stormi IT (Intercettori teleguidati), che negli anni '90 erano ridotti a due: il 16º di Treviso, il 17º di Padova appartenenti alla 1^ Brigata Aerea. Essi avevano il compito della difesa del Nord-Est e nel tempo ricevettero un totale di 96 rampe di lancio e, si stima, 500-700 missili. Nel 1998 Il 16° Stormo di Treviso venne sciolto; nel 2005 l'ultimo missile NIKE Hercules italiano venne lanciato dal Poligono Sperimentale Interforze del Salto di Quirra in Sardegna. La 1^ Brigata Aerea è stata convertita ad altri compiti. In tutto essi impegnavano migliaia di uomini per difendere un'aerea di circa 640x280 km. 
Questi missili avrebbero dovuto essere rimpiazzati già nei primi anni '90 da 20 batterie di Patriot, con 1.280 ordigni, ma i costi elevati, 5.500 miliardi delle vecchie Lire, hanno fatto annullare il programma.
Missile MIM-14 Nike Hercules... 
 
Il MIM-14 Nike Hercules è un missile di fabbricazione statunitense per la difesa antiaerea. Prodotto a partire dagli anni cinquanta fu in dotazione a molte forze armate che aderivano alla NATO e fu successivamente sostituito dal Patriot. 
Il missile MIM-14 Nike Hercules, fece il suo ingresso nel 1958. Pesava circa cinque tonnellate, con quattro motori ausiliari molto simile al precedente sistema missilistico Ajax. 
Venne utilizzato anche tra le schiere dell'Aeronautica Militare, che equipaggiò tre Stormi, complessivamente 96 lanciatori, con il suddetto sistema terra-aria. 
In procinto di essere sostituito dal più piccolo e moderno Patriot, il Nike venne progressivamente messo in disuso, tranne che in Italia, in cui il cambio generazionale non è mai avvenuto. Al giorno d'oggi i MIM-14, sono stati tutti radiati con cerimonia ufficiale, e l'ultimo lancio risale al 2005. 
 
Un pò di Storia... 
 
Originariamente il missile venne chiamato SAM-A-25 Nike Hercules, ma poi nelle varie vicissitudini che ebbero le designazioni americane di quel decennio, venne ribattezzato M6, e infine MIM-14. Nel 1958 esso entrò in servizio, rimpiazzando l'Ajax per le basi a difesa di New York, Chicago e Washington D.C.. 
Il nuovo sistema missilistico era quindi stato progettato per essere un'arma formidabile. Esso aveva prestazioni per l'epoca eccezionali, soprattutto in termini di gittata e di quota, tanto che i bombardieri pilotati stratosferici, anche se supersonici, vennero messi in dubbio, e dopo l'avvento di questo sistema non avrebbero più avuto la stessa importanza di prima. L'ultima batteria americana metropolitana venne disattivate nel 1974, in Alaska le batterie rimasero fino alla fine del decennio. In Europa, invece, gli Hercules vennero radiati nel 1984. Nel frattempo entravano in servizio i primi MIM-104 Patriot, ben più moderni e mobili, e con un unico radar multimodale, capace di controllare più ingaggi, anche a bassa quota, simultaneamente. 
Gli ultimi dei 25.000 missili in servizio sono ancora in servizio in Corea e Taiwan. La Germania, l'Olanda, Taiwan e il Giappone li hanno effettivamente sostituiti con i Patriot, ma i costi dei nuovi missili sono risultati proibitivi per la maggior parte degli utenti, e poi il concetto della difesa aerea su missili ha perso peso rispetto all'importanza dei caccia intercettori. 
In Corea e Taiwan le armi rimaste non svolgono più ruoli antiaerei, ma a quanto risulta dalle poche notizie disponibili essi sono stati modificati per il ruolo di missile superficie-superficie, come tra l'altro era possibile già con il MIM-14B, sebbene solo come possibilità secondaria. Può essere che la gittata sia in questo ruolo di 200—300 km. 
 
Caratteristiche tecniche... 
 
La sua struttura, molto caratteristica, era aguzza e possente al tempo stesso, con un insieme di caratteristiche che lo rendevano unico tra i pur numerosi missili antiaerei dell'epoca. Esso era bistadio: il primo aveva ben 4 motori a razzo con propellenti solidi, riuniti in un complesso chiamato M42, studiato per ridurre la lunghezza del missile a valori accettabili, e realizzato con i motori di accelerazione (booster) M5E1. Esso era dotato anche di 4 ali cruciformi per la stabilizzazione. Questo complesso pesava da solo 2.345 kg e dava quasi 80.000 kg di spinta per tre/quattro secondi portando il missile quasi alla doppia velocità del suono. Una volta finita la spinta, veniva sganciato per non appesantire inutilmente il corpo missile vero e proprio, di diametro minore, e che era dotato di una struttura  à “pallottola allungata”, con quattro alette anteriori fisse, quattro grandi alette triangolari posteriori per la stabilità del volo ma anche con elevoni per il controllo della direzione e quota, sistemati nella parte finale. Questo stadio pesava da solo 2.500 kg e anche questo stadio aveva un motore a razzo solido, un sostainer Thiokol M30 da 5000 kgs, sufficienti per un rapporto potenza peso di 2:1, e una velocità che arrivava a oltre Mach 3. Questo motore funzionava per 29 secondi, dopo di che il missile continuava a volare solo per inerzia. 
Dal momento che la velocità massima era di circa 1 km al secondo, gran parte del volo, oltre 110 km, veniva percorsa senza alcun sistema di propulsione attivo.  
 
La testata era di due tipi: 
  * una T45 a frammentazione, con un peso di circa 280 kg, costituita da una carica esplosiva che scagliava tutto intorno 20.000 frammenti di acciaio da 140 grani 
   * oppure, una testata nucleare W-31 con potenza variabile di 2,20 o 40kt (vi erano tre versioni). Essa era di tipo speciale, in quanto si trattava di un'arma a fissione potenziata con idrogeno pesante in una cavità centrale del nucleo di plutonio, che aumentava il rendimento dal 20 al 40% e rendeva l'arma meno suscettibile di esplodere prematuramente in caso di irraggiamento da radiazioni nucleari di vicine esplosioni. In entrambi i casi la spoletta esplodeva con comando radio da terra. 
 
Anche la guida del missile era su comando radio. Non appare infatti che esso avesse nessun sistema di bordo per l'acquisizione semiautonoma o autonoma del bersaglio di tipo radar o IR, ma le alette anteriori erano utilizzate come antenne per ricevere i comandi radio da terra, mentre esisteva un trasponder per dare la posizione del missile alla stazione radar. Nemmeno i modelli aggiornati hanno introdotto tali sistemi e quindi sono risultati più vulnerabili alle contromisure di disturbo elettronico di quanto accadeva ad altri missili successivi. 
Il radar di terra aveva in genere una disposizione a “T”, con una serie di cupole e di antenne allineate contenenti le varie apparecchiature di guida ed un computer di elaborazione dati. Nell'insieme queste attrezzature, come illustrato dai manuali di uso, erano un campionario dell'elettrotecnica “di punta” degli anni '50. 
   * Uno degli elementi nuovi era l' HIPAR, radar di acquisizione ad alta potenza, della General Electric. Esso aveva una portata di oltre 320 km contro bersagli ad alta quota, e quantomeno con i miglioramenti in seguito ottenuti, possedeva anche la capacità di inseguimento di missili balistici, fino a velocità di oltre 4.000 km/h.  
   * Vennero migliorati anche i radar di inseguimento del bersaglio e di misurazione distanza, i TTR e TRR, capaci di 200 km di portata, e introdotto un radar LOPAR, per l'acquisizione del bersaglio a bassa quota, 230 km di portata e 1 MW di picco. 
   * Infine vi era il MTR, radar per l'inseguimento del missile (per il controllo della sua traiettoria), che convertiva i comandi del computer di tiro in segnali RF da inviare al missile, con una portata di 200 km e 140 kW di potenza di picco. 
Il sistema di ingaggio prevedeva quindi che tutti questi radar si integrassero e dopo che avessero avvistato il bersaglio, e identificato come nemico tramite l'IFF, vi guidassero contro un missile Hercules alla volta. Quando il missile veniva portato abbastanza vicino al bersaglio, il computer ordinava l'esplosione della testata, trasmessa dall'MTR. Notare bene come la tecnologia fosse all'epoca tutt'altro che compatta; il missile Hercules aveva una “intelligenza artificiale” pari allo zero assoluto, potendo solo deviare in base agli ordini ricevuti, e questo pur pesando al lancio quasi cinque tonnellate.  
I requisiti del sistema Hercules erano anche stabiliti dalle situazioni ambientali difficili in cui doveva essere in grado di funzionare, con la richiesta di mantenere l'operatività 24 ore al giorno, sette giorni su sette, e con umidità atmosferica del 100%, venti di 60 km/h, temperature da -20 a +50 ecc. 
Il ruolo dell'Hercules era triplice, essendo antiaereo, antimissile e anti-superficie. In quest'ultimo compito, il sistema radar MTR guidava il missile in un percorso pre-programmato, ordinandogli ad un certo punto di picchiare. La testata era in genere nucleare, e il raggio superficie-superficie era di circa 185 km. 
Da notare, tornando all'arma di per sé, e ricordando i test contro i missili, specialmente quello contro un altro Hercules, che il MIN-14 era talmente potente, ad alta quota, che poteva ingaggiare i bombardieri anche se ampiamente supersonici. L'ingaggio contro il missile Hercules avvenne infatti ad una quota maggiore e a una velocità comparabile con quella del ricognitore Lockheed SR 71A Blackbird, che diversi anni prima di entrare in servizio era già teoricamente ingaggiabile dai missili di questo tipo, a patto che fosse attaccato frontalmente (altrimenti la differenza di velocità sarebbe stata assai ridotta). Nominalmente, anche il bombardiere Convair B 58A Hustler del 1960 era ampiamente vulnerabile, pur toccando oltre Mach 2 a 18.000 metri. 
Ad un certo punto, la versione nucleare del missile venne fatta uscire di produzione, non reputando saggio far esplodere armi atomiche sul proprio territorio sia pure per difendersi da un attacco similare, questo accadde nel 1964. 
Nel 1972 infine entrò in servizio l'MIM-14 C, con migliori sistemi elettronici e manovrabilità, verosimilmente anche più efficace a bassa quota. 
Le basi di lancio fisse per i Nike comprendevano degli elevatori da depositi sotterranei, quasi fossero stati degli impianti missilistici navali. I magazzini erano realizzati in maniera pesante per resistere anche ad attacchi aerei, sebbene non fossero progettati per reggere attacchi nucleari ravvicinati. 
L'Hercules si dimostrò assai di successo rispetto ad armi più ambiziose come il Bomarc, con prestazioni inferiori ma sufficienti per qualunque compito pratico e un'economia tale (pur essendo ancora un sistema molto costoso in termini assoluti) da rendere possibile un largo dispiegamento di batterie, coprendo meglio i settori a bassa quota con numerosi punti di lancio. 
Comparato ai sistemi sovietici l'Hercules si trovava, come pesi, in una condizione unica: pesava il doppio dell'SA-2 Guideline e la metà dell'SA-5 Gammon, l'arma che in prestazioni e filosofia d'uso gli somigliava e lo superava (200—300 km di gittata), tanto che questa si potrebbe considerare in realtà l'alternativa al Bomarc (entrambi hanno un radar di scoperta a bordo, come un caccia intercettore). 
 
Riassunto caratteristiche missile Nike Hercules 
       
Tipo                                        SAM a lungo raggio        
Peso totale                            4500—4850 kg.        
Motori                                     4+1  1+1 
Testata                                   280 HE/nucleare        
Velocità                                  3.35-3.65 mach.        
Gittata                                    140 km.        
Tangenza                               30 km.        
Quota minima                        300—500 m.        
Guida                                     radiocomandata        
Spoletta                                 radiocomandata        
Capacità ingaggio bersagli a bassa quota quasi nulla        
Ingaggio bersagli di superficie solo con testata nucleare        
Guida ottica alternativa         no        
Mobilità                                  generalmente nulla
Foto e testo di Omar Rigamonti 
Prodotto da Giorgio Ciarini 
Settembre 2011 
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