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Ejército del Aire Spanish Air Fo
Alla metà degli anni ottanta gli aeroporti militari spagnoli erano ancora molto ambiti dagli spotters, effetto delle restrizioni volute dalla dittatura Franchista. Dopo la morte del caudillo Francisco Franco (1975) che con il suo regime aveva isolato la Spagna dal resto dell''Europa, le foto di aerei militari spagnoli erano una rarità. Una sospettosa politica di riservatezza, che risaliva ai tempi della guerra civile, sconsigliava di effettuare riprese fotografiche nelle strutture militari in generale, in quanto potevano procurare denunce con conseguenti grane legali, soprattutto per gli stranieri. 
A partire dal 1978, con la nuova costituzione democratica entrata in vigore nel paese iberico, e l’entrata della Spagna nella NATO del 1982 ci furono i primi approcci di cambiamento anche in questo campo. 
Solo da allora i Mirage IIIEE dell’Ala de Caza 11 o i Northrop SF 5A dell'Ala 21 cominciarono ad andare all'estero per fare gli “Squadron Exchanges” previsti dall'Alleanza Atlantica diventando presto preda facile dei fotografi europei che battevano sistematicamente quegli eventi così attesi 
Rimaneva però la seconda linea, fatta di reparti che raramente lasciavano gli aeroporti iberici perché i loro compiti, l’addestramento, il collegamento o la cartografia normalmente non  prevedevano di operare all'estero. 
Alcuni di questi velivoli poi, vicini alla loro radiazione per limiti di età erano veri pezzi unici visibili solo nella penisola come il rarissimo CASA 207 Azor;  questo velivolo dell'Ejército de l'Aire rischiava di rimanere poco documentato. 
Fra gli altri motivi che ci spingevano ad ovest, c'era poi il cambiamento che proprio in quegli anni le fusoliere dei velivoli spagnoli denunciavano; i due  numeri dell’Ala (Stormo) di appartenenza non erano più seguiti dal terzo numero che indicava l’Escuadron (Gruppo); questi non poteva sfuggire all'attenta osservazione degli spotters sempre attenti alle novità dei codici e della livrea  che caratterizzano un velivolo. 
Fu così che prendemmo la strada per la  penisola dopo aver ottenuto, con l'aiuto dell'Addetto Militare italiano a Madrid, il Colonello Fantesini, l'autorizzazione che riguardava le basi aeree di Cuatro Vientos, Getafe, e Talavera la Real, storici aeroporti militari della Spagna centrale dove pensavamo si respirasse ancora l'aria dei tempi passati, impregnata di tradizione, nazionalismo e rigida disciplina. Ed infatti fu questa l'atmosfera che trovammo nelle tre basi aeree. 
Ricordo ancora con piacere la bella abitudine del “pincho” un piccolo pranzo consumato in piedi nella palazzina Comando alle 11 della mattina, un anticipo del  pranzo vero e proprio in tarda mattinata, che consumavamo seduti con il Comandante, serviti da camerieri in guanti bianchi. 
Cuatro Vientos, a soli 8 Km dal centro di Madrid è il più vecchio aeroporto spagnolo; fu aperto nel 1911 nella tenuta di caccia del Re Alfonso XIII ed ospitava ancora veri gioielli come la palazzina del circolo ufficiali o la torre di controllo originale del 1914. 
Dopo la visita al Museo che allora era in piena riorganizzazione,ci rivolgemmo ai reparti volo. 
L'Escuadron 403, il reparto volo dell'istituto cartografico militare usava alcuni CASA 212 e Dornier  Do 27. 
L'Escuadron 803 era un reparto SAR (Search and Rescue) dove il SA319B Alouette III era ancora in linea. 
L'Escuadron 902 era il reparto per trasporto VIP e sul piazzale trovammo un SA332 con la livrea bianca. 
Cuatro Vientos era diventata anche l'ultimo domicilio dei restanti DHC 4 dell'Ala 37 (Escuadron 371) che erano ormai alla fine della  vita operativa ed attendevano la loro sorte in un'area di “storage” a loro riservata; furono importanti gli scatti a questi velivoli, così insoliti per il teatro europeo.
Getafe è un aeroporto dell'hinterland di Madrid, dove era basata l'Ala 35 con gli Escuadron 351 e 352. 
Oltre agli onnipresenti CASA 212 questo reparto da trasporto aveva ancora in linea con l’Escuadron 352 un CASA 207 “Azor” che il libretto condannava alle sole 200 ore di volo restanti. Uno degli obiettivi prioritari  del nostro viaggio era proprio questo vecchio bimotore a pistoni. 
L'Ala 42 era dipendente dal MAPER, il comando del personale che presiedeva a tutte le Scuole di Volo. Per scopi addestrativi impiegava una flotta davvero eterogenea; il Beech F33A “Bonanza”, il Piper PA-23 “Atzec”, il Beech 95-B55 “Baron” ed il Piper PA-31 “Navajo”.
Chiudemmo con la visita all'Ala 73 a Talavera, quasi ai confini con il Portogallo. Il reparto stava passando  dall'Ala 73, dipendente dal MAPER (Comando del Personale) all'Ala 23 del MATAC (Comando di Combattimento), in parole povere da Scuola di Volo a reparto di prima linea. Questa “Escuela de Reactores” preparava i piloti a raggiungere la qualifica di “Combat Ready” istruendoli al combattimento aereo, al termine della scuola di volo avanzato con il CASA 101. 
Utilizzava i velivoli Northrop SF 5B (AE9) in linea dal 1973. Il reparto era interessante sia per i codici degli SF 5B (era presente la vecchia codifica 731 e 732 insieme alla nuova 73 che accomunava i due Gruppi) sia per la  livrea dei due Dornier Do 27A della Collegamenti diversa nei due esemplari presenti. 
Negli anni seguenti l'Ejército de l'Aire si integrò completamente nella NATO e la presenza degli aerei spagnoli divenne regolare in tutti gli eventi aeronautici europei.
Foto e testo di Elio Viroli, Stenio Bacciocchi ed Antonio Zanghi 
Prodotto da Giorgio Ciarini 
Aprile 1987 
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English translation 
Work in progress