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Aviazione Navale Marina Militare
Durante la mia permanenza a MariSTaeli Catania mi è stato concesso di partecipare ad alcune missioni addestrative a bordo degli elicotteri del 2° e 3° Gruppo Elicotteri. Lo scopo era di “toccare con mano” per raccontare, aiutato dalle immagini, come volano e come si addestrano gli equipaggi dell'Aviazione Navale della Marina. 
Premetto tutto si è reso possibile grazie alla preventiva autorizzazione rilasciata dallo Stato Maggiore della Marina Militare, e non posso certamente nascondere l’immenso piacere nel cogliere questa opportunità. 
Voglio inoltre far presente che durante la mia permanenza a Catania Fontanarossa ho avuto modo di svolgere un lavoro altrettanto importante, tramite un attività mediatica ad hoc, infatti, ho raccolto materiale fotografico e informativo, che una volta elaborato, mi ha garantito la possibilità di pubblicare un articolo dedicato; per cui invito, per chi non avesse ancora avuto modo, di prenderne visione tramite il seguente link: MariStaeli Catania. La lettura dell’articolo vi permetterà di comprendere al meglio la realtà della Stazione Elicotteri in questione.  
A questo punto entriamo nel vivo dell’attività prettamente di volo. Dopo pochissimo tempo dal mio arrivo alla MariStaeli è stato necessario incontrarsi con i Comandi dei Gruppi di Volo per parlare della mia presenza a bordo dei velivoli, presenza che deve obbligatoriamente avvenire durante la normale attività addestrativa quotidiana. 
L’incontro preliminare avviene presso l’ufficio del Comandante Loi, siamo quindi al 3° Gruppo Elicotteri, dove sono presenti anche il Capo Servizio Operazioni/Addestramento di Gruppo, Tenente di Vascello Tamburrino, e il Comandante in II^ del Gruppo, Capitano di Corvetta Leoni. Dopo le presentazioni di rito e una breve chiacchierata iniziamo con un briefing introduttivo sulle attività giornaliere in programma e il loro sviluppo; da parte loro c’è la necessità di capire quali siano le mie esigenze, ma sotto questo aspetto li rassicuro rimettendomi nelle loro mani e dicendo che sarà mia cura cercare di carpire il meglio senza influire minimamente sull’attività di volo già prevista. Prima di discutere sulle modalità del programma preventivato, mi viene illustrato che le missioni saranno svolte nel primo pomeriggio, e con mia grandissima sorpresa e soddisfazione, una missione in particolare verrà svolta con una coppia di EH 101ASW che voleranno in formazione, quindi con la possibilità di scattare delle fantastiche immagini. La missione successiva prevede invece di assistere al recupero (simulato) di un naufrago. Sempre durante l’incontro è chiaro fin da subito che per svolgere un proficuo lavoro è necessaria la presenza di un altro elicottero che svolga la funzione di “chase”, ovvero un altro elicottero che servirà per trasportare il sottoscritto e che “scortando” la formazione di EH 101ASW mi permetta di eseguire le riprese. La scelta del “chase” ricade sul 2° Gruppo che potrebbe metter a disposizione uno dei suoi AB 212ASW/ASuW. Per il coinvolgimento dei “cugini”, tra l’altro più che legittimo, viene incaricato il Comandante in II^ Leoni. 
A questo punto l’incontro termina con l’appuntamento a poco prima delle ore 14.00 “local time” nella sala briefing dove si terrà appunto il briefing definitivo prima di iniziare l’attività vera e propria. 
Sempre accompagnato dalla pazientissima Sotto Tenente di Vascello Daniela Giordano ci ritroviamo in sala briefing in perfetto orario, dove faccio conoscenza dei vari membri degli equipaggi di volo, che sono: il STV Miuccio e il TV Vivarelli del 4° Gruppo Elicotteri di Grottaglie (Taranto), entrambi in addestramento presso il 3° Gruppo per la transizione operativa da SH 3D su EH 101,il TV Spartà e il STV Ingrà. Ovviamente i partecipanti sono quelli della prima missione che andremo a svolgere, il relatore è il Capitano di Fregata Loi, che tra l’altro sarà anche il “Capo Formazione” della missione stessa. 
Il Comandante Loi, in una prima fase, illustra con una descrizione a 360° gradi quelli che sono il ruolo e i compiti del reparto da lui comandato, passando dai cenni storici ai compiti istituzionali, per finire alle attività del recente passato e del presente. Terminata questa fase introduttiva si analizza innanzitutto quale è il “target” della missione, a bordo dei due EH 101ASW ci saranno due piloti che stanno svolgendo la transizione operativa, assistiti ovviamente da due piloti istruttori; essi provengono dalla linea SH 3D (ormai in dismissione) e una volta terminata questa fase, conseguiranno la Limited Combat Ready sul “101”. A tal proposito ricordo che i Gruppi basati presso MariStaeli Catania sono i deputati principali per questo ruolo addestrativo. Rimanendo in termini di “target” la missione prevede di eseguire uno step formativo, che insegna ai piloti in addestramento il volo in formazione tattica e di parata. Nella descrizione della tipologia del volo che si andrà ad effettuare il CF Loi comunica le disposizioni di dettaglio sul volo, in particolare le distanze da mantenere: quella minima di parata consiste in una “pala”, quindi tra un elicottero e l’altro il pilota dell’elicottero gregario deve interporre la distanza di circa nove metri, appunto la lunghezza di una pala. Durante il volo ovviamente entrambi i piloti in addestramento dovranno svolgere sia il ruolo di “leader” sia quello di “wing” scambiandosi più volte la posizione. Nel briefing sono inoltre illustrate le aree di manovra interessate, comprese tra un’area che si sviluppa a sud della MariSTaeli quindi sul mare, la zona di Agnone fino a Sigonella, sede dell’importante base aerea Italoamericana. Un’altra fase del briefing è servita ad illustrare nel dettaglio le condizioni METAR delle aree di missione, l’ordine di successione “leader” e “wing”, i vari time out per le procedure di messa in moto e rilascio freni, le frequenze radio in uso e di riserva, gli eventuali ordini del “leader” all’elicottero “chase”. La parte finale, e anche la più importante, è dedicata alle procedure di sicurezza, quindi cosa fare in caso di avarie al velivolo e in particolare ai sistemi di comunicazione, il briefing termina con la sincronizzazione dell’orario in fuso Bravo alle 15 e 26. 
A questo punto mi accompagnano presso il 2° Gruppo Elicotteri per la vestizione e per un mini briefing sulle procedure di sicurezza del “212”. In hangar sono accolto dal “mio” operatore di bordo, il Capo di 1^ Classe Benenato, il quale mi aiuta ad indossare il giubbetto salvagente e l’imbragatura di sicurezza, necessaria per poter operare sul velivolo con il portellone aperto. Una volta terminata l’operazione mi accompagna immediatamente sul piazzale, dove ad attenderci c’è l’AB 212ASW/ASuW marche 7-31, “call sign” Prora 31 (Prora è il nominativo radio usato dai 212 del GE2) del 2° Gruppo Elicotteri. Dopo pochi secondi ci raggiunge l’equipaggio composto dal TV Spitaleri e dal STV Lorenzi, non c’è un minuto da perdere perché gli accordi sono che il nostro elicottero si posizionerà in hovering vicino alla pista di decollo in attesa degli altri velivoli. A questo riguardo devo dire che la procedura di messa in moto e il successivo decollo del 212 sono state veramente rapide, mentre abbiamo invece atteso qualche minuto prima di vedere gli EH 101 muoversi, d’altronde il Merlin di motori da accendere ne ha ben tre………
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La posizione mi permette di effettuare, come potete vedere, delle splendide riprese fotografiche, una volta che tutti gli elicotteri si sono levati in volo ci dirigiamo immediatamente verso sud e quindi, in pochi secondi siamo sul mare. Purtroppo in questa fase ho i “target” completamente controluce, ma ciò nonostante con un po’ di fortuna, riesco a fare un paio di immagini che credo si commentino da sole. Come si può vedere dalle immagini ho avuto molte opportunità di fare diversi scatti, anche con cambi di altitudine e distanza. Invece durante alcuni distacchi, e quindi volando da solisti, devo ammettere, e spero che gli amici del 3° Gruppo non me ne vogliano, che ci sono stati dei momenti di volo che rimarranno indelebili nella mia memoria. Infatti rimanendo costantemente accovacciato sul pavimento della parte posteriore della cabina con il portellone aperto, ho potuto gustarmi qualche minuto di volo tattico sia sul mare, sulla terraferma e in prossimità della costa, talmente coinvolgente di dimenticarmi quasi di scattare fotografie. Ancora non me ne vogliano gli equipaggi dei “101”, ma l’AB 212 essendo molto più piccolo, più leggero e senza divisorio con la cabina di pilotaggio, trasmette al “passeggero” una sensazione del volo molto più intensa! Ricordo con piacere scrivendo il testo gli sguardi dell’operatore di bordo per capire a quale punto fosse la mia resistenza prima di stare male, devo dire che ho superato l’esame a pieni voti. 
Dopo circa 50 minuti di missione, senza accorgermi che fossero passati facciamo ritorno verso la Stazione Elicotteri. Bastano pochi minuti per trovarci in prossimità della zona di atterraggio, anche in questo caso la luce non è perfettamente a favore, ma riesco ugualmente a immortalare le fasi di atterraggio. A questo punto c’è una variazione di programma di cui non ero a conoscenza, probabilmente concordata al “volo” tra gli equipaggi. Atterriamo per ultimi con il 212, e ancora prima che il velivolo spenga i motori, l’operatore di volo mi accompagna a bordo dell’EH 101ASW, marche 2-02. Una volta a bordo, l’operatore di volo del Merlin che mi ha accolto, mi illustra le norme di sicurezza dell’elicottero. Il rullaggio è breve e mentre decolliamo scorgo che ci seguono l’altro EH 101 e l’AB 212, appena il tempo di sistemarmi sul bordo del portellone di carico e la nuova formazione si riunisce. Questa volta il ruolo di “chase” tocca a noi con il “101”, la nuova situazione mi è molto gradita in quanto mi permette di cogliere immagini di una formazione mista e quindi rendere merito anche al 2° Gruppo Elicotteri. L’appendice di missione non si protrae per molto….. circa 30 minuti, più che sufficienti per le mie necessità. Una volta nuovamente atterrati, pensavo ci fosse un break, invece…. di nuovo sorpresa: il Maresciallo Milani (l’operatore di volo dell’EH 101 sul quale stavo volando) mi accompagna dal velivolo 2-02 al velivolo 2-23. Ad attendermi questa volta a bordo ci sono due operatori di volo, il 1° Maresciallo Iacobone e il pari grado Romani, più tardi capirò perché due a bordo invece di uno solo. Anche in questa occasione il decollo è velocissimo e mentre ci dirigiamo verso sud, ci portiamo sul mare a circa cinque miglia dalla costa dove ad attenderci c’è già un AB 212 del 2° Gruppo Elicotteri che sta operando in hovering, per effettuare il recupero di un naufrago tramite l’utilizzo del verricello. L’elicottero viene assistito da due gommoni che si mantengono nelle vicinanze del punto dove avviene il recupero. Il tempo a disposizione è molto ridotto,  l’operazione è velocissima e noi ci manteniamo a distanza di sicurezza perché il flusso rotore del possente EH 101 disturberebbe non poco le operazioni. Ho giusto un paio di minuti per fare alcune foto del recupero sperando di aver colto l’attimo giusto, è tutto abbastanza frenetico tanto che non riesco nemmeno ad avere il tempo di guardare le immagini sul display della mia Nikon. A questo punto noto che il 212 si disimpegna e con mia sorpresa, prendiamo il suo posto posizionandoci anche noi in hovering a circa una ventina di metri sopra il livello del mare; ora capisco il perché della doppia presenza a bordo degli operatori……. praticamente stiamo eseguendo la stessa manovra addestrativa di recupero di un naufrago, ma questa volta con il 101, un operatore di volo esegue la manovra di recupero supportato dall’altro operatore che ha la funzione di istruttore. Una volta in posizione viene calato il verricello con agganciata l’imbragatura necessaria al recupero del naufrago. Nel momento in cui inizia il recupero mi viene comunicata via interfono la manovra, purtroppo i miei tentativi di sporgermi per riprendere l’esecuzione della salita sono vani in quanto le cinque pale del rotore sollevano un’incredibile quantità di acqua nebulizzata e fotografare diventa alquanto difficile. Il Capo Equipaggio decide di ripetere la manovra per darmi un’altra possibilità per scattare altre foto. 
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Il Gancio 23 (Gancio è il call sign dei 101 del GE3)  si allontana e ripete la procedura di avvicinamento alla zona del recupero, gli operatori di bordo comunicano ai piloti la posizione rispetto al naufrago e i vari spostamenti necessari per raggiungere la posizione ottimale. Viene ancora ammainato il cavo con l’imbragatura agganciata e, una volta che la persona si è assicurata, viene issata a bordo. Avvisato della manovra riesco a scattare un’unica immagine, dove si vede l’operatore in tuta arancio appeso al gancio del verricello. La salita non è lineare, il cavo ondeggia e sino a quando il “naufrago” non è vicino al velivolo l’ondulazione non si stabilizza. Inoltre durante queste manovre addestrative il finto naufrago non viene portato a bordo ma, una volta che la manovra è ritenuta eseguita perfettamente, egli viene nuovamente ammainato in mare e recuperato dai gommoni. 
Ora la missione è completata e possiamo fare ritorno verso la MariStaeli, la rotta che seguiamo “taglia” di netto la città di Catania verso ovest, per portarci sottovento alla pista 08 e iniziare la procedura di atterraggio. Durante il tragitto sfortunatamente c’è molta foschia così non riesco a vedere l’Etna in tutta la sua bellezza. Ci soffermiamo nella zona a nord della testata 08 dell’aeroporto, in attesa di ricevere l’autorizzazione ad attraversare il finale, ma ci sono degli “inbound” (velivoli commerciali in entrata nello spazio aereo dell’aeroporto) in corso e dobbiamo attendere, a questo punto ne approfitto per chiedere se è possibile sostare in cabina di pilotaggio per fare qualche foto. Come ho detto prima la carlinga del 212 è un tutt’uno, quindi anche restando nel vano posteriore, si è a mezzo metro dai piloti con ampia visione su tutto. Per il 101 invece, la cabina di pilotaggio rimane molto più “appartata” e per poter vedere al meglio l’interno bisogna prendere posto quasi dentro, dove c’è il posto per un terzo seggiolino….. è vero che dal 212 si ha si una bella panoramica, ma da qui si ha veramente l’idea di tutta la possenza della macchina, è uno spettacolo ammirare 15 tonnellate di elicottero in hovering
Aggiungo che solo eccezionalmente sono autorizzato ad assistere a tutta la manovra di atterraggio con relativo rullaggio al parcheggio……, quale modo migliore per finire la giornata! Per concludere devo dire che le tre ore a bordo degli “Hammer” (EH 101 del Terzo Gruppo) e dei Prora (AB 212 Secondo Gruppo) sono state a dir poco esaltanti, ma sono letteralmente “volate” in un batter d’occhi!
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L'autore desidera ringraziare il C.V. Galli, C.F. Loi, C.F. Florentino, C.F. Catania, C.C. Leoni, T.V. Tamburrino, T.V. Pasquinelli, T.V. Casarini, T.V. Spitaleri, T.V. Vivarelli, S.T.V. Giordano, S.T.V. Lorenzi, S.T.V. Miuccio, S.T.V. Ingrà, S.T.V. Spartà, M.llo Capuozzo, M.llo D'Attis, M.llo Benivegna, M.llo Vassallo, M.llo Benenato, M.llo Milani, M.llo Iacobone, M.llo Romani e il M.llo Vinci  
Un speciale ringraziamento all'Ufficio Stampa dello Stato Maggiore Marina Militare a Roma 
Foto e testo di Giorgio Ciarini 
Giugno 2010 
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