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La Repubblica sudafricana è situata tra il 22° e il 35° parallelo, occupa un’area di 1.224.000 kmq, circa cinque volte la Gran Bretagna, fa parte di una stupenda regione dell’Africa che sta cominciando soltanto da pochi anni a questa parte a rendersi conto delle sue potenzialità. I parchi nazionali tra i più grandi del mondo, le spiagge tra le migliori e meno affollate, campagne e montagne che offrono unici e spettacolari paesaggi, un clima vantaggioso, grazie alle stagioni esattamente opposte a quelle dell’emisfero boreale, la rendono sempre più una delle mete turistiche maggiormente richieste. Rispetto agli standard africani, le infrastrutture della regione sono ottime: i trasporti e le comunicazioni funzionano egregiamente, efficientissimi sono i servizi aerei, tanto internazionali quanto interni. Il Sud Africa ha tre capitali: Cape Town “legislativa”, Pretoria “amministrativa” e Bloemfontein “giudiziaria” mentre Johannesburg è il centro industriale e finanziario del paese nonché fulcro del trasporto aereo dell’Africa meridionale; chiamata anche dagli stessi abitanti, Jo’burg la città dell’oro, sorge su di un altopiano a 1735 mt d’altezza e sebbene abbia solo un centinaio d’anni, è di gran lunga la città più grande del Sud Africa e dell’intera Africa a sud di Lagos. Città di forti contrasti dove i grattacieli e i grandi centri commerciali sorgono a fianco delle township, per chi ha potuto come noi vederla con i propri occhi l’impressione che ne deriva è quella di caotica, sproporzionata e vitale, dove sono ancora molto evidenti i segni del recente passato lasciati dall’apartheid. 
Dal 1992, a seguito della liberalizzazione delle rotte aeree, numerose compagnie si contendono, insieme al vettore di bandiera South African Airways (SAA), il trasporto aereo nella Repubblica sudafricana. Attualmente sono circa 50 le compagnie aeree che collegano il Sudafrica al resto del mondo, con un notevole incremento dei voli rispetto a quelli, numericamente molto limitati, dell’epoca dell’apartheid. 
Per far fronte alla progressiva crescita del trasporto aereo e migliorare la qualità dei servizi offerti, il gestore dei maggiori aeroporti sudafricani, ACSA (Airports Company South Africa) ha predisposto ingenti investimenti, avvalendosi inoltre, attraverso un’operazione di joint venture, della collaborazione e dell’esperienza nel settore aeroportuale della “nostra” ADR (Aeroporti di Roma). Infatti, dal maggio del 1999 ADR ha acquisito una quota rilevante di azioni ed è diventata a pieno titolo partner della società di gestione ACSA, inizialmente con una quota del 20% che potrà essere aumentata di un ulteriore 10% al momento della quotazione in borsa. Operazione di mercato che abbiamo potuto conoscere meglio nel dettaglio direttamente dalla società romana che ci ha illustrato le motivazioni di questa scelta molto oculata, giustificata dalle notevoli opportunità che si stanno creando in un mercato giovane e in rapida espansione.  
Per rappresentare un così vasto sistema aeroportuale abbiamo scelto, come d’altronde si può intendere dal titolo dell’articolo, di analizzarlo prendendo spunto dalla situazione che si è creata nella zona adiacente Johannesburg, punto cruciale del trasporto aereo della nazione. Quest’area infatti è articolata in ben cinque aeroporti: il JNB International, Pretoria Wonder Boom, Lanseria, Grand Central, Rand, tutti dislocati nel raggio di poche decine di chilometri tra Jo’Burg e Pretoria, ognuno dei quali svolge un servizio specifico ricoprendo le molteplici esigenze del luogo. Sono però in rapido aumento anche i voli per le città di Durban, Port Elizabeth e Cape Town.  
Ian Smuts è il nome del Johannesburg International Airport, situato nelle vicinanze di Kempton Park un bel sobborgo di Johannesburg, dista 10 km ad est dal centro cittadino e a 50 km dalla capitale amministrativa Pretoria, collegato ad entrambe le città e dintorni da una rete autostradale molto capillare, è il destinatario del più importante piano di sviluppo delineato dalla società di gestione ACSA; vediamo ora nel dettaglio la situazione attuale e gli interventi predisposti per il futuro dell’aeroporto. Il grande Terminal che nel 1999 ha permesso il transito di circa 10,85 milioni di passeggeri è composto da vari edifici di geometrie e dimensioni differenti costruiti in periodi diversi che si combinano dando forma ad un unico complesso a sua volta inserito nell’area denominata Western Precint, è stato costruito e verrà ulteriormente modificato seguendo una precisa strategia della società di gestione che lo ritiene la soluzione migliore per agevolare il trasferimento dei passeggeri in transito. I Terminal “1” e “6” sono diventati operativi dal giugno del 1999 dopo due anni e mezzo di lavori e sono adibiti esclusivamente ai voli internazionali, la struttura è disposta su tre livelli, al piano terra gli arrivi (Terminal 1), al primo piano le partenze (Terminal 6), il terzo piano è riservato agli uffici amministrativi e alle sedi delle compagnie. Le due caratteristiche principali che contraddistinguono quest’opera sono: la prima è la costruzione di tre grandi strutture dette nodi, di forma triangolare, poste in sospensione, che fuoriescono dal lato del Terminal sovrastando i pontili di imbarco degli aeromobili, hanno una superficie di 1.000 mq ciascuna e ben 330 mq di vetrate, di aspetto molto curioso hanno una forma paragonabile a delle grandi prue di navi, quando saranno terminate faranno parte della zona partenze e saranno utilizzate per ospitare i passeggeri in attesa di imbarcarsi che potranno così usufruire di diverse zone di ristoro permettendo un’eccellente visione sulle operazioni aeroportuali. La seconda caratteristica è l’introduzione di un nuovo sistema completamente automatizzato per lo smistamento e la riconsegna dei bagagli nella zona arrivi, mentre la zona partenze con i suoi 104 Check In ha un nuovo sistema di screening dei bagagli che accelera lo svolgimento delle operazioni, ovviamente entrambe dispongono di punti di ristoro, uffici di cambio, noleggio auto (livello arrivi) e duty free shop (livello partenze). 
Il corpo centrale definito Terminal “3”-“4”-“5” che in passato supportava l’intero traffico dello scalo, attualmente è suddiviso in due zone dedicate esclusivamente ai voli nazionali, partenze (Terminal 5), arrivi (Terminal 3-4), questa situazione è venuta a crearsi solo dopo l’entrata in funzione dei nuovi Terminal 1 e 6 (voli internazionali). Attribuzione comunque temporanea in quanto la destinazione finale del Terminal voli nazionali avverrà solo nel 2003, anno in cui preventivamente saranno conclusi i lavori di costruzione della nuova aerostazione portando a compimento un’ulteriore fase di sviluppo. La fase successiva sarà quella che richiederà il maggiore contributo in termini economici e strutturali, denominato progetto “Central Extension” prevede una volta effettuato il trasloco dei voli nazionali nella loro nuova sede, la completa demolizione del vecchio corpo centrale e quindi si potrà iniziare la costruzione di una moderna e più funzionale struttura, che darà forma come accennato precedentemente ad un unico Terminal con una superficie totale di 235.000 mq contro gli 80.000 mq attuali permettendo così nel 2010/2013 di raggiungere l’obiettivo finale della società di gestione ACSA la considerevole cifra di 18 milioni di passeggeri in transito l’anno.  
Vediamo ora altri progetti ormai prossimi alla realizzazione che riguardano essenzialmente la gestione della zona “airside” tradotto in lingua italiana zona di rampa. Il primo di questi consiste nella costruzione di due bracci che si estendono sul piazzale degli aeromobili, uno chiamato Northern Pier (pontile) sarà collegato al Terminal voli internazionali, mentre l’altro il Southern Pier si estenderà dal nuovo Terminal voli nazionali; essi saranno dotati di circa dieci finger ciascuno, sei dei quali adatti per operare con aerei a fusoliera larga o wide body e due di concezione avanzata adatti addirittura ad ospitare il futuro NLA (New Large Aircraft), le previsioni sono di renderli operativi entro il 2003. Il secondo programma prevede l’ammodernamento dei parcheggi tradizionali, infatti, molti di quelli già esistenti non dotati di pontili d’imbarco saranno razionalizzati e riposizionati secondo i progetti chiamati Echo Apron, Sierra Apron, Bravo Apron e Charlie Apron, una volta terminati i lavori lo scalo verso il 2010 potrà contare su ben 103 piazzole di sosta. Naturalmente l’aeroporto non è composto solo dall’aerostazione ma visto l’importanza che ricoprono ci è sembrato doveroso descrivere la situazione in maniera dettagliata, quindi ora andiamo ad illustrare altre componenti del JNB International come le tre piste, due sono parallele e direzionate 21R-03R e 21L-03L per una lunghezza di circa 3.500 mt ciascuna, appartenenti alla Categoria II e sono dotate di ILS/VOR, peculiarità della pista 21-03 destra sono le due testate necessariamente costruite su di un terrapieno alto circa una quindicina di metri per ovviare alla conformazione ondulata del terreno, mentre la terza pista direzionata 15-33 e lunga 1.800 mt “taglia” quasi in perpendicolare le due piste principali. 
Un’altra struttura di notevole importanza è il Cargo Center posto a nord del Terminal passeggeri gestito dalla South African Revenue Services con una capacità di movimentazione merci annua stimata di circa 600.000 tonnellate delle quali una buona parte è in arrivo o in partenza per l'Europa avvalendosi dei vettori più importanti del vecchio continente come Cargolux, Lufthansa Cargo e molti altri. La zona tecnica e base operativa della compagnia di bandiera South African occupa un’ampia superficie, pari ad un terzo di quella che utilizza il Terminal principale con i suoi parcheggi, è posta a sud ed ha una serie di hangar in grado di ospitare anche più B 747 per operazioni di manutenzione o ricovero; un altro edificio di vaste dimensioni è la sede degli uffici amministrativi sempre della compagnia di bandiera. Nella zona ad est rispetto al Western Precint ci sono le sedi di importanti compagnie nazionali come la Safair e la Nationwide, mentre al centro delle piste è posizionata la torre di controllo principale. Gettando uno sguardo alla situazione dei servizi “landside” vediamo che agli attuali parcheggi con 5.000 bay (posti auto) se ne aggiungeranno altri 3.000, le strade di accesso saranno riconfigurate una volta terminati i lavori dell’intero complesso e infine un albergo a cinque stelle della catena Holiday Inn che fino a poco tempo fa era la sede degli uffici amministrativi della società ACSA ora trasferiti nel Terminal internazionale. 
Questa prima fase di ristrutturazione è costata circa 259 milioni di Rand, ed è solo una piccola parte di quanto previsto nel programma varato che terminerà nel 2013 per una spesa complessiva di 1.7 miliardi di Rand, che approssimativamente corrispondono a 680 miliardi di Lire. Infatti, l’ambizione maggiore della società è ottenere per il JIA (Johannesburg International Airport) il titolo di world-class air transportation hub for Southern Africa attraverso la costruzione di questi nuovi complessi, un’autentica opera di architettura mai vista prima in Sud Africa. 
Acsa è fiera di essere promotrice di questo progetto che sarà uno dei maggiori veicoli che assegnerà pieni poteri all’economia “nera”, infatti, tra i componenti del team il 43% dei professionisti e il 50% dei costruttori sono di colore.
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GRAND CENTRAL è il nome del secondo aeroporto che descriviamo, sorge in località Midrand a nord di Jo’burg vicinissimo alla principale autostrada del paese la N 1, è usato principalmente da voli privati, voli bussines e di terzo livello. Lo si può definire un grande aero club molto moderno e perfettamente attrezzato, composto da un piccolo Terminal nel quale troviamo vari servizi come noleggio auto, ufficio di cambio e alcune zone di ristoro; una serie di notevoli hangar sono in parte usufruiti per il ricovero degli aeromobili e in parte impiegati da alcune ditte per effettuare lavori di manutenzione su aerei ed elicotteri, inoltre l’aeroporto è sede di un’importante scuola di volo. Lo scalo dispone di tutti i servizi logistici necessari, ed è dotato di un’unica pista appartenente alla Categoria 2B non strumentale che però dispone di un sentiero luminoso di tipo PAPI (Precision Approach Path Indicator) per le operazioni notturne, direzionata 17-35 per una lunghezza di 1.800 mt e per una larghezza di 23 mt. 
RAND è il nome del secondo aeroporto cittadino di Johannesburg, posto a sud della città al momento è la struttura meno qualificata e con meno previsioni di sviluppo, per ora occupa il ruolo di aero club in competizione con il Grand Central. 
LANSERIA è situato sempre a nord di Johannesburg si trova in una zona collinare scarsamente abitata e prende il nome dalla località più vicina, aeroporto molto famoso soprattutto tra gli “spotter” è un autentico museo di aeronautica, infatti possiamo trovare una moltitudine di aeromobili che ormai fanno parte della storia come Viscount, Dc 3, Dc 4, Andover, HS 748, Electra, F 86E, Hunter ed altri modelli ancora, troviamo anche elicotteri come i Puma o Super Frelon appartenuti alla South African Air Force (SAAF) ormai non più in servizio. Molti di questi sono in manutenzione presso alcune ditte specializzate presenti sull’aeroporto, altri sono usati come parti di ricambio, oppure come nel caso degli elicotteri sono in buona parte abbandonati. 
Come si può intendere dalle righe precedenti siamo in presenza di una “mega” officina aeronautica e nominare tutte le ditte che operano sullo scalo è impresa molto ardua, quindi ci limitiamo a descrivere alcuni casi di particolare interesse come l’Executive Helicopter, centro di manutenzione creata più di 15 anni orsono opera su diversi elicotteri costruiti da Eurocopter e Bell. La Execujet è specializzata nella vendita di aeromobili in particolare Jet di lusso come i Challenger e altri ancora; passiamo poi alla zona di proprietà della già citata Nationwide che qui effettua la manutenzione ai suoi BAC 1-11 ed infine abbiamo trovato una società con il nome Balding Eagles che effettua opere di recupero e restauro su vecchi aerei come il T 6 Texan, oppure un Saab Safir recuperato in Zambia, e anche biplani creando così un piccolo museo. Sull’aeroporto è presente inoltre una piccola aerostazione e una zona cargo ancora più esigua.
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WONDERBOOM è l’aeroporto municipale di Pretoria posto a nord della capitale amministrativa è raggiungibile percorrendo l’autostrada N 1 verso Pietesburg in circa 20 minuti di auto. 
Molto interessante per l’aspetto prettamente fotografico lo è meno per la parte giornalistica in quanto non c’è molto da descrivere, ci limitiamo quindi ad una analisi più spotteristica. L’aeroporto comprende una piccola aerostazione abbastanza vetusta, mentre nella zona tecnica operano una dozzina di società che effettuano voli turistici come la Naturelink, compagnia specializzata in questo settore che possiede alcuni Cessna e un raro Skyvan. Tra le molteplici ditte che eseguono lavori di manutenzione su aeromobili un accenno particolare va sicuramente alla società Wonder Air, molto attiva in questo ramo e come abbiamo potuto apprendere è qualificata in particolare su velivoli “datati” come gli onnipresenti Dc 3 oppure i Viscount, infatti, durante l’arco di una settimana abbiamo potuto osservare i tecnici effettuare lavori di manutenzione ai propulsori di due Dc 3, uno della compagnia Air Zambezi e uno della Landela Safaris, qui vengono anche effettuate le modifiche necessarie per la sostituzione completa dei motori a pistoni con quelli di tipo Turbo-Prop sempre sul glorioso Dakota; nell’interno del sedime aeroportuale è possibile osservare una quantità notevole di fusoliere e ali accantonate di questo famoso bimotore ancora molto attivo in Sud Africa. Un altro esempio degno di citazione che abbiamo trovato sul WonderBoom curiosando tra i tanti hangar è la presenza di un privato (ndr senza ombra di dubbio di origini italiana e che purtroppo non siamo riusciti a rintracciare) che possiede dei velivoli di tipo Piaggio P 166 e Aermacchi AM 3C tutti appartenuti alla locale forza aerea, ancora con i colori originali tranne uno splendido Piaggione marche ZS-NJZ fresco di restauro, che riporta un non meglio veritiero titolo di compagnia “Torino Air” e con tanto di nomignolo “Adriana”. Inoltre è presente la base operativa della Sezione Aerea della Polizia sudafricana con i suoi Pilatus Pc 6, 
Una caratteristica che ci ha impressionato di questo piccolo aeroporto è la libertà di movimento all’interno della zona operativa e non aspettatevi che qualcuno vi faccia domande strane su cosa state facendo; questa situazione è comune agli altri scali visitati anche se con problematiche ovviamente differenti.
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Foto e testo di Giorgio Ciarini e Manuela Michelon 
Ottobre 1999 
Pubblicato su JP4 luglio 2000 
Mappa di Johannesburg by Google Map 
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