Lithuanian Air Force iper://Homepage.aeh|0
iper://Portfolio_military.aeh|0
iper://typhoon_homepage.aeh|0
iper://Vintage_reports.aeh|0
iper://Contributors.aeh|0
iper://Publishes_works.aeh|0
iper://Civil_portfolio.aeh|0
 
Lithuanian Air Force
Con un volo Low Cost da Forlì a Riga, un trasferimento in autobus da Riga a Vilnius, con un breve tratto in taxi eccomi presso la città di Siauliai e di conseguenza al main gate di Zokniai, l’ingresso della più importante Base della Karinës oro pajëgos (Lithuanian Air Force), una delle due che ero stato autorizzato a visitare in quell’inizio estate del 2009. Qui nella ex Unione Sovietica, il 53° Reggimento di Caccia-Bombardieri schierava i suoi Mig 23 e Mig 27, e la 18^ Divisione da Trasporto i grossi quadrireattori IL 76. 
Nel 1992 Siauliai è diventato il Quartier Generale della nuova Aviazione Militare della Lituania, a distanza di cinquant’anni sulla Base Aerea ritorna l’insegna con la Croce di Vytis, sacro simbolo della Lituania. 
La prima Aviazione Militare della Lituania fu fondata nel 1919, con alterne vicende arrivò fino al 1940 quando l’Unione Sovietica inglobò lo Stato baltico e di conseguenza la Forza Aerea, fino a quel punto indipendente, cessò di esistere per risorgere appunto il 12 giugno del 1992.  
Inizialmente prese il nome di Kjaro Avicijos Tamyba (Military Aviation Service) e venne aperta la prima Aviacija Baze a Barysiai, un aeroporto civile, iniziarono le operazioni di volo con velivoli Antonov An 2, per la precisione 13 ex Lithuanian Airlines e 11 ex Air Lithuania. 
Nel 1994, dopo che le Forze Armate sovietiche lasciarono il paese, la Forza Aerea assunse la nuova e attuale denominazione Karinès oro pajègos, in contemporanea si rese disponibile la base aerea di Zokniai, nella nuova sede la Forza Aerea inizio una profonda fase di riorganizzazione.  
Da notare che il giorno ufficiale di festa della Forza Aerea fu definitivamente stabilito nella data del 18 giugno. 
Come numero di velivoli e personale era la Forza Aerea più importante dei tre paesi baltici nati dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica (Lettonia — Estonia — Lituania). Per la precisione nei primi anni del secolo aveva al suo servizio oltre 1000 uomini e donne fra civili e militari con oltre 300 ufficiali. 
Zoknai, nel centro nord del paese, divenne la Base Aerea numero 1 e dal 2000 nei suoi edifici recuperati e dotati di nuovi sevizi, divenne pienamente operativa e pronta ad eseguire i suoi compiti istituzionali.  
La pista principale fu rifatta e inaugurata nel 2006  e venne attivato un TACAN (Tactical Air Navigation) per l’assistenza alla navigazione e agli atterraggi di precisione dei velivoli dell’Alleanza. 
Nel 2004 infatti la Lituania divenne membro effettivo della NATO e subito  dichiarò l’impossibilità di difendere il suo spazio aereo, posto in un settore cruciale, fra la Russia  e l’enclave di Kaliningrad, unico porto russo sul Mar Baltico che rimaneva libero dai ghiacci nella stagione invernale. 
Venne firmato un accordo secondo il quale a rotazione alcuni membri della NATO avrebbero garantito con i loro assetti aerei la difesa aerea del paese. 
La sorveglianza radar fu organizzata con personale dei tre paesi baltici più la Danimarca, nell’ambito dell’accordo BALTINET (Baltic Air Surveillance Network), praticamente un Airspace and Surveillance Control Command nazionale, che coordinava le informazioni di sei differenti postazioni radar a terra.  
All’epoca della mia visita la rotazione dei Reparti da caccia della NATO aveva portato nei cieli della Lituania i SAAB JAS 39C “Gripen” della Repubblica Ceca inquadrati nel 211° TL di Caslav, che effettuavano regolarmente scramble addestrativi denominati “Tango”, ma spesso anche decolli reali “Alfa” con l’ intercettazione di veri velivoli russi. 
Trascurai i Gripen cechi, ospiti temporanei, che stavano per lasciare il posto agli F 16AM della Forza Aerea belga, e mi dedicai ai velivoli della Lithuanian Air Force. 
All’epoca tutti i tipi di velivoli in servizio erano efficienti ed operativi. Nel settore trasporti gli ultimi due Antonov An 26 recuperati a suo tempo dalla Lithuanian Airlines erano già stati affiancati da due C 27J “Spartan”, che presto sarebbero diventati tre. I due velivoli di produzione italiana erano giunti da poco e si fregiavano dei nomi di Monarchi lituani, lo 07 “Algirdas”, lo 06 “Gediminas”. Lo 08, ad allora non era ancora arrivato, sarebbe stato successivamente nominato “Vytautas”. A breve avrebbero sostituito gli Antonov di cui uno era già stato impegnato in Kosovo e Bosnia (2001-2003), ed iniziato ad operare a supporto delle truppe di terra in Afghanistan; a questo scopo i velivoli erano stati consegnati con dispositivi di supporto elettronico in ambiente ostile (DASS) e blindatura della cabina.  
Una delle difficoltà che allora il reparto affrontava nel passaggio allo “Spartan”, era a detta dei piloti nelle manovre in prossimità del suolo; infatti il velivolo italiano avendo una superficie di coda più ampia, ed un carrello a passo più stretto rispetto al velivolo sovietico era difficile nel controllo in caso di forte vento laterale. Al Gruppo dei trasporti era presente anche un singolo Let 410UVP dei due regalati negli anni novanta dalla Germania, utilizzato per i compiti più vari, non ultimo il lancio di paracadutisti. 
Gli unici fast jet in linea erano un paio di Aero L39ZA (codici 16 e 17), che non erano quelli acquisiti a suo tempo (fine 1993) in numero di quattro dal Kyrgyzstan ma i due consegnati più tardi, nel 1998, acquistati nella Repubblica Ceca. 
Appartenuti già al Gruppo 11 appena sciolto, erano inquadrati in un generico Fighter Flight.  
Una modernizzazione effettuata in Romania nel 2007, con l’imbarco di un sistema di navigazione GNS530, li rendeva idonei ad operare in ambito NATO. Eseguivano fra l’altro il controllo della calibratura delle postazioni radar. 
In quel periodo la componente elicotteristica appariva deficitaria per numero e qualità. Radiati alcuni vecchi Mil Mi 2, donati dalla Polonia, rimanevano in servizio i modelli del tipo Mil Mi 8, pochi esemplari ed intensamente sfruttati. 
A Zoknai un Mi 8MTV (26) era in allerta SAR (Search and Rescue), servizio svolto con modalità H24 dal 1996, mentre un Mi 8PS (27), era usato per trasporto VIP; di lì a poco sarebbe stato firmato un contratto per l’acquisizione di tre Eurocopter AS365 con fondi EU, in modo di avere macchine più moderne ed efficienti.
La seconda Base Aerea che visitai era già allora in procinto di essere chiusa. Era il vecchio aeroporto di Kyviskes, a est della capitale, che fu difficile raggiungere in taxi perché nessuno ne sapeva l’esatta ubicazione. 
Lì ci trovai una linea di sei Antonov An 2 appartenenti al KASP (Kraðto apsaugos savanoriø pajëgos - Forza Volontaria di Difesa Nazionale), un’organizzazione di volontari inquadrata nelle Forze Armate della Lituania, assimilabile ad una Guardia Nazionale ed inquadrata in un Gruppo denominato “Darius e Girenas”. 
Un certo numero di piloti e tecnici dell’Aeronautica erano presenti nel vecchio aeroporto per attività addestrative. 
Fui invitato a salire su un vecchio “Colt” per partecipare ad un pomeriggio di voli. Cinque allievi piloti si alternarono ai comandi dell’AN 2 in una serie di avvicinamenti ed atterraggi, mentre io potevo godermi dagli ampi finestrini in tutta tranquillità Vilnius ed i boschi a est della capitale baltica. Quel pomeriggio il robusto carrello dell’Antonov assorbì atterraggi anche molto duri. 
Un raro Yak 18T (33) in una insolita livrea mimetica, anche questo proveniente dalla KASP, era usato anche lui come velivolo da addestramento sull’aeroporto di Kyvisches.
Foto e testo di / Images and text by Elio Viroli 
Prodotto da / Produced by Giorgio Ciarini 
Giugno / June 2009 
iper://Contributors.aeh|0
English translation 
Work in progress