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ROAN Como
L’intento di questo articolo è di far conoscere al grande pubblico, tramite un analisi approfondita, un complesso sistema di reparti aerei e navali della Guardia di Finanza che con il proprio lavoro quotidiano, per 365 giorni l’anno, garantiscono la tutela economica e ambientale dei grandi laghi del nord, in particolare il Lago di Como, di Iseo, di Lugano, di Garda e Lago Maggiore. 
Ad oggi la Guardia di Finanza è l’unica Forza di polizia che garantisce su tutti i bacini di acqua dolce appena menzionati un sistema di vigilanza stanziale e costante, questo avviene tramite la Sezione Aerea di Varese con sede a Venegono Superiore e la Stazione Navale Lago di Como con le sue subordinate Sezioni Operative Navali del Lago Maggiore (Cannobio), del Lago di Garda (Salò) e del Lago di Lugano (Casamoro - Porto Ceresio). 
L’ente superiore che sovraintende alle attività operative della Sezione Aerea e della Stazione Navale è il ROAN (Reparto Operativo Aeronavale) di Como, ente gerarchicamente parificato ad un Comando Provinciale e dipendente direttamente dal Comando Regionale Lombardia della Guardia di Finanza con sede a Milano. 
La costituzione del ROAN di Como, valida anche per gli altri 14 identici Comandi dislocati su tutto il territorio nazionale, risale al 1 gennaio del 2000, anno di profonde riforme in seno alla Guardia di Finanza che oltre alla costituzione dei ROAN hanno visto trasformati i Comandi di Legione allora esistenti.  
La sede del ROAN di Como si trova presso la Casa del Fascio, edificio di stile razionalista, donato alla cittadinanza dall’imprenditore Rodolfo Bernocchi, la struttura è situata nella centrale Piazza del Popolo del capoluogo lombardo, edificio conosciuto anche come Palazzo Terragni (nome del progettista — Giuseppe Terragni), completato nel 1936 rispecchia un’architettura moderna europea di quell’epoca, formato da superfici geometriche molto semplici possiede la forma di un grande parallelepipedo, i materiali usati per la costruzione come il marmo Botticino, il vetro, il vetrocemento e le leghe si riflettono nella Cattedrale di Santa Maria Assunta posta sull’altro lato della Piazza del Popolo (ex Piazza Impero).
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Il Reparto Operativo Aeronavale condivide i locali di Palazzo Terragni con il Comando Provinciale, quest’ultimo fino al 31 dicembre del 1999 denominato Comando 6^ Legione (Comando di Legione che includeva le Provincie di Como, Varese e Lecco). 
La struttura del ROAN la raffiguriamo nella seguente immagine e i successivi i capitoli serviranno a dettagliare anche tutti i Reparti subordinati.
Il ROAN è retto da un Ufficiale, attualmente nella figura del Colonnello t.ST Pil. Maurizio De Panfilis. 
La struttura del Reparto è costituita da un Ufficio Comando, da una Sezione Operazioni e da una Sezione Personale e Affari Generali, il totale del personale in carico suddiviso tra: Ufficiali, Ispettori, Sovrintendenti e Appuntati Finanzieri è di 127 militari, bisogna tenere conto che la forza organica prevista dovrebbe essere di circa 150 militari. 
Ovviamente il ruolo principale del ROAN è quello di coordinare tutte le attività operative e logistiche dei Reparti dipendenti, e curare la gestione amministrativa.
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A carattere generale ricordiamo quelli che sono i compiti assegnati da specifiche leggi al Corpo della Guardia di Finanza. 
I servizi delle unità navali sono disposti dalla linea di Comando e sono volti all’esecuzione dei compiti d’istituto ed al raggiungimento degli obiettivi annualmente assegnati al Reparto dal Comando Generale del Corpo. 
Durante l’esecuzione dei servizi d’istituto, in caso di richieste di soccorso, le unità navali ed aeree in navigazione o in volo vengono allertate dalla Sala Operativa del Corpo ed impiegate dalla propria linea di Comando. 
Qualora l’autorità competente lo ritenga necessario, i mezzi aerei e navali possono essere destinati anche all’esecuzione di specifici servizi di ordine e sicurezza pubblica disposti con apposita ordinanza dall’Autorità di Pubblica Sicurezza nei quali, tenuto conto che l’impiego dei mezzi navali e degli elicotteri avviene sul territorio nazionale, i militari del Corpo continuano ad operare con la qualifica di agente di Pubblica Sicurezza pertanto alle dipendenze funzionali dell’autorità di Pubblica Sicurezza. 
I compiti assegnati alla Guardia di Finanza in generale, e di conseguenza ai Reparti Aeronavali è sancito dalla legge del 23 aprile 1959 n.189 all’art. 1 che stabilisce: 
Il Corpo della Guardia di Finanza dipende direttamente e a tutti gli effetti dal Ministro dell’Economia e delle Finanze. 
Esso fa parte integrante delle Forze Armate dello Stato e della Forza Pubblica ed ha il compito di: 
·      prevenire, ricercare e denunziare le evasioni e le violazioni finanziarie; 
·      eseguire la vigilanza in mare per fini di polizia finanziaria e concorrere a servizi di polizia marittima, di assistenza e di segnalazione; 
·      vigilare, nei limiti stabiliti dalle singole leggi, sull'osservanza delle disposizioni di interesse politico-economico; 
·      concorrere alla difesa politico-militare delle frontiere e, in caso di guerra, alle operazioni militari; 
·      concorrere al mantenimento dell'ordine e della sicurezza pubblica; 
eseguire gli altri servizi di vigilanza e tutela per i quali sia dalla legge richiesto il suo intervento.
Successivamente il Decreto Legislativo del 19 marzo 2001 n. 68 ha adeguato i compiti della Forza di polizia stabilendo che al Corpo sono demandati i compiti di prevenzione, ricerca e repressioni in materia di: 
·      imposte dirette e indirette, tasse, contributi, monopoli fiscali e ogni altro tributo, di tipo erariale o locale; 
·      diritti doganali, di confine e altre risorse proprie nonché uscite del bilancio dell'Unione Europea; 
·      ogni altra entrata tributaria, anche a carattere sanzionatorio o di diversa natura, di spettanza erariale o locale; 
·      di attività di gestione svolte da soggetti privati in regime concessori, ad espletamento di funzioni pubbliche inerenti la potestà amministrativa d’imposizione; 
·      risorse e mezzi finanziari pubblici impiegati a fronte di uscite del bilancio pubblico nonché di programmi pubblici di spesa; 
·      entrate ed uscite relative alle gestioni separate nel comparto della previdenza, assistenza e altre forme obbligatorie di sicurezza sociale pubblica; 
·      demanio e patrimonio dello Stato, ivi compreso il valore aziendale netto di unità produttive in via di privatizzazione o di dismissione; 
·      valute, titoli, valori e mezzi di pagamento nazionali, europei ed esteri, nonché movimentazioni finanziarie e di capitali; 
·      mercati finanziari e mobiliari, ivi compreso l’esercizio del credito e la sollecitazione del pubblico risparmio; 
·      diritti d’autore, know-how, brevetti, marchi ed altri diritti di privativa industriale, relativamente al loro esercizio e sfruttamento economico; 
·      ogni altro interesse economico-finanziario nazionale o dell’Unione Europea; 
Le attività poste in essere dai Reparti sono rivolte alla salvaguardia degli interessi del Patrimonio dello Stato, dell’ambiente, della sicurezza della navigazione, e per la vigilanza ai fini della repressione del contrabbando, per verificarne eventuali segnali di ripresa, o per controllare il regolare assolvimento degli obblighi doganali in caso di passaggio della linea di confine. 
Ai fini del controllo delle frontiere i Reparti, con il proprio personale presso i posti fissi, su velivoli ad ala fissa o elicotteri e naturalmente con le unità navali, assolvono al controllo e alla sorveglianza delle frontiere comunitarie ed extracomunitarie. 
In particolare per quanto riguarda le unità navali queste eseguono servizi di perlustrazione, appostamento, pendolamenti soffermi e comandata (pronti a muovere) agli ormeggi di Reparto.  
Ai fini della repressione del contrabbando le unità navali eseguono crociere di vigilanza, soprattutto nei pressi della linea di confine. Nel corso della vigilanza anticontrabbando sono controllati eventuali sconfinamenti di natanti che oltrepassino le linee di confine verso l’Italia sottraendosi alla visita doganale.  
I compiti di Polizia Economico Finanziaria recepiscono le direttive della circolare n.1340/INCC del 2 luglio 2014 emanata dal Comando Generale dove è ribadito il conferimento al personale del comparto Aeronavale di più ampi compiti di Polizia Economico Finanziaria. Tali compiti sono assolti mediante lo sviluppo dei servizi derivanti dall’azione condotta sugli specchi acquei di competenza e con l’esecuzione di operazioni ispettive nei confronti di attività economiche site lungo il litorale per i “contribuenti di 1^ fascia”. 
I Reparti si avvalgono per tali attività di una Sezione Operativa in seno alla Stazione Navale ed una Squadra Operativa in senso alle Sezioni Operative Navali a cui sono attribuiti tali specifici compiti.
Nel 1958, a seguito dell’entrata in servizio di un nuovo elicottero, l’Agusta-Bell AB 47J, naturale sostituto del meno potente AB 47G e con una cabina che permetteva il trasporto di eventuali passeggeri, viene costituita la prima Sezione Elicotteri “da montagna”. Le prime operazioni della neo costituita Sezione vengono svolte dall’idroscalo di Como, mentre nel volgere di pochi mesi avviene il trasferimento sull’eliporto realizzato ad Intimiano (Como).  
Nel 1972 la Sezione Aerea di Intimiano viene trasferita sull’aeroporto di Calcinate del Pesce in provincia di Varese, divenendo così la Sezione Aerea di Varese.  
Nel gennaio del 1975 gli AB 47J vengono sostituiti con i nuovi Breda-Nardi NH 500M, mentre nel 1982 la Sezione Aerea viene chiusa. Alcuni anni dopo, 14 luglio del 1988, viene riattivata come Sezione Aerea di Como, la nuova“location è sull’aeroporto di Venegono Inferiore (Varese), in uno dei capannoni storici dell’Aermacchi, struttura che per molti anni era stata la sede della Scuola dedicata ad Ermanno Mantelli. Un altro passaggio importante avviene il 3 febbraio del 1997 quando si ritorna alla denominazione di Sezione Aerea di Venegono. 
Il presente si formalizza nel 2002 quando il Reparto si trasferisce nella nuova struttura posta a nord del sedime aeroportuale, in territorio di Venegono Superiore, ora è completamente autonoma dal campo di aviazione  gestito da Aermacchi e dal locale Aero Club. 
Il 1 agosto del 2012 il Reparto viene nuovamente rinominato Sezione Aerea di Varese.
L’attuale struttura di Venegono è comandata da un Ufficiale Pilota che si avvale di un organico composto da un totale di 39 militari, suddivisi in un Nucleo Operativo (piloti e aerosoccorritori) diretto anch’esso da un Ufficiale, da un Nucleo efficienza (specialisti aventi i compiti di tecnici manutentori e, durante le attività di volo, Operatori al verricello di soccorso) e infine da una Squadra Comando (militari addetti agli uffici, vigilanza e controllo della caserma). 
La dotazione attuale di elicotteri al Reparto consiste in due AB 412HP tipo B (versione montagna), da due AB 412HP tipo A (versione mare) e da un NH 500MD, da notare che a livello ordinativo dovrebbero essere in servizio presso la Sezione Aerea due AB 412 e due NH 500, questa particolare situazione si è creata per la disponibilità di alcuni AB 412 sostituiti nei reparti del meridione con i nuovi AW 139 di recente consegna, frangente che potrà rimanere instabile almeno fino alla consegna dei nuovi AW 169.
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I compiti principali svolti dalla Sezione Aerea di Varese sono sicuramente l’esplorazione aerea, il trasporto ed il concorso in operazioni di ricerca e soccorso. 
Nel compito dell’esplorazione aerea si racchiudono molti dei ruoli principali della Forza Armata: Polizia Demaniale, tutela dell’ambiente, Controllo Economico del Territorio (Ce.Te) e il controllo delle frontiere. 
Il concorso in operazioni di ricerca e soccorso è il ruolo storico della Sezione Aerea cosiddetta di “montagna”, il supporto al SAGF (Soccorso Alpino Guardia di Finanza) e al CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) sono il “core business” delle Fiamme Gialle volanti sull’arco alpino.  
Questi ruoli sono svolti in una circoscrizione di servizio che comprende la Lombardia, il Piemonte e la Valle d’Aosta, sono escluse le provincie di Asti ed Alessandria, la superficie totale del territorio coperto è di 52.404 kmq, la linea di confine da tutelare è di 1.237 km di cui 780 km calcolata come Extra Unione Europea (Svizzera). 
Per il biennio 2018-2019 la Sezione Aerea di Varese ha svolto un totale di 898 sortite per un totale di circa 917 ore di volo, di queste sono state svolte 388 missioni addestrative, 295 missioni operative, 86 missioni di soccorso, 114 sortite per voli prova o tecniche e 15 sortite a carattere vario. Come si può notare c’è un elevato numero di missioni addestrative svolte, occorre però tenere conto che in questi numeri sono incluse le innumerevoli attività svolte in supporto alle dieci Stazioni del SAGF sparse su buona parte del territorio alpino di competenza. 
Per dare un valore ai numeri sopra elencati mettiamo in evidenzia una notevole attività di Polizia Ambientale svolta nei primi mesi del 2019 in collaborazione con il Comando Regionale Lombardia dove numerose missioni di volo hanno permesso di scoprire quattro grandi aree classificate come depositi incontrollati di rifiuti, di cui una in particolare nella quale si trovavano numerose auto in pessimo stato e senza le dovute protezioni di conservazione. 
Un altro cospicuo numero di missioni di osservazione aerea ha permesso di scoprire due piantagioni di cannabis. 
Per concludere degnamente con le attività svolte, in questo caso di soccorso, prendiamo in esame le missioni di volo svolte lo scorso mese di marzo per due giorni consecutivi in Val Pogallo (Verbania) per cercare due giovani dispersi in montagna, i ragazzi che non davano notizie da tre giorni, sono stati individuati da un equipaggio della Sezione Aerea sulla riva di un torrente, fortunatamente vivi ed in buone condizioni. Una volta individuati i due dispersi sono stati recuperati e riportati in salvo.
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Come è stato evidenziato nel corso del testo, il compito che impegna maggiormente gli equipaggi della Sezione Aerea di Varese è il concorso alle operazioni di soccorso in montagna, questo importante ruolo, svolto a favore della collettività, viene attuato sfruttando al massimo le sinergie che si creano tra chi gestisce la condotta degli elicotteri, l’operatore al verricello e le squadre di soccorso, queste ultime utilizzano il mezzo per spostarsi in ambienti impervi. 
Sinergia che si crea solo grazie ad un continuo addestramento, in particolare per l’utilizzo in piena sicurezza del velivolo ad ala rotante durante le operazioni di imbarco e sbarco dei soccorritori, o delle eventuali squadre cinofile, ma soprattutto per l’uso del verricello, fondamentale equipaggiamento che permette di sbarcare/imbarcare i soccorritori dove l’elicottero non può atterrare. 
La Sezione Aerea di Varese garantisce regolarmente quest’attività addestrativa a favore di tutte le Stazioni del SAGF dislocate sul territorio di competenza, anche il CNSAS in virtù di specifici protocolli prende parte ad alcune di queste esercitazioni. 
Oltre a queste sessioni vengono svolte anche delle esercitazioni a carattere dimostrativo dove solitamente partecipano i vertici regionali e provinciali del Corpo, dopo l’edizione dell’anno scorso alle Torri di Fraele in Valdidentro, nel 2019 questo tipo di evento è stato organizzato nel comprensorio Pontedilegno — Tonale, per l’esattezza al Passo Paradiso (2.585 mt). 
L’evento ha avuto come scopo principale di dimostrare alla gerarchia intervenuta il grado di cooperazione ottenuto tra i diversi reparti ed enti. 
La novità di questa edizione è stata la presentazione da parte del CNSAS di un mini drone (DJI Mavic Pro Platinum) che viene usato per la ricerca di eventuali dispersi in zone altamente impervie dove l’elicottero non può arrivare e dove l’invio di personale addetto alle ricerche crea potenziali rischi per la loro incolumità, anche la Guardia di Finanza si sta dotando di questa tipologia di mini droni che presto entreranno in servizio.
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La Stazione Navale Lago di Como è situata nella Caserma “Alessandro Volta” di Via Giuseppe Parini, collocata nel tessuto urbano meglio definito città murata,  in un contesto cittadino di notevole pregio per via delle mura e dei bastioni di fattura medioevale, le unità navali alle dipendenze della stessa Stazione Navale sono situate sulla sponda del lago inclusa tra l’Idroscalo Internazionale —  Aero Club Como e il porto turistico.   
L’istituzione del Reparto risale al 1928 come Stazione Naviglio di Porlezza della Regia Guardia di Finanza, il 20 agosto del 1953 la Stazione viene trasferita a Carate Urio, e solo un anno dopo (28 agosto 1954) invece a Nobiallo dove condivide la Caserma con la Compagnia di Menaggio e dove vi rimane per più di cinquant’anni. Dal 2 maggio del 2018 la Stazione Navale è stata definitivamente trasferita nell’attuale struttura.       
Da evidenziare che già dal 2012, la Stazione Navale, pur essendo ancora a Nobiallo, aveva già acquisito la denominazione di Stazione Navale Lago di Como.
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La Stazione Navale è articolata in una Sezione Comando, una Sezione Tecnico Logistica, una Sezione Operativa ed una Sezione Unità Navali. 
Il Reparto ha competenze sulle acque interne e sui Comuni rivieraschi delle sponde del Lago di Como e del “Bacino lacuale del Lario e laghi Minori”, in sintesi una superficie di 145 kmq e 170 km di sviluppo costiero. 
Il personale effettivo in carico alla Stazione Navale è di 27 militari tra cui un Ufficiale quale Comandante di Reparto. 
Le unità navali in dotazione al Reparto sono due Vedette Costiere Classe V.3000 e un’unità minore Classe BSO (Battello di Servizio Operativo). 
Le unità V.3000 sono imbarcazione veloci progettate e costruite dalla FB Design srl di Annone Brianza (Lecco), aventi una lunghezza di 11.43 m, una larghezza di 3.24 m e un dislocamento di sei tonnellate, sono costituite da una carena rigida con tecnologia Structural Foam e da stabilizzatori pneumatici laterali, spinte da due motori quattro tempi a benzina Mercury Verado da 300 CV possono raggiungere una velocità massima di circa 58 nodi, con una velocità di 35 nodi possono percorrere 210 miglia nautiche, l’equipaggio è costituito normalmente da quattro militari. 
L’unità BSO è un’unità con scafo in Vetroresina (VTR) lungo 5,55 mt e largo circa 2,25 mt è spinto da un motore fuoribordo Mercury da 75 cv, l’equipaggio è composto di due militari.
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La composizione degli equipaggi di condotta delle unità navali classe V.3000 prevede un Comandante, appartenente alla categoria degli Ispettori, il quale ottiene un’abilitazione specifica previo conseguimento di un diploma presso la Scuola Nautica della Guardia di Finanza di Gaeta. Il corso prevede l’acquisizione di nozioni nautiche, sia tecniche che pratiche, per acquisire la padronanza del mezzo in tutte le condizioni che possono presentarsi durante l’espletamento dei propri compiti istituzionali.  
Altro membro dell’equipaggio dell’unità classe V.3000 è il Direttore Tecnico di Macchina, anch’esso proviene dalla categoria Ispettori e dallo stesso corso svolto dai Comandanti, ma con una specifica istruzione tecnica e motoristica per gestire e mantenere efficienti gli apparati propulsivi delle unità navali. L’ultima figura che prendiamo in esame è l’Operatore di Sistemi, militare deputato alla gestione degli apparati radio e radar, nonché i cartografici di bordo utilizzati durante la navigazione.  
La maggior parte del personale imbarcato durante i corsi di specializzazione, consegue anche il brevetto di salvataggio in acqua della Federazione Italiana Nuoto (FIN), oltre alle qualifiche di specializzazione di volta in volta conseguite con carattere di personalità e specificità riferite alla categorie di appartenenza. 
Gli equipaggi svolgono regolarmente navigazioni da otto ore ciascuna per tutte le tipologie di servizi istituzionali, nel caso di attività operative e di soccorso la durata è proporzionata al fabbisogno effettivo.
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Le attività svolte nel biennio 2018-2019 della Stazione Navale di Como si possono sintetizzare in 408 crociere operative, 2.093 ore di navigazione con una percorrenza di 16.546 miglia nautiche, durante queste operazioni sono state controllate 285 imbarcazioni, 300 persone e sono stati elevati 446 verbali. 
Tralasciando i numeri sterili delle statistiche vediamo invece quelli che sono stati i risultati operativi acquisiti durante lo svolgimento delle missioni. 
Oltre alle navigazioni per la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica in occasione di manifestazioni e convegni che periodicamente si tengono sul bacino del Lario nelle provincie di Como, Lecco e Sondrio, sono state svolte attività di contrasto al lavoro irregolare con verifiche delle posizioni lavorative dei soggetti dipendenti di attività commerciali site in aree demaniali come bar, ristoranti, lidi e altro, ma anche in ambito di cantieri, rimessaggi, o presso società di noleggio. 
Le attività di Polizia Demaniale hanno avuto il loro focus sul monitoraggio di attracchi/ormeggi abusivi nel porticciolo di Dascio, Comune di Sorico (Como), in particolare sulla riva destra del fiume Mera, in tale contesto è stata accertata la presenza di ben 74 natanti ormeggiati abusivamente, inoltre sono stati rilevati tre pontili e una scala di accesso messe in opera senza le necessarie autorizzazioni. 
L’operazione ha consentito di elevare sanzioni pecuniarie per €. 9.000 ed il recupero di canoni evasi per €. 18.369.  
In materia di Polizia Marittima sono stati svolti 266 controlli con un risultato di cinque natanti sequestrati ed elevate sanzioni per €. 28.504.   
Un’altra tipologia di attività molto particolare, che trova il campo di applicazione nella nuove forme di ricettività alberghiere, si basa su attività investigative poste in essere tramite il controllo di piattaforme di prenotazione booking on-line. Questa nuova forma di turismo viene comunemente chiamata Boat & Breakfast, pratica già molto diffusa in Francia, Paesi Bassi e Stati Uniti, dove i clienti sono ospitati a bordo di imbarcazioni adattate a veri e propri alberghi galleggianti, nella tariffa spesso è inclusa la colazione da consumare in un bar convenzionato. Normalmente è possibile noleggiare qualsiasi tipo di imbarcazione, in base alla grandezza desiderata e alla disponibilità economica, di fatto però si tratta di attività ricettivo-alberghiere che risultano completamente abusive e che non rispettano le norme di locazione tanto meno quelle di tutela dell’ambiente. 
Riguardo alla tutela ambientale, settore molto importante per la collettività, di recente è stato individuato su un terreno sottoposto a tutela paesaggistica, un deposito di rifiuti di diversa natura, tra cui batterie al piombo, fusti di carburante e diversi altri scarti pericolosi. Immediatamente è stata inoltrata denuncia dell’accaduto alla Procura della Repubblica competente per deposito incontrollato di rifiuti e deturpamento di bellezze naturali. 
Ora vediamo nel dettaglio le Sezioni Operative Navali di Porto Ceresio, Cannobio e Salò. 
Le Sezioni Operative sono tutte strutturate con una Squadra Comando, una Squadra Operativa e una Squadra Unità Navali. 
Le Sezioni dipendono dalla Stazione Navale di Como che a sua volta è organicamente ordinata all’interno del Reparto Operativo Aeronavale di Como.
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La Sezione Operativa Navale Lago di Lugano si trova presso Casamoro, una frazione del piccolo Comune di Porto Ceresio in Provincia di Varese, la Caserma intitolata al Finanziere Casalino è ubicata sulla Strada Provinciale che da Porto Ceresio si protrae verso nord costeggiando la sponda ovest del lago. 
La necessità di vigilare sul confine italo — elvetico ha origine immediatamente dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, infatti nel 1945 è stata costituita a Porto Ceresio una “Squadriglia di Motolancie” con sede presso l’attuale caserma, la cui attività principale era quella di contrastare il fenomeno del contrabbando sia via lago che sulla linea di confine terrestre, linea di confine con particolarità uniche che vedremo più avanti.
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La Sezione Operativa Navale Lago di Lugano ha competenza sulle acque e sui Comuni nelle sponde italiane del Lago di Lugano e del Bacino lacuale del Ceresio, nonché sui Laghi di Varese, Comabbio e Monate, inoltre per il periodo estivo, il Reparto fornisce il proprio gommone BSO alla Sezione Operativa Navale Lago di Garda per impiegarlo sul Lago d’Iseo.  
L’organico effettivo della Sezione conta in 15 militari, contro i 18 previsti, inquadrati nei ruoli di Ispettore Nocchiere, Sovrintendente e Appuntato/Finanziere.    
La dotazione di mezzi in servizio a Porto Ceresio è di una Vedetta Costiera V.3000 e un BSO (Gommone). 
Il BSO è un’unità con scafo in Vetroresina (VTR) con tubolari in neoprene e Roll-Bar in acciaio, lungo cinque metri e largo poco più di due metri è spinto da un motore fuoribordo Mercury modello F 100 da 100 cv ELTP Four Stroke, è dotato anche di un motore ausiliario Suzuki da 9.9 cv. 
La velocità massima che può raggiungere è di 38 nodi con un autonomia massima di 500 miglia nautiche, l’equipaggio è composto solitamente da due militari. Il natante è stato immesso in servizio nell’ottobre del 2004, effetto di un sequestro per attività illecite di immigrazione clandestina.   
Ora vediamo alcune attività svolte sul Lago di Lugano e sui laghi interni. Nelle acque del Lago di Lugano, precisamente nel territorio di Porlezza (Como), un’attività in ambito demaniale ha portato alla redazione di Comunicazione Notizia di Reato (CNR) all’Autorità Giudiziaria competente a carico del rappresentante legale di una srl per i reati di occupazione abusiva in area demaniale per 7.500 mq, invasione di terreni o edifici, alterazione delle bellezze naturali, opere in assenza di autorizzazioni paesaggistiche, interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire e lottizzazione abusiva. 
Tale controllo ha portato all’accertamento di €. 1.237.000 circa di oneri concessori non versati all’erario oltre ad altrettanti €. 393.000 di sanzioni amministrative.  
Sempre in ambito demaniale sono state svolte indagini nei laghi minori (Varese, Monate e Comabbio) per verificare la corretta occupazione di aree demaniali e individuare eventuali occupazioni abusive, le attività ispettive sono state svolte nei confronti di tre Associazioni Sportive di canottaggio operanti su tali laghi ed un Ente locale.  
A seguito di diversi sopralluoghi, di un’attenta analisi documentale e riscontri effettuati presso gli uffici dell’Ente preposto alla gestione del demanio lacuale, nonché attraverso una scrupolosa consultazione di immagini satellitari, dei mappali e planimetrie della zona si è potuto constatare che questi concessionari occupavano superfici di spazio su acqua e sul litorale ben più ampie di quanto in realtà autorizzato e per periodi temporali eccedenti a quanto concesso. 
Nello specifico si trattava di aree demaniali occupate abusivamente con attrezzature per la propria disciplina sportiva, le superfici complessivamente occupate sono risultate di ben 1.400 mq oltre a quelle regolarmente dichiarate, inoltre si è accertato che negli ultimi dieci anni l’occupazione si è protratta ininterrottamente per l’intero arco dell’anno invece che nei 10 giorni annuali regolarmente richiesti. 
Alla luce di quanto accertato è stata comminata una sanzione di circa €. 140.000 (tenendo conto solo degli ultimi cinque anni) più alcuni verbali amministrativi, gli stessi concessionari sono stati invitati a regolarizzare la propria posizione presso l’Ente che gestisce il bacino lacuale, pena la rimozione delle strutture abusive a proprie spese ed il ripristino dello stato del luogo.
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In materia di locazione e noleggio sono stati eseguiti dei controlli di natura tributaria nei confronti di esercenti di locazione e noleggio che hanno portato all’accertamento di violazione per omessa contabilizzazione di maggiore imponibile e conseguente mancato versamento di IRAP ed IVA, sono state inoltre riscontrate 651 mancate emissioni di ricevute/scontrini fiscali per una sanzione di €. 328.000. 
In materia ambientale, a conclusione di un servizio di Polizia Giudiziaria iniziato nel 2016 nel Comune di Brebbia (Varese), è stato individuata una ditta che su di un area agricola aveva stoccato numerosi rifiuti pericolosi, circa 120 veicoli incidentati, 80 mc di pneumatici, materiali plastici, batterie e molto altro, per i reati di abbandono e deposito incontrollato di rifiuti e gestione di rifiuti non autorizzata è stata emessa una sanzione di €. 13.000. 
Durante un servizio di Polizia Doganale presso un cantiere è stata riscontrata la presenza di un natante da diporto privo di sigla di iscrizione ad elenco nautico, successive indagini hanno permesso di constatare che era un bene illecitamente introdotto sul suolo italiano dalla vicina Svizzera, l’imbarcazione è stata sequestrata. 
Ma sicuramente l’attività che ha destato più clamore per le Fiamme Gialle di Porto Ceresio, unica nel suo genere, è quella che ha portato alla scoperta di un vero e proprio servizio di Aero Taxi svolto con un Idrovolante Anfibio per  Volo da Diporto o Sportivo (VDS) durante una manifestazione che aveva come finalità la promozione del volo. Il proprietario dell’Ultraleggero offriva a pagamento voli di 15 minuti senza che l’Associazione Sportiva Dilettantistica (ASD) organizzatrice ne fosse al corrente e contro ogni normativa aeronautica vigente, in quanto il VDS avanzato può essere utilizzato solo per finalità ludiche e sportive non certo per l’esercizio di trasporto aereo di persone, soprattutto per la mancanza dei requisiti tecnici, manutentivi ed assicurativi e per la mancanza del Certificato di Operatore Aeronautico (COA) del pilota e/o della Società. Pur non essendoci un reato fiscale, in quanto il proprietario rilasciava regolare ricevuta con un partita IVA a lui assoggettata, è stata inoltrata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Varese una Comunicazione Notizia di Reato (CNR) per la violazione del Codice della Navigazione Aerea a carico del pilota/proprietario.
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Come abbiamo accennato ad inizio capitolo il Lago di Lugano è oggetto di un particolare interessante, il confine politico italo — elvetico segue un andamento difforme incuneandosi in profondità nel nostro territorio tagliando il Lago Maggiore e appunto il Lago di Lugano. 
Gli attuali confini prendono forma nei primi anni del 1500, in particolar modo nel 1515 con la sconfitta degli elvetici a Melegnano, nel 1512 con il giuramento dei luganesi ai XII Cantoni, e ancora nel 1513 e 1521 con le spontanee adesioni di Locarno, Vallemaggia, Mendrisio e Balerna sempre ai XII Cantoni, queste annessioni hanno di fatto plasmato molto la conformazione del confine italo — elvetico. 
Il Bacino Ceresio ne risente molto perché come si può vedere nella seguente cartina è diviso dalla linea di confine che va dal Comune di Ponte Tresa al Comune di Porto Ceresio, linea che divide il territorio politico lacuale italiano con quello della Svizzera. Tale divisione è solo politica, il territorio lacuale ivi compreso non costituisce territorio doganale infatti è considerato extradoganale, poiché la linea doganale segue le sponde nazionali del Lago di Lugano tra Ponte Tresa (VA) e Porto Ceresio (VA). 
Il Bacino di Porlezza è separato dalle acque svizzere dalla linea di confine politica e doganale che va dal cippo “n.8A” nella località di Santa Margherita di Valsolda (CO)  al cippo ”n.8” del valico doganale di Valsolda (CO).
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La Sezione Operativa Navale, in attuazione di quanto previsto dall’art.17 della Convenzione italo-elvetica, approvata con Legge n.19 del 20/01/1997, può navigare nelle acque del bacino elvetico del Lago di Lugano, secondo le modalità in essa stabilite, per raggiungere i territori italiani di Campione d’Italia (CO) ed il Bacino di Porlezza sito nella provincia di Como. In collaborazione con l’Agenzia delle Dogane viene effettuata la vigilanza dinamica presso il valico lacuale di Oria Valsolda. La Zona di Vigilanza Doganale Terrestre, normata con il D.P.R. 23 dicembre 1962 n.2074, comprende le sponde delle acque di tutto il Lago di Lugano - Bacino Ceresio. 
Un’altra particolarità si evidenzia nello stretto di Lavena Ponte Tresa, nei suoi 18 metri di larghezza, per rispettare il codice della Navigazione, le imbarcazioni passano sulla destra del canale navigando da est verso ovest, quindi in territorio elvetico, navigando sulla destra da ovest verso est passano in territorio italiano. 
Nel gennaio del 2020 ci sarà una profonda revisione di questa situazione, in quanto il confine doganale, ora indicato con il confine del litorale verrà spostato sull’attuale confine politico, quindi nel mezzo del bacino.
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La Sezione Operativa Navale Lago Maggiore ha sede nel piccolo Comune di Cannobio, posto sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, è parte della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola (VCO).  
La storia del Reparto risale al 1816 quando l’allora Luogotenenza di Cannobio disponeva di una Brigata di lago denominata “d’imbarcazione”, composta da preposti appartenenti al Servizio di Marineria, la Brigata si avvaleva di una “scorridora”, praticamente un’imbarcazione a remi, sottile e veloce, i ruoli svolti erano quelli di Pubblica Sicurezza, Servizio Sanitario e di Controllo delle Finanze. 
La Sezione Operativa Navale di Cannobio occupa l’attuale spazio dal 1987.
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La Sezione Operativa Navale Lago Maggiore ha competenze sul Bacino lacuale del Maggiore-Verbano Cusio Ossola che comprende 169 kmq (su un totale di 212 kmq) di superficie e 170 km di costa. 
L’organico del Reparto è molto sottodimensionato rispetto allo standard, 16 effettivi contro i 26 previsti, come per le altre Sezioni i militari sono tutti inquadrati nei ruoli Ispettori, Sovrintendenti e Appuntati/Finanzieri. 
A Cannobio sono dislocate due Vedette V.3000 e due V.600, è previsto per il tardo 2020 la dismissione di una Vedetta V.600 dal Reparto, gli ormeggi sono ubicati nella darsena adiacente alla caserma. 
La V.600 è una Vedetta Costiera costruita dalla FB Design srl, lo scafo è costituito da una carena rigida in Kevlar e da dieci sezioni tubolari in Hypalon, è lunga 10,3 mt, larga 2,8 mt e il dislocamento è di 4,3 tn, può raggiungere una velocità massima di 54 nodi, mentre ad una velocità di 35 nodi può navigare per 280 miglia nautiche. E’ motorizzata con due motori diesel VM tipo MD706LH da 300 CV, l’equipaggio della V.600 è di tre militari.
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Le principali operazioni svolte dal Reparto per il biennio 2018-2019 sono state le seguenti: 
Polizia Marittima: eseguite circa 425 crociere operative per un totale di circa 300 controlli eseguiti a natanti ed imbarcazioni con oltre 20 sequestri effettuati su imbarcazioni sprovviste di copertura assicurativa. 
Polizia Demaniale: eseguiti circa 50 controlli ad attività imprenditoriali presenti sui territori demaniali rivieraschi del Lago Maggiore, durante questi servizi sono stati riscontrati canoni demaniali evasi per oltre €. 400.000. 
Polizia Doganale: eseguiti circa 300 controlli dove è stato riscontrato un evasione di dazi doganali per circa €. 15.000.  
Controllo di Locazione e Noleggio: eseguiti controlli su sei attività presenti nel territorio di competenza, tra questi si è evidenziato un evasore totale con €. 18.500 di tributi non pagati. 
Oltre all’assolvimento dei compiti prettamente istituzionali gli equipaggi della Sezione Operativa Navale di Cannobio svolgono periodicamente servizi di Ordine Pubblico durante le manifestazioni che si svolgono regolarmente sul Lago Maggiore, infatti sono una costante le traversate a nuoto, le regate veliche e le tappe del campionato mondiale di motonautica categoria “X-CAT”.  
Un altro aspetto di vanto per i militari di Cannobio sono le attività di salvaguardia della vita umana nelle acque del Lago Maggiore, gli interventi di soccorso nel 2018 hanno visto il salvataggio di ben 18 persone, mentre nel 2019 siamo, per fortuna, fermi a sei salvataggi. 
Per finire ricordiamo che il Lago Maggiore nella sua parte più a nord è territorio svizzero, situazione meno particolare rispetto al Lago di Lugano, ma anche in questo contesto non mancano sicuramente i reati di contrabbando perpetrati via lago, come quello di un’unità navale importata illegalmente da un cittadino tedesco per un valore stimato di oltre €. 250.000, che si traduce in diritti di confine evasi per circa €. 7.000 ed un evasione di oneri IVA per oltre €. 55.000.
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La Sezione Operativa Navale Lago di Garda si trova presso la cittadina di Salò, piccolo comune salito agli albori durante la fine della Seconda Guerra Mondiale con l’istituzione della Repubblica Sociale Italiana o Repubblica di Salò. 
Dal 25 ottobre del 2010 la Caserma è dislocata presso il Palazzo ex Arsenale, a pochi metri dal porto di Salò, dove sono presenti gli ormeggi per le imbarcazioni del Reparto, luogo centrale della cittadina che si affaccia sul Golfo di Salò. 
Il Palazzo ex Arsenale è condiviso dalla Guardia di Finanza con la sede dell’Agenzia delle Entrate, il porto turistico è anche sede dell’Associazione Canottieri Garda Salò.
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Con 368 kmq di superficie e 158 di sviluppo costiero il Lago di Garda è il più grande lago italiano. 
L’organico della Sezione Operativa è di 18 militari effettivi contro i 27 da tabella, anche in questo caso è evidente un sottodimensionamento dell’organico, gli inquadramenti sono tutti nell’ambito dei ruoli Ispettori, Sovrintendenti, Appuntati e Finanzieri come per le altre Sezioni Operative Navali.  
La Sezione Operativa Navale di Salò ha in dotazione tre Vedette Veloci della serie V.3000. 
Nel biennio 2018-2019 il Reparto ha svolto sul Lago di Garda o Benaco 384 crociere per un totale di 2.355 ore di navigazione, i dati sono aggiornati al 30 settembre, in questo monte ore sono stati svolti la maggior parte dei ruoli istituzionali assegnati al comparto. 
A favore della salvaguardia della vita umana sono stati effettuati cinque missioni di soccorso con il salvataggio di sei persone. 
Ai fini del controllo sull’Imposta Municipale Propria (IMU) per l’accertamento del corretto accatastamento dei porti del Lago di Garda e d’Iseo, sono stati svolti nove controlli che hanno portato ad un recupero di tributi evasi per quasi un milione di Euro, dovuti appunto ai mancati accatastamenti delle strutture nei relativi Comuni.  
Un controllo in materia di sommerso da lavoro svolto nei confronti di una Società che effettua riparazioni e manutenzione di navi commerciali e da diporto ha fatto emergere la presenza di un lavoratore di origine extracomunitaria irregolare, la persona responsabile è stata denunciata alla Procura della Repubblica. 
Nelle centinaia di ore di navigazione un ruolo importante lo ha svolto il controllo dei natanti, le verifiche hanno coinvolto 257 imbarcazioni che hanno portato all’accertamento di 266 violazioni. 
Un altro dato rilevante si evince dai controlli di Polizia Demaniale, sono stati svolti 130 controlli con ben 128 sanzioni comminate.  
Per finire non posso non menzionare un attività che mi ha coinvolto direttamente, riguarda un servizio svolto il 5 e 6 dello scoso ottobre a tutela dell’Ordine Pubblico, svolto dalla Sezione Operativa Navale Lago di Garda in occasione della manifestazione aerea “Ali sul Garda 2019” organizzata dal Comune di Desenzano. Un equipaggio del Reparto ha garantito tale servizio nelle acque antistanti il litorale di Desenzano per entrambi i giorni vigilando sul rispetto dell’area interdetta alla navigazione e pronta ad intervenire per qualsiasi necessità. L’evento ha visto la partecipazione dell’Aeronautica Militare con la Pattuglia Acrobatica Nazionale delle Frecce Tricolori e una coppia di Tornado IDS del 6° Stormo provenienti dalla vicina base aerea di Ghedi. 
La Guardia di Finanza, oltre al previsto servizio, ha svolto anch’essa una breve esibizione con un elicottero AB 412 della Sezione Aerea di Varese e appunto la Vedetta V.3000, nei dieci minuti di volo è stata simulata un operazione di cooperazione tra l’elicottero e l’imbarcazione e successivamente un’altrettanto simulazione di inseguimento dell’AB 412 al motoscafo. 
Terminati i dieci minuti di esibizione la Vedetta è tornata a svolgere il regolare servizio.
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Per chiudere il report dedichiamo una piccola appendice al Lago d’Iseo dove al momento non c’è una presenza stabile delle Fiamme Gialle, va detto che il Comando Generale di Roma sta seriamente valutando di porvi rimedio collocando anche su questo lago un Reparto stanziale, infatti sono in atto delle valutazioni per l’acquisizione di un’imbarcazione idonea a questo tipo di bacino lacuale che possa sostituire l’utilizzo stagionale del gommone BSO. 
L’inizio dell’impiego del BSO sul Lago d’Iseo, come detto precedentemente fornito dalla Sezione Operativa Navale Lago di Lugano, risale all’anno scorso (2018), e confermato anche per l’anno ormai volto al termine, mentre per ragioni di vicinanza geografica, il personale impiegato è stato messo a disposizione dalla Sezione Operativa Navale Lago di Garda.   
Non avendo ancora una propria caserma in loco l’equipaggio e il BSO sono stati ospitati presso le strutture dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Nautica Sebina nel Comune di Sulzano (Brescia). 
Ovviamente le attività operative sono state molto limitate e concentrate nell’anno in corso, in particolare vediamo la partecipazione dell’unità navale e del suo equipaggio per il 17° Memorial Mario Stoppani svoltosi a Lovere (Bergamo) lo scorso 8 settembre, dove c’è stato anche il sorvolo delle Frecce Tricolori. 
Nel medesimo periodo è stata svolta un attività di supporto all’Autorità Giudiziaria nelle acque antistanti il Comune di Tavernola Bergamasca (Bergamo) per il ritrovamento e successivo recupero di un cadavere.  
E per finire riportiamo lo svolgimento di 25 crociere di Polizia Economico Finanziaria lacuale ed ittica per 131 ore di navigazione con una percorrenza di circa 470 miglia nautiche.
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L'autore desidera ringraziare il Col. DePanfilis Maurizio, il Ten.Col. Fineschi Riccardo, il Cap. Piscitelli Vito, 
il Cap. Pellecchia Lorenzo, il Cap. Cocchi Domenico, il Lgt. Lamonaca Carmine, il Lgt. Di Luigi Roberto, 
il Lgt. Cassano Michele e tutto il personale dei Reparti visitati. 
Un ringraziamento speciale all'Ufficio Stampa del Comando Generale di Roma 
Foto di Giorgio Ciarini e Omar Rigamonti 
Testo di Giorgio Ciarini 
Luglio - Novembre 2019 
iper://Portfolio_military.aeh|0
English translation 
Work in progress