iper://Homepage.aeh|0
iper://Portfolio_military.aeh|0
iper://typhoon_homepage.aeh|0
iper://Vintage_reports.aeh|0
iper://Contributors.aeh|0
iper://Publishes_works.aeh|0
iper://Civil_portfolio.aeh|0
 
Lo scorso 8 aprile 2010, dopo circa sei decenni, nei cieli della Pianura Padana abbiamo assistito ad un graditissimo ritorno, l’illustre soggetto “alato” è un De Havilland Vampire FB.6 (DH.100), il velivolo è arrivato in Italia direttamente dalla sua Base di Cuers-Pierrefeu in Francia pilotato dal Comandante Sig.re Didier Berger nonché proprietario. Il motivo di questo ritorno risiede nel fatto che il famosissimo caccia è stato venduto alla Fondazione Museo dell’Aeronautica e sarà a breve esposto nel costituendo Museo Volandia di Malpensa. 
Prima di essere collocato nella sezione ala fissa del Museo il velivolo è atterrato a Venegono (Varese) presso la sede dell’Aermacchi per essere riverniciato nei colori del 6° Stormo della nostra Aeronautica Militare, terminate le operazioni di verniciatura e dopo un breve volo in compagnia del “gioiellino” di casa Aermacchi, l’M 346 Master, il Vampire si è diretto verso Malpensa per effettuare il suo ultimo atterraggio. Ricordo che il Vampire ha prestato servizio in Italia dal 1950 al 1960 nella versione da cacciabombardiere FB.52A e da caccia notturno NF.54 (usato come addestratore), i velivoli monoposti FB.52A vennero costruiti su licenza in parte dalla FIAT e in parte dall’Aeronautica Macchi (ora Aermacchi), mentre la versione NF.54 biposto proveniva direttamente dalle linee di assemblaggio inglesi della De Havilland. Alcune note storiche del velivolo in oggetto: numero di costruzione 668, codice F-AZHJ, appartenente alla Association Varoise des Avions de Collection, prima di essere ceduto come warbird il velivolo ha prestato servizio nella Forza Aerea Svizzera, il paese elvetico ha radiato i suoi ultimi esemplari al termine degli anni ottanta dopo circa quarant’anni di onorato servizio, considerando che alcuni velivoli erano ancora perfettamente efficienti sono appunto stati venduti a collezionisti di tutta Europa.
Foto di Franco Gambarini, Luigi Pisano e Giorgio Ciarini 
Testo di Giorgio Ciarini 
Aprile 2010 
iper://Portfolio_military.aeh|0
English translation by Frank McMeiken 
On 8 April 2010, after around six decades, the skies above the Pianura Padana were witness to a welcome return.  The illustrious winged subject was a De Havilland  DH.100 Vampire FB.6, which arrived in Italy direct from its former base at Cuers-Pierrefeu in France, piloted by Commandant Didier Berger, who also owned the aircraft.  The reason for the return was that the aircraft had been sold to the Fondazione Museo dell'Aeronautica, and was destined to be put on display at the newly opened Volandia museum close to Malpensa Airport.Prior to being inserted into the fixed-wing section of the Museum, the aircraft landed at Venegono (Varese), home of Aermacchi, where it was repainted into the colours of the Aeronautica Militare's 6° Stormo.  After the spraying operations, and a brief flight in company with the pride of the Aermacchi product range, the M346 Master, the aircraft headed off to Malpensa, where it made its final landing.The Vampire served in Italy between 1950 and 1960 in two versions, the FB.52A fighter-bomber and the NF.54 night-fighter (used as a trainer).  The FB.52A single seat aircraft were licence manufactured by both FIAT and Aeronautica Macchi (now Aermacchi), while the NF.54 versions came direct from the de Havilland production lines in Britain. The aircraft now on display at the Museum is manufacturer's number 668, formerly registered F-AZHJ, and belonged to the Association Varoise des Avions de Collection. Before starting its career as a warbird, the aircraft had served with the Swiss Air Force. The country retired its last operational examples at the end of the eighties after forty years of honourable service, and as many of the fleet were still perfectly serviceable, they were quickly sold to collectors throughout Europe. 
Images by Franco Gambarini, Luigi Pisano & Giorgio Ciarini 
Text by Giorgio Ciarini 
April 2010