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Sezione Aerea Bolzano
La Guardia di Finanza, che nasce come Corpo speciale istituito ed ordinato per il servizio di vigilanza doganale sui confini, per le sue tradizioni e per la vocazione alpina, ha sempre fornito un’attiva collaborazione nelle attività riguardanti il soccorso alle popolazioni colpite da eventi di particolare gravità e alle persone in pericolo di vita in ambiente montano. 
Per combattere il contrabbando e per tutelare gli interessi economici nazionali, il Corpo aveva dislocato molti dei suoi reparti lungo tutto l’arco alpino, anche nei territori più impervi, dove le guardie di finanza vigilavano giorno e notte su strade e sentieri di confine, in particolare su quello Italo-Svizzero.  
Con il declino del contrabbando, viste le capacità alpine e l’esperienza maturata in montagna da parte dei militari del Corpo, fu istituito proprio un servizio di Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, con fini sia di controllo delle frontiere alpestri, ma anche e soprattutto per fini di soccorso e di protezione civile in montagna. 
L’attività di soccorso in montagna non poteva però prescindere dall’impiego di mezzi aerei quali gli elicotteri di cui il Corpo si era dotato sin dal 1955. 
L’attuale organizzazione del comparto Aeronavale prevede una componente alturiera, con mezzi a lunga capacità operativa, ed una componente costiera-regionale con compiti di polizia economica finanziaria nelle acque territoriali. Queste sono le Sezioni Aeree e di Manovra presenti sul territorio nazionale: 
-Sezioni Aeree dipendenti dai Reparti Operativi Aeronavali: Genova, Venegono Superiore, Rimini, Pratica di Mare, Pescara, Napoli, Bari, Palermo, Venezia, Lamezia Terme. 
-Sezioni Aeree di Manovra dipendenti dai Gruppi Aeronavali: Cagliari, Pisa, Catania-Fontanarossa, Grottaglie. 
-Sezione Aerea di Bolzano dipende dal Comando Regionale del Trentino Alto Adige  
Presentano però caratteristiche particolari le Sezioni Aeree di Venegono Superiore (VA) e di Bolzano rivolte ed addestrate al soccorso in montagna.
La protezione civile è una branca fra le più importanti della difesa civile e tratta la specifica sopravvivenza delle popolazioni, cioè del soccorso organizzato alle popolazioni colpite da fenomeni naturali, anche conseguenti a degrado ambientale, da cause accidentali ovvero da eventi bellici, nonché dalle previdenze e degli apprestamenti protettivi essenziali e da porre in atto fin dai tempi di normalità, per ridurre al minimo le perdite umane ed i danni ai beni individuali e collettivi.  
La Guardia di Finanza costituisce una delle strutture operative nazionali della Protezione Civile, ai sensi dell'art. 11 della legge 225/92, in quanto forza di Polizia, oltre che parte integrante delle Forze Armate. 
Alla protezione civile la Guardia di Finanza ha sempre dato un’effettiva collaborazione, dovunque se ne fosse presentata l'occasione.  
Tali interventi sono avvenuti sia in casi di gravi calamità che interessano vaste zone, sia in casi di sinistri che interessano territori di limitata superficie, sia in caso di incidenti che coinvolgono poche o una sola persona. 
Per i reparti aerei e navali del Corpo infatti, ai sensi del D.P.R. 18.7.1986, nr. 545, art. 1, è previsto anche “…il concorso alla salvaguardia delle libere istituzioni e al bene della collettività nazionale nei casi di pubbliche calamità”, e quindi, i Reparti specializzati del Corpo possono essere chiamati, in virtù della specificità dei mezzi in dotazione e delle capacità possedute dagli equipaggi, ad intervenire in attività di soccorso a favore di una diversificata pluralità di soggetti, in molteplici e differenti contesti. 
In questo campo si spazia da soccorsi da portare ad intere popolazioni in caso di terremoti e alluvioni, agli interventi in caso di incendio, affondamento di navi, caduta di aerei ed al salvataggio di persone in pericolo di annegamento o travolte da valanghe.  
Questi interventi hanno quasi sempre carattere di urgenza nell’attesa che sopraggiungono Corpi ed Enti più competenti ed appositamente organizzati ed attrezzati, come i Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Croce Rossa, Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. 
L'azione di soccorso quindi, comunque e dovunque svolta, è un aspetto a tutela della collettività e rientra nei doveri generali di concorso all'Ordine e alla Sicurezza Pubblica in capo al Corpo. 
Questo impegno trova costantemente pronti i militari della Guardia di Finanza, che si sono sempre distinti per il loro altruismo e spirito di abnegazione. 
A testimonianza dei meriti acquisiti per tale opera, la Bandiera della Guardia di Finanza è stata insignita di otto medaglie d'oro al Valor Civile, quattro medaglie d'oro al Merito Civile e due medaglie d'oro di Benemerenza Nazionale, mentre sono innumerevoli le decorazioni al Valor Civile, al Valor di Marina e al Valor Aeronautico che ha premiato l'abnegazione dei singoli finanzieri impegnati in operazioni di soccorso. 
Il concorso che il Corpo fornisce alla protezione civile ha sia l'aspetto di interventi preventivi che di emergenza. 
Per quanto riguarda l'aspetto preventivo è da tener conto che essendo il Corpo un organismo di Polizia di Sicurezza, dovunque si trovi impegnato non manca di svolgere un’opportuna vigilanza per assicurare il rispetto delle norme dettate per evitare infortuni e disastri. 
Gli interventi diretti del Corpo, nelle varie situazioni di emergenza, e i servizi di soccorso in pubbliche e private calamità, possono svolgersi mediante:  
-interventi d'iniziativa individuali;  
-interventi d'iniziativa di piccoli reparti;  
-interventi voluti, disposti e diretti su più vasta scala dai Superiori Comandi del Corpo; 
-richiesta delle varie autorità amministrative o di polizia; 
-coordinamento con altri organi, con azione coordinata localmente o direttamente dall'alto da Autorità civili o militari. 
E' noto che gli impieghi primari derivanti dall'esercizio dell'attività di polizia economico-finanziaria saturano in maniera quasi totale la capacità operativa del Corpo, e benché sia, d'altra parte, chiaro che il tema della protezione civile investe in modo preponderante altre Amministrazioni dello Stato, ripetute esperienze hanno confermato che esistono settori d'intervento specifici, in corrispondenza dei quali l'impiego di personale e di mezzi della Guardia di Finanza può concretizzarsi in un contributo essenziale, e spesso risolutivo.
Nel corso del 1950 il Trentino Alto Adige fu il teatro delle prime sperimentazioni effettuate dal Corpo della Guardia di Finanza per l’utilizzo degli elicotteri in ambito montano, di pari passo la stessa sperimentazione avvenne anche al Lido di Ostia presso la Scuola Sottufficiali dove invece si sperimentò l’utilizzo sul mare e sulla terraferma. 
La scelta del Trentino come avamposto per effettuare tali test fu motivata dalla presenza della Scuola Alpina di Predazzo (Trento). 
Solo nel 1958 però ebbero inizio delle attività vere e proprie con l’utilizzo di alcuni AB 47G pilotati da personale della Guardia di Finanza in appoggio ai reparti terrestri, all’epoca notevolmente impegnati a contrastare il contrabbando e il bracconaggio.  
Tra i punti nevralgici di ingresso in Italia per chi proviene dal Nord Europa, certamente il passo del Brennero riveste un ruolo di primo piano, pertanto il 27 giugno del 1967 venne ufficialmente costituita sull’aeroporto di Bolzano la Sezione Aerea della Guardia di Finanza, la dotazione iniziale fu composta da elicotteri Agusta Bell AB 47-G3/B1, le ragioni che condussero il Comando Generale ad aprire una nuova Sezione Aerea fu quella di avere un mezzo flessibile e duttile che potesse potenziare l’attività di vigilanza del territorio e fornire una maggiore capacità di intervento ai reparti terrestri dislocati nella Regione.  
Dopo dieci anni di intenso utilizzo, prevalentemente in montagna, gli AB 47G3 vennero sostituiti con i nuovissimi Breda Nardi NH 500M.
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Nel 1981 su decisione del Comando Generale la Sezione Aerea venne inaspettatamente chiusa. Circa 8 anni dopo, siamo nel giugno del 1989, la Sezione Aerea altoatesina venne ricostituita, ricollocandosi nelle stesse infrastrutture già utilizzate sull’aeroporto di Bolzano, la nuova dotazione di elicotteri fu basata sul modello aggiornato del “500”, l’NH 500MC, una versione dotata di un turbomotore Allison 250-C20 che sviluppava una potenza di circa 400 shp, questa macchina è stata molto apprezzata dagli equipaggi per la sua manovrabilità e affidabilità, oltre che per le notevoli prestazioni, circa 230 km/h di velocità massima e un rateo di salita di ben 500 metri al minuto, dati interessanti per chi deve operare in quota. 
Il 14 maggio del 2003 venne assegnato alla Sezione Aerea di Bolzano il primo AB 412HP tipo B, versione da “montagna” caratterizzata da un pattino rialzato adatto alle operazioni sulla neve, sicuramente più adatto ad un utilizzo come quello del soccorso in montagna rispetto ai “500”, potendo sfruttare la presenza del verricello e di un notevole vano di carico adatto anche al trasporto di barelle. Anche per l’NH 500 c’è stata la transizione su di un ulteriore versione aggiornata, l’NH 500MD, caratterizzata da un nuovo impennaggio a “T” invece di quello caratteristico a “V” dell’MC. 
La caserma che ospita la Sezione Aerea di Bolzano è intitolata all’Appuntato MOVC (Medaglia d’Oro al Valor Civile) Stefano Gottardi, intitolazione concessa alla memoria del valoroso componente di una squadra di soccorso impegnata nella ricerca di un turista scomparso in un impervia zona montana della Val Senales, lo sfortunato militare della Guardia di Finanza, il 20 febbraio del 2002 durante le ricerche venne travolto da una valanga.   
L’aeroporto civile di Bolzano “Francesco Baracca”, oltre che essere la sede della presente Sezione Aerea, ospita anche il 3° Nucleo Elicotteri dei Carabinieri, il 4° Reggimento AVES (Aviazione dell’Esercito) “Altair”, ed il locale Aeroclub. Della costruzione dell’aeroporto di Bolzano non esiste una documentazione ufficiale, si fa fede al Regio Decreto n°1994 dell’ottobre 1926 che sancisce la nascita della struttura. 
Dal 1920 al 1940 si susseguono varie fasi, da un semplice campo di aviazione viene trasformato in aeroporto militare (giugno 1929) posto sotto il controllo della Regia Aeronautica, in contemporanea viene anche aperto al traffico civile, nel 1938 si insedia una scuola di pilotaggio della RUNA (Reale Unione Nazionale Aeronautica). Durante la seconda guerra mondiale l’aeroporto è gestito interamente dall’aviazione tedesca (Luftwaffe). 
Nel dopoguerra si alternano attività civili di vario tipo, nasce anche una società (Atesina Aerea) che opera voli turistici, nel 1951 si costituisce il locale Aero Club. Da questo momento vengono fatti vari tentativi per l’espansione della struttura ma con risultati altalenanti, attualmente l’aeroporto è gestito dalla ABD Aeroporto Bozen Dolomiti.
La Sezione Aerea di Bolzano presenta nel suo “DNA” due sostanziali differenze che la contraddistinguono da tutti gli altri reparti analoghi, la prima differenza è una spiccata attitudine al Soccorso Alpino, nel proseguo dell’articolo daremo ampio risalto a questo elemento, mentre la seconda è una peculiarità prettamente burocratica che andiamo invece ad illustrare immediatamente. La Sezione Aerea di Bolzano è l’unica nel suo genere subordinata ad un Comando Provinciale dipendente dal Comando Regionale, precisamente quello del Trentino Alto Adige, invece che ad un tradizionale ROAN (Reparto AeroNavale). 
Ricordiamo che i ROAN sono dei Comandi a carattere regionale presenti in molte regioni costiere e insulari della penisola, essi sono deputati alla gestione del comparto aeronavale di competenza (Sezioni Aeree e Stazioni Navali). Ulteriore unica eccezione in questo contesto è il ROAN di Como che, pur non essendo costiero comprende nel proprio settore di intervento i più importanti bacini di acqua dolce del nord Italia: i più rappresentativi sono: il Lago Maggiore, il Lago di Garda, il Lago di Varese, il Lago di Como ed altri, la presenza di questi bacini giustifica quindi la presenza del predetto Comando, che tra l’altro gestisce i colleghi “alpini” della Sezione Aerea di Venegono Superiore. Da questo ragionamento è facile trarre come conclusione che nella Regione altoatesina non vi è stato in passato una necessità di creare tale Comando, quindi si è optato per una situazione atipica. 
Dopo questa breve disquisizione burocratica ritorniamo ai compiti istituzionali  della presente Sezione Aerea, sarebbe gioco facile dire che le Fiamme Gialle di Bolzano sono sinonimo di Soccorso Alpino, in effetti lo sono guardando i dati operativi alla mano, ma non solo, perché i “task” assegnati sono gli stessi di tutti i reparti di volo della Guardia di Finanza. 
Quindi: 
-Polizia economica finanziaria 
-Polizia archeologica 
-Polizia ambientale 
-Repressione del contrabbando e dei traffici illeciti 
-Concorso ad operazioni di ricerca e soccorso. 
Prima di dare alcune informazioni va subito detto che la Sezione Aerea di Bolzano opera in un contesto civile dove alcuni comportamenti come: inquinamento ambientale, abusivismo edilizio, attività illecite a carattere economico/finanziario sono veramente scarsi. 
Non a caso le province di Bolzano e Trento, nel 2010, si sono classificate rispettivamente prima e seconda per la miglior qualità della vita in Italia.
Sviscerando i dati delle ore di volo svolte e le attività a favore dei primi quattro compiti istituzionali non si riesce a trarne un contenuto soddisfacente come approfondimento, ciò nonostante non possiamo esimerci nel citare alcuni casi “eclatanti” accaduti nel 2011. Il primo “caso” di Polizia Ambientale riguarda un avvistamento di un area di 4.472 mq all’interno della quale circa 150 mq di rifiuti provenienti da demolizioni del settore edilizio, ovviamente stoccati senza le elementari regole in materia di sicurezza; grazie alla ricognizione aerea, e successiva segnalazione alle Autorità Giudiziarie, l’area è stata sequestrata e due persone sono state denunciate. 
Il secondo caso tratta un illecito amministrativo, tra l’altro molto curioso perché perpetrato a poche centinaia di metri di distanza dalla Caserma Stefano Gottardi, redatto nei confronti di un soggetto per lavori di costruzione di un edificio lungo la linea doganale (spazio doganale aeroportuale) senza la prevista autorizzazione del Direttore della Circoscrizione Doganale. Per sfatare un po’ il mito della perfezione altoatesina si può accennare anche alla scoperta di un coltivazione di Marjuana in Provincia di Trento, il fatto non è propriamente recente, ma dobbiamo tornare indietro di qualche anno. 
Un’attenzione particolare di questi ultimi mesi viene invece rivolta a due attività illecite di attualità, la prima è l’esportazione illegale di capitali verso l’estero, traffico in costante evoluzione che vede spesso e volentieri l’utilizzo del mezzo aereo, la seconda è invece l’immigrazione clandestina, non solo via mare come spesso riportano i media nazionali. Molti immigrati giungono nel nostro paese utilizzando le frontiere comunitarie dell’Austria e della Svizzera, in entrambi i casi le attività di ricognizione effettuate dagli equipaggi della Sezione Aerea di Bolzano sono un valido deterrente, ma senza un vigoroso lavoro di “intelligence” fatto a monte poco può per contrastare i predetti fenomeni.    
Mentre un aspetto secondario come la ricerca e il soccorso in ambito montano diventa a ragion veduta per la Sezione Aerea di Bolzano l’attività principale, per dare un senso a questa affermazione basta citare alcuni numeri estrapolati dai rapporti di attività del 2011, cercheremo prima di evidenziare questi dati con un prospetto, per poi dare delle descrizioni più specifiche, al 31 dicembre del 2011 sono state svolte: 
-266 missioni operative per un totale di 232,15 ore di volo 
-30 missioni di soccorso per un totale di 25,20 ore di volo che hanno permesso il recupero di 15 persone di cui quattro purtroppo decedute 
-124 missioni addestrative per un totale di 125,05 ore di volo 
-21 voli a carattere tecnico per un totale di 14,30 ore di volo 
-3 voli a carattere vario per un totale di un ora e dieci minuti 
Facendo un rapido calcolo abbiamo un totale di 444 missioni per un totale di 398,20 ore di volo. 
Ma l’ultimo dato secondo noi è quello che maggiormente rispecchia il lavoro svolto, nell’anno appena trascorso sono state 1.209 le persone imbarcate (trasportate) a bordo degli elicotteri della Sezione di Bolzano, il dato è abbastanza eclatante pensando che si tratta prevalentemente di persone impegnate in attività di ricerca e soccorso. 
Per dare un’idea di cosa avviene durante queste ore di volo riportiamo due eventi abbastanza significati avvenuti nel 2011. Attività di ricerca di un aliante precipitato in zona Valle di Anterselva, successivamente al ritrovamento recupero di una persona ferita e di una deceduta con relativo trasporto. 
Recupero di 13 partecipanti e due soccorritori del CNSAS sul Gruppo dell’Adamello a quota 3.000 metri durante un evento sportivo, l’intervento di trasporto si è reso necessario a causa del malore che ha colpito i partecipanti e i soccorritori per l’eccessivo freddo.
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Fino a questo punto abbiamo visto l’impegno profuso dagli equipaggi della Sezione Aerea di Bolzano, ma chi sono gli altri “attori” che concorrono ad effettuare le missioni di ricerca e soccorso sfruttando il mezzo aereo come trasporto e/o come punto di osservazione privilegiato? 
Regolarmente vengono svolte attività a favore del:  
- Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) 
- Club Alpino Italiano (CAI) 
- Soccorso Alpino dell’Alto Adige (BRD)  
- Corpo provinciale Vigili del Fuoco 
In questo elenco però manca il maggior utilizzatore degli elicotteri gialli e verdi, cioè il SAGF (Soccorso Alpino Guardia di Finanza), l’abbiamo lasciato volutamente per ultimo perché vogliamo dare qualche dato in più al riguardo. 
Come abbiamo accennato ad inizio articolo a Predazzo è presente la Scuola Alpina del SAGF, la Scuola Alpina è la più antica scuola militare di montagna d’Europa, già nel 1920 ebbero inizio i primi corsi di addestramento rivolti ai Finanzieri per insegnare le tecniche alpine. Nel 1965 viene invece ufficialmente costituito il SAGF. In quasi cent’anni di onorato servizio questa istituzione è riconosciuta a livello nazionale ed europeo per l’alta preparazione che fornisce ai propri allievi, non da meno il SAGF che in quasi cinquant’anni di altrettanto onorato servizio ha ricevuto innumerevoli riconoscimenti per le migliaia di vite salvate grazie alla professionalità acquisita, infatti a riconoscimento di tale attività nel 1993 il SAGF ha ricevuto la Bandiera della Guardia di Finanza e la Medaglia d’Oro al Valor Civile per l’encomiabile lavoro svolto. 
Dalle precedenti righe si può facilmente intuire che Predazzo è il fulcro dell’addestramento alpino nel nord d’Italia, tutte le stazioni del SAGF sparse sull’intero territorio nazionale, vengono regolarmente qui ad addestrarsi, la Sezione Aerea di Bolzano è parte in causa in questi iter addestrativi. 
Fortunatamente oltre alle attività appena descritte c’è spazio anche per qualche impiego meno impegnativo, nel 2011 sono state svolte 44 missioni in assistenza a varie sezioni del SAGF durante delle manifestazioni sportive,  guardando però la lista degli impegni a favore di questi eventi abbiamo sbagliato nel chiamarle meno impegnative, perché per esempio durante una manifestazione denominata “Adamello Ski Raid” svoltasi a Ponte di Legno (Brescia) si è reso necessario l’impiego dell’elicottero per soccorrere 10 partecipanti infortunati. 
Dopo aver elencato e spiegato quali sono i compiti e le attività principali della Sezione Aerea diamo giustamente due cenni sulla composizione del reparto e quale è il suo “raggio d’azione”. 
L’attuale organigramma della Sezione Aerea di Bolzano prevede tre articolazioni ben distinte, partiamo dal Nucleo Operativo che conta sei piloti di cui quattro Ispettori, un Finanziere e un Ufficiale, le competenze del Nucleo sono ovvie, poi vediamo la Squadra Comando, i sette militari ordinari in carico si occupano dell’amministrazione e della conduzione della caserma, infine, non per ordine di importanza, troviamo il Nucleo Efficienza, l’articolazione è composta da 10 specialisti/manutentori di aeromobile, di cui sei hanno anche la mansione di verricellisti a bordo degli AB 412HP, ed uno addetto alle operazioni antincendio, inoltre la loro mansione prevede le operazioni di manutenzioni su tutti gli elicotteri in carico alla sezione. Come abbiamo appena visto, facendo un rapido calcolo, i militari che compongono la Sezione Aerea sono in totale 24 militari (22 tra Ispettori, Sovraintendenti, Appuntati e finanzieri più due Ufficiali) i due Ufficiali hanno la funzione di Comandante, il Capitano pilota Luigi Fusco, e di Capo Nucleo Operativo, il Tenente pilota Ciavarino Salvatore.
Visto che abbiamo appena menzionato il Nucleo Efficienza ci adoperiamo nelle prossime righe per dare alcune informazioni sulle attività manutentive, il Luogo Tenente Specialista De Martino ci illustra quali lavori vengono svolti nell’hangar della Sezione. Il lavoro principale che impegna gli specialisti del Nucleo sono le ispezioni programmate delle 25/50/75/100 ore di volo su entrambe le linee di volo, NH 500 e AB 412, e le operazioni pre e post-volo, nel primo caso vengono svolti controlli di 1° livello su tutte le parti del velivolo, quindi: avionica, meccanica, motorizzazione, prove di funzionalità, controllo dei parametri di funzionalità post ispezioni, in caso si verifichino guasti e anomalie gli specialisti provvedono alla sostituzione delle parti difettose. In caso di lavori di 2° livello intervengono direttamente in loco il personale del Reparto Tecnico Logistico Aereo di Pratica di Mare (RTLA) o della ditta fornitrice. Mentre i lavori classificati come 3° livello vengono svolti solo presso la ditta AgustaWestland. 
Rimanendo in ambito manutentivo ci teniamo a precisare che sull’AB 412HP tipo B non sono installate le apparecchiature Radar (sbarcato anche se rimane l’involucro), FLIR, Faro di Ricerca, ma solo la predisposizione con circa 600 kg di cablaggi.   
Una particolarità che forse ho dimenticato nei precedenti articoli dedicati alle Fiamme Gialle “volanti” è quello di spiegare che gli specialisti durante il loro normale turno di lavoro non svolgono solo la mansione di specialista manutentivo, ma anche di Operatore di Bordo (Verricellista) e soprattutto di Ufficiali ed agenti di Polizia Giudiziaria, in particolar modo quest’ultima comporta un continuo aggiornamento su i vari regolamenti e leggi in materia di Polizia Economica/Finanziaria.   
La dotazione attuale di aeromobili in carico alla Sezione Aerea è di tre elicotteri, un NH 500MD e due AB 412HP tipo “B”, questa tipologia a pattino alto è in servizio in soli quattro esemplari, distribuiti equamente nelle due sezioni alpine, Bolzano e Venegono. 
La zona operativa di intervento della Sezione Aerea di Bolzano copre tutto l’arco alpino orientale, per dare una giusta indicazione ci sembra doveroso evidenziare i 13.613 kmq del Trentino Alto Adige, i 18.368 kmq del Veneto e i 7.845 kmq del Friuli Venezia Giulia, quindi chilometri e chilometri di territori dove le montagne la fanno da padrona, in questo ambiente il soccorso alpino riveste un importanza primaria, considerando anche il fatto che le Dolomiti sono montagne che attraggono tantissimo turismo sia invernale che estivo. 
Le operazioni di volo sono effettuate rigorosamente nelle ore diurne, alba - tramonto, e coprono tutti i 365 giorni dell’anno.  
Mentre un aspetto del prossimo futuro è il completamento della nuova caserma, in avanzato stato di costruzione si trova esattamente di fronte all’attuale caserma, molto più grande e funzionale dovrebbe essere terminata a breve, anche se, le ristrettezze di bilancio hanno rallentato i lavori, sarà motivo di ritorno in quel di Bolzano per prendere visione una volta operativa.
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L’attività di volo come di consuetudine si è svolta di pari passo con quella mediatica di raccolta informazioni, questa volta però ho voluto avvalermi del prezioso aiuto di un collaboratore, nonché amico Sergio Morari. 
In concomitanza della nostra presenza a Bolzano il Comandante della Sezione Aerea Capitano pilota Luigi Fusco ha “gentilmente” concesso la nostra partecipazione ad un attività addestrativa a favore del SAGF (Soccorso Alpino Guardia di Finanza) già pianificata, questo addestramento viene programmato regolarmente con cadenza settimanale, nel periodo invernale come ricerca in valanga e in estate come ricerca in macerie di rocce (frane). 
Per ottimizzare la missione sono stati utilizzati due elicotteri, l’AB 412HP “Volpe 2-1-6” e l’NH 500MD “Volpe 1-2-0”,  
entrambi sono stati messi in “campo” con un ruolo specifico. L’NH 500 in qualità di ricognitore, il piccolo monomotore per questa tipologia di missione è insostituibile, soprattutto grazie alla sua “manovrabilità” che gli consente di portarsi molto più vicino di altri aeromobili, agli anfratti, nei canaloni e alle pareti rocciose; il “412” invece ha svolto il compito principale di vettore per le squadre di soccorso, le sue elevate capacità di carico (persone e barelle) annesse alla possibilità di impiego del verricello lo rendono un validissimo strumento per il soccorso in montagna. 
La missione dopo il consueto briefing pre-volo, si è sviluppata in una prima fase con un trasferimento dall’aeroporto di Bolzano a Passo Rolle, il tragitto è durato circa 15 minuti, tra l’altro completamente svolto nello spettacolare contesto delle Dolomiti. Appena atterrati a Passo Rolle siamo accolti dai “colleghi” della Scuola Alpina del SAGF di Predazzo. Concedeteci una piccola divagazione geografica per far capire la “location” della missione, Passo Rolle (Comune di Siròr) è una nota località sciistica ai piedi delle magnifiche pareti dolomitiche delle Pale di San Martino, mentre Predazzo (Trento) è anch’essa una nota località della Val di Fiemme, nonché come già precedentemente scritto, sede dalla Scuola Alpina della Guardia di Finanza, tanto per dare un idea dell’importanza della Scuola basta dire che qui hanno militato nel gruppo degli sciatori delle Fiamme Gialle campioni come Gustav Thoni, Cristian Zorzi, Polig e Kristian Ghedina.
Ritorniamo quindi alla parte operativa, purtroppo causa le condizioni meteo non eccezionali e i 1.984 metri di altitudine, ci siamo “affrettati” senza molti preamboli a svolgere l’attività, la “parola” viene presa da un istruttore della Scuola Alpina che effettua un “refresh” agli allievi presenti, le nove Squadre Cinofile impegnate sono tutte pronto impiego, quindi le istruzioni impartite sono più che altro raccomandazioni di sicurezza sull’utilizzo del verricello e sull’uscita dall’elicottero (momento decisamente topico soprattutto per la presenza del cane), visto l’alto grado di preparazione dei partecipanti il briefing è durato pochi minuti, se si fosse trattato di allievi alle prime armi le informazioni da impartire avrebbero portato via molto più tempo. 
In questa specifica sessione addestrativa sono state coinvolte squadre provenienti da: Bardonecchia, Sella Nevea, Merano, Macugnaga, Domodossola, Oronzo di Cadore, Edolo, tutti i soccorritori erano accompagnati dal proprio inseparabile cane da valanga, in questa specialità sono particolarmente efficaci cani come il Labrador Golden Retriver, il Border Collie e il Pastore Tedesco, senza dimenticare i Meticci, meno blasonati ma sempre presenti. 
A questo punto l’organizzazione è passata ad un coordinamento congiunto, tra equipaggi delle “Volpi” e Capo Istruttore del SAGF, con una pianificazione della metodologia di intervento che teneva conto della situazione meteo, autonomia dell’elicottero e capacità di carico, e soprattutto degli “intrusi” con le loro esigenze di riprese fotografiche, un po’ meno per Sergio sul “500”, ma più che altro del sottoscritto sul “412”, la decisione finale è stata quella di mantenere la zona di imbarco nella piazzola originale di arrivo vicino all’abitato, mentre si è localizzata una zona di rilascio con verricello a poche centinaia di metri, in una piccola conca dove un buon accumulo di neve  permetteva un addestramento mirato per i cani. 
Una volta iniziate le operazioni di volo ogni Squadra Cinofila è stata imbarcata singolarmente e trasportata nel luogo di rilascio, sia a bordo che a terra spettava agli istruttori effettuare il controllo delle manovre e fornire eventualmente aiuto al personale in addestramento, molto più delicato invece il ruolo dello specialista di bordo che oltre ad effettuare le manovre di discesa tramite il verricello doveva coordinare le manovre di atterraggio, decollo e hovering in simbiosi con i piloti di "Volpe 216". Per quanto riguarda l’attività peculiare delle Squadre del SAGF, una volta rilasciate sul posto di intervento, hanno compiuto delle ricerche (simulate) di persone travolte da un ipotetica valanga, nella neve era stato preventivamente sotterrato un involucro di tessuto che doveva essere trovato con un attività in cooperazione tra soccorritore e cane.    
Per effettuare un iter completo a favore delle nove squadre ci sono volute circa un ora e mezza di volo, il Comandante Fusco, a causa di un probabile peggioramento della situazione meteo ha preferito svolgere senza sosta tutti gli imbarchi e sbarchi, lasciando per ultima un attività molto peculiare della Sezione Aerea di Bolzano.
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Il “training” conclusivo della giornata ha visto impegnati gli equipaggi di entrambi gli elicotteri delle Fiamme Gialle con un apparato all’avanguardia per la ricerca di persone travolte da valanghe, il Barryvox VS 2000 Pro Ext. 
Per dare un informazione tecnica e professionale su questi importanti strumenti, costruiti per salvaguardare la vita umana, preferiamo dare la parola al Capitano Fusco che ci illustra nel dettaglio a cosa servono e come dovrebbero essere utilizzati.  
"Appassionati di sci alpino, fuoripista e tecnici del soccorso alpino sanno bene che l’apparecchio ARVA (Apparecchio Ricerca VAlanga) può salvare la vita. Grande poco più di un pacchetto di sigarette, l'ARVA è essenzialmente un dispositivo elettronico che trasmette un segnale radio. Va indossato sotto il vestiario durante le escursioni e continua, silenziosamente, ad emettere segnali sulla posizione in cui si trova la persona che lo porta anche - e soprattutto - se questa si trova disgraziatamente sepolta sotto metri di neve. Normalmente, infatti, l'ARVA funziona in modalità di "trasmissione". Ma ogni apparecchio, quando è necessario, può essere messo in modalità di "ricezione" e inizierà a percepire i segnali degli altri ARVA che si trovano in zona, dando segnali acustici di diversa intensità. Sono, ovviamente, informazioni preziosissime per chi sta cercando un travolto da una valanga: l'ARVA del travolto emetterà come sempre i segnali radio e l'ARVA del cercatore potrà, grazie ai segnali ricevuti, localizzare con precisione il punto in cui scavare per liberarlo. La "portata" dell'ARVA varia da modello a modello e rispetto alla posizione del travolto, ma in generale si aggira intorno alla trentina di metri. In situazione di pericolo, infatti, è fondamentale agire in fretta e con apparecchi che funzionano a dovere. La sopravvivenza di un travolto da valanga ha in generale una curva che decresce molto rapidamente ed ha un vero e proprio crollo dopo i primi 15 minuti.  Più si aspetta, più aumenta la probabilità di trovare persone senza vita. E’ in questa ottica che l’apparato Barryvox facilita il ritrovamento di vittime di valanghe essendo un ARVA in ricezione. Il VS 2000 Pro Ext è un kit composto da un’antenna tridimensionale che viene calata manualmente dall’elicottero tramite un cavo in nylon  che funge da connettore e nello stesso tempo da sostegno tra l’antenna e il ricevitore beacon che viene collegato a sua volta all’interfono dell’elicottero. 
L’elevata e riconosciuta performance di questo apparecchio di ricerca è sintetizzabile nelle seguenti caratteristiche tecniche: l’antenna esterna per interventi terrestri ha una portata fino a 180 m, pesa circa 320gr (senza cavo) ed il suo ingombro è circa di 300 mm di lunghezza x 40 mm di diametro. Nella cabina dell’elicottero le perturbazioni elettromagnetiche provenienti dalle attrezzature di bordo impediscono una ricerca efficace. L’antenna specifica attiva per la ricerca dall’elicottero è di forma cilindrica e rimane sospesa circa 2-3 metri sotto l’elicottero, all’esterno e fuori della portata di questi disturbi. Grazie alla caratteristica di ricezione tridimensionale, il segnale emesso dall’ARVA è recepito con la stessa intensità in tutte le direzioni. L’antenna non deve più essere direzionata manualmente. Attraverso un cavo speciale a separazione di potenziale, il segnale di ricevuto raggiunge il sistema radio di bordo (Intercom) oltre ad essere ricevuto da tutti i membri dell’equipaggio nel loro casco. A scopo di protezione è stato ideato un robusto involucro idrorepellente per l’antenna del sistema di ricerca dall’elicottero. 
Ad oggi sono moltissimi  gli apparati Barryvox che sono stati venduti in tutto il mondo e che vengono utilizzati, oltre che dagli appassionati di sci alpinismo e fuoripista, dai tecnici del soccorso alpino, dalle società di elisoccorso, dal personale degli impianti di risalita e dalle Forze armate nonché, ovviamente, da moltissime guide alpine e istruttori del Cai. In particolare ne sono dotati i servizi di soccorso delle imprese svizzere di impianti teleferici, le sezioni del Club alpino svizzero, la Federazione svizzera di sci, la Guardia Aerea Svizzera di soccorso Rega, l’esercito svizzero, organizzazioni di soccorso estere e migliaia di privati.  
Attualmente la Sezione Aerea di Bolzano è l’unica ad averla in dotazione dei reparti della Guardia di Finanza." 
L’operazione congiunta dei due elicotteri è durata circa 15 minuti, l’NH 500 ha eseguito la ricerca tramite l’antenna esposta, una volta individuato il punto dove verosimilmente era presente una persona sommersa dalla neve è entrato in gioco l’AB 412 che ha portato sul posto i soccorritori, nella fattispecie a scopo dimostrativo sono stati utilizzati due vettori, l’ideale sarebbe avere tutto su di un elicottero (AB 412), garantendo così un ulteriore riduzione dei tempi di intervento, assicurando così un più ampio margine di successo della missione. 
Purtroppo anche questa esperienza a bordo delle “Volpi” è terminata, non ci restano che i pochi minuti di volo verso la base di partenza, portando a “casa” un bagaglio di esperienza senza precedenti.
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Gli autori desiderano ringraziare il Capitano Luigi Fusco e tutto il personale della Sezione Aerea di Bolzano, il personale del SAGF e il Comando Regionale del Trentino Alto Adige. 
Inoltre per la perfetta collaborazione uno ringraziamento speciale all'Ufficio Stampa del Comando Generale (Roma).  
Si ringrazia AviationGraphic.com per aver fornito le serigrafie raffiguranti gli elicotteri.   
Foto e testo di Giorgio Ciarini e Sergio Morari  
Gennaio 2012 
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